sabato 21 aprile 2012

94 ALLA RICERCA DI SE STESSI


Siamo sempre stati insieme, affiatati, io e il mio fratello gemello. Ci muovevamo come un corpo solo, pensavamo all’unisono.

Perché quello era l’unico modo di agire e di pensare che ci fosse concesso. Non abbiamo mai avuto una vera scelta, abbiamo seguito ciò che era previsto per noi, persino quando ci siamo schierati dalla parte di nostro padre nella faida familiare. E nemmeno ce ne siamo resi conto… 

Almeno fino ad ora, almeno io. Lui, no. Lui continua a guardare nella sola direzione che i paraocchi imposti negli anni passati gli consentono; non potevamo fare altro che adeguarci. Ma adesso non è più così: c’è altro di fronte a noi, adesso ci sono delle alternative.

Lui però non le vuole vedere, forse ne ha paura.

O forse devo accettare il fatto che questa volta ha davvero compiuto una scelta, una scelta opposta alla mia.

È per te che ho imparato ad impormi per la prima volta, a fare di testa mia.

Sto malissimo da quando ti hanno portata via. Non sopporto l’idea di perderti, ho paura che ti succeda qualcosa mentre tentano di rimuovere l’artefatto. Eppure dentro di me so che per te è stato meglio così, che comunque avremmo dovuto andarcene da Shade, perché ormai era pericoloso per entrambi. Ma non averti più al mio fianco…

Il pensiero che, recuperata la memoria, potresti odiarmi mi fa impazzire.

Ti sogno, ogni volta che chiudo gli occhi.

Dopo l’impresa dei tuoi amici l’Alto sacerdote è stato deposto e sono venuti a propormi di prendere il suo posto. In realtà volevano testare la mia fedeltà… Sono riuscito a declinare suggerendo Mattick e senza destare troppi sospetti. Ingannare loro per me non è poi così difficile, ingannare la Dea sarà diverso… Mio fratello però è partito per una missione nel Sottosuolo, forse quella missione: l’ho incoraggiato ad accelerare i tempi, così non può impegnarsi nella tua ricerca. Verrà investito solo al suo ritorno, quando io ormai non ci sarò. Qui non è più il mio posto. Finito di recuperare le protezioni che mi servono me ne andrò.

Vengo a cercarti.

No, non ne ho il diritto…

Vado a cercare me stesso.

lunedì 9 aprile 2012

93b LE PRIGIONI DI SHADE


 Il post è di Bardoscuro.

 “Avevo anche chiesto loro di procurarmi una mappa delle prigioni, ma quella non è mai arrivata. Pare avessero una servetta nel palazzo in cui stavi tu, Jamila, e lei avrebbe dovuto recuperare una piantina, ma…” 
 –“Vania! Sono stata io a impedirle di uscire. Col senno di poi, per salvare la sua vita ho salvato anche la vostra: di sicuro sarebbe stata seguita e li avrebbe portati dritti da voi, condannandovi tutti.” 
Non gradisce molto… - “Poco male, abbiamo fatto alla cieca. Non mi sono mai fatto fermare da queste piccolezze. Individuata la guardia da impersonificare, abbiamo dato inizio al piano. Siamo partiti io e Liam, da soli, per le prigioni, appena si è fatta notte. Che poi, a Shade, non è proprio così facile distinguere la notte… Ci siamo appostati per un po’ per controllare i movimenti. Ho calcolato quattro guardie all’interno e una all’esterno con un grosso animale, una specie di leone mostruoso. Quando abbiamo visto arrivare ed entrare una Tenebra abbiamo deciso che era il momento di entrare in azione. Non potevamo aspettare e rischiare che iniziassero a incatenare e portar via i prigionieri che sarebbero stati sacrificati all’alba. Ho lasciato il mio medaglione a Malik, fuori, dicendogli di tornare al covo ed aspettare lì. Gliel’ho lasciato perché… Beh, sì, è vero che è andato tutto bene, come avevamo previsto d’altronde, ma se il piano fosse fallito, se non fossi riuscito a uscire vivo da quella prigione… Era meglio che Malik tenesse il medaglione e tentasse di nuovo di salvarti.” Dice l’ultima frase tutta d’un fiato e la affoga all’istante in una lunga sorsata di birra. È imbarazzato; così come non risparmia faccia tosta quando deve vantarsi e glorificarsi, al contrario l’ammettere di aver avuto un momento di debolezza, di aver pensato di poter davvero morire in quella missione disperata lo fa vergognare. Sei davvero strano, sai? Oscilli tra l’uomo duro del nord, che non deve mostrare mai alcuna debolezza, al bambinetto insopportabilmente dispettoso, al malato da dipendenze varie fino a quello che si butta in un torrente in piena senza pensarci per salvare una sconosciuta, al millantatore o a quello che con buona pace del suo aspetto inquietante mostra inaspettatamente le sue paure... A volte mi domando come fosse la tua vita prima di Aud… Sei stato fortunato, lei ha saputo vedere in fondo alle tue contraddizioni, e senza le mie percezioni! E ora ti stringe la mano, quasi in un atteggiamento materno più che da moglie. Non puoi avere segreti con lei, per questo non sai mentirle… e ringrazia che non ti chieda del Sottosuolo… Credo che la tua infanzia non sia stata una passeggiata. Faresti un’ottima cosa a non rovinarti da solo anche il presente…   
 “Beh, ma non sei morto, purtroppo,” interviene inaspettatamente Drevlin, con il suo miglior tono inacidito. Che però è falso, falsissimo! –“quindi vedi di andare avanti.”
 “Saresti stato contento, eh?” ribatte Lorcan, stando al gioco. “Non vedi l’ora che ci lasci le penne!”
 –“Le squame, magari…” dice Drevlin, invitandolo a continuare con un gesto della mano, e tutti scoppiamo in una risata di cuore, che dissipa un po’ la tensione. “Oh, allora… Vediamo… Ah, sì, le prigioni. Come da accordi ho cambiato le mie sembianze, cercando di assomigliare il più fedelmente possibile alla guardia che Liam mi aveva indicato; poi ho finto di legare i polsi di Liam e ci siamo fatti avanti. La prima prova era già una delle più difficili. Non tanto convincere la guardia, quello no, con le mie arti di persuasione era un gioco da ragazzi… Ma il leone, quello era tutta un’altra cosa. Quello sentiva l’odore, e infatti si è accorto subito che qualcosa non andava, che non mi conosceva. Continuava a ringhiare e a puntare la borsa conservante invisibile. Anche la guardia dopo un po’ si è insospettita, a momenti non mi lasciava passare! Fortunatamente le guardie di Shade sono più stupide di quelle del resto del Faerun, e alla fine mi ha lasciato passare. Ah! Ti brucia ancora la figuraccia a Calimport, eh?   Siamo scesi lentamente nel buio. Le prigioni di Shade… Tu ci sei stata, Jamila, sai cosa vuol dire. È un buio palpabile, l’angoscia, là sotto. Di peggio ho sentito solo l’oppressione all’interno del tempio di Shar… TU? Prova a immaginare quello che ho vissuto io nei luoghi di Shar…   “Liam davanti a me non vedeva granché, ma i miei sensi erano totalmente tesi a cercare di individuare la Tenebra. Ero pronto a qualsiasi imprevisto, anche perché non avevamo idea di quale fosse la disposizione delle celle. Se avessi preso il corridoio sbagliato ci avrebbero scoperti. Ci siamo ritrovati nella stanza d’accesso, dove c’erano altre due guardie ad aspettarci e un’altra di quelle bestie immonde. L’assenza della Tenebra mi ha enormemente sollevato… Ma la bestia avrebbe creato problemi. Ovviamente gli shadovar si sono mostrati stupiti, non si aspettavano il mio arrivo. E io sono partito con la mia commediola d’intrattenimento: fedele di Selune catturato, sputo a terra, bla bla bla… Impeccabile. Mano a mano che gliela raccontavo mi convincevo da solo! Le parole mi uscivano spontanee, fluide, come se non avessi fatto altro che raccontare quelle cavolate per tutta la vita. Beh, a contar palle ci sei portato davvero… E i due co***oni… se la sono bevuta tutta! Tutta d’un fiato; anzi, dovevate vedere come se la ridevano, com’erano soddisfatti! Erano talmente contenti che mi hanno proposto di preparare la sala delle torture per interrogarlo all’istante e io, capirete, come potevo rifiutare? Funzionava tutto anche meglio di quanto avessi sperato, come se ci fosse una mano divina all’opera…
 Ho sfruttato la situazione fino in fondo: avevo bisogno di vedere la moglie di Liam, sapere se era viva e in che condizioni, e cercare di farle capire ciò che eravamo venuti a fare. Gli altri fedeli avrebbero potuto reagire con aggressività o non fidarsi di noi, ma di fronte alla loro chierica non avrebbero avuto timore. Ad ogni modo ho chiesto che nella stanza fosse portata anche la donna, perché torturando lei davanti ai suoi occhi il prigioniero si facesse più ragionevole… Sarà normale che io abbia questa innata vena di sadismo?” chiede poi, rivolgendosi alla moglie, con aria sinceramente perplessa.
Aud gli accarezza il viso.
 –“Le buone abitudini…” inizia, divertita, e lui conclude ridacchiando “Non muoiono mai!”
 –“Il mio teatrino di crudeltà li ha convinti ancora di più, se ce ne fosse stato bisogno, e dopo un po’ mi hanno portato lungo un corridoio fino ad una stanzetta laterale. Passando ho visto tutti i prigionieri, chiusi nelle gabbie. Avrei voluto allertarli, spiegare loro che c’era speranza, che eravamo lì per salvarli, che Liam non era stato davvero catturato: avevo paura che si demoralizzassero ancora di più. Ma non potevo rischiare tanto, dovevo stare attento al massimo: sapevo che, oltre alla chierica, in quella stanza ci sarebbe stata anche la Tenebra ad aspettarmi.”

venerdì 6 aprile 2012

93a APPOSTAMENTO ALLE PRIGIONI


Il post è di Bardoscuro

 -“Oh, ho fatto anche una bella sceneggiata quando hanno scoperto il medaglione!” esclama d’un tratto, il ricordo fresco dell’avvenimento impresso sul volto. “Perché capisci, avevo addosso la maschera che mi cambiava le fattezze, non me l’ero mai tolta, per cui loro non mi avevano mai visto per…come sono. E quando ho pensato a Malik dev’essermi sfuggito un commento tipo ‘Sarà stato quell’altro con le ali’ e Liam si è messo a ridacchiare, dicendomi che mi so nascondere davvero bene se pure io ho le ali, e allora io: ta - dan! Mi sono tolto la maschera. Dovevi vedere che faccia ha fatto! Sconvolto, credo non sapesse se scappare a gambe levate o esiliarmi su qualche altro piano.” Ride soddisfatto. È incredibile come possa trovare tutti questi spunti di ironia in una situazione del genere…
 Si calma quando sua moglie arriva con della tisana per sé e per gli ospiti e una pinta di una bevanda che sembra birra, che piazza di fronte a lui. Francamente la cosa mi pare strana, visti i precedenti… Mi basta un’occhiata interrogativa ad Aud perché lei con espressione estremamente soddisfatta mi spieghi che si tratta di una bevanda ANALCOLICA che ha fatto recuperare da Lorcan stesso, visto che lui si rifuta di bere acquetta e tisane… Il bardo distoglie lo sguardo molto imbarazzato e ne sorseggia un po’, mentre Drev se la ride alla grande.
 “Ad ogni modo,” riprende Lorcan, rinfrescatosi l’ugola – È incredibile quanto possa parlare quest’uomo quando riesce ad avere l’attenzione generale! – “è stato un bene che io abbia mostrato loro la mia vera identità. Prima di tutto perché avevo voglia di smettere il teatrino dell’uomo normale: tu sai quanto io trovi sexy le mie ali” commenta serio, beccandosi un coppino da Aud sulle nostre risa “E poi perché finalmente, rivelazione per rivelazione, il giovincello mi ha svelato che la chierica del gruppo non era altri che sua moglie; e capirai, per me questo cambiava tutto. La propria donna va salvata a ogni costo,” conclude sornione, stampando un bacio affettuoso sulla guancia di Aud, che lo sospinge via per gioco, ma che mostra evidente soddisfazione per tutte quelle attenzioni.
 -“Quindi ho accettato di aiutare Liam e gli ho proposto di andare in sopralluogo fuori dalle prigioni. Un luogo trafficatissimo, eh? In piena piazza centrale, tra guardie e gente comune, chi mi capita di vedere nel giro di 10 minuti? Prima te, che scendevi in prigione a far cosa non lo so, e poi Malik! Pensa: vedo un gatto alato che mi passa vicino, si ferma e mi guarda. Se non avesse avuto le ali magari non l’avrei notato, ma così… Mi sono abbassato, facendo finta di accarezzarlo, e gli ho chiesto sottovoce se era Malik, e lui ha fatto sì con la testa! Non so come voi maghi parliate con i vostri animali, ma Malik è un genio." Il micione conferma soddisfatto tra i miei pensieri. -"Cioè, io ci ho fatto discorsi più intriganti di quelli che abbia mai fatto con…Drevlin, per dire.” Drev fa per lanciargli dietro un altro giocattolo di Lintel, ma non ne ha più a portata di mano. “A proposito,” riprende Lorcan, ignorandolo, “quello che è arrivato con te in carrozza era tuo marito?” La domanda mi coglie del tutto impreparata, più che altro per come l’ha formulata, per come ha definito Vattick. Drev al mio fianco si irrigidisce, io muovo la bocca senza profferire suono nel tentativo di rispondere ma fortunatamente Lorcan ha la presenza di spirito di accorgersi del momento di difficoltà e ricomincia a blaterare.
-“Sì, beh, stavo dicendo… Ah, sì, Malik! Gli ho chiesto se era il suo il medaglione e ancora mi ha fatto di sì con la testa. Insomma, avevo ragione, come sempre. Sono troppo intelligente…” Sospira teatralmente e Aud alza gli occhi al cielo, affogando i dispiaceri nella tazza di tisana bollente. -“Siamo rimasti fuori dalla prigione per gran parte della giornata, cercando di andare avanti e indietro senza farci notare più di tanto. Ho chiesto a Liam di individuare una guardia non troppo importante ma nemmeno un cretino; insomma, uno a cui mi sarei potuto sostituire facilmente senza destare troppi sospetti. La mia brillante idea era di arrivare lì in piena notte portando con me Liam e fingere di averlo arrestato come ricercato. Potevo dire che avevamo il sospetto che avesse aiutato lo schiavo a fuggire dalla casa dell’Alto Sacerdote e che avevo ordine di portarlo subito di sotto per torturarlo e farlo parlare; in fondo avevano bisogno di scoprire il loro covo. Una volta dentro avremmo trovato il modo di liberare i prigionieri e farli evadere. A occhio sapevo di potermi prendere cura di tre o quattro guardie come quelle, e magari anche di una tenebra…”
 Sì, bravo, millanta pure! Perché non mi dici qualcosa riguardo Fine della Terra, invece? Come reagisce il tuo ego immenso di fronte a quel’episodio, eh? Lo ha già rimosso? Lancio di sfuggita uno sguardo ad Aud che sorseggia lentamente dalla tazza. Non posso certo tirare in ballo ora questo argomento… Lasciamo che si goda il racconto e che si esalti quanto vuole, avrò tutto il tempo di “esaminare” con lui la questione in ogni aspetto nei prossimi giorni. Oh sì, stanne pur certo. Ricorrerò al ricatto più bieco se necessario a tenerti sotto controllo! 

giovedì 29 marzo 2012

92d LIAM



Questo post è di Bardoscuro

 “Quando mi sono svegliato, la mattina dopo, è stato perché ho sentito la presenza di qualcun altro, accanto a me. Ho aperto gli occhi, la mano già pronta a tirar fuori lo stocco dalla borsa conservante invisibile, e ho visto un tizio giovane, che mi fissava dal lato opposto dello stanzone. ‘Chi sei?’ mi ha chiesto, e si aspettava pure che gli rispondessi. In quel momento ero troppo nervoso per rendermene conto, ma probabilmente facevamo un quadretto ben ridicolo… Lui da un capo della stanza che mi chiedeva chi ero, io dall’altro che gli dicevo di presentarsi per primo, se voleva una risposta. Davvero, ci scusavano solo le circostanze. Io ho avuto giusto la presenza di spirito di tirar fuori dalla borsa quell’oggettino che ci aveva dato Zelman, ti ricordi? Quella sfera che blocca tutte le magie di scrutamento e teletrasporto e simili. Me l’aveva data prima di partire, poteva sempre tornare utile per avere un po’ di intimità… E meno male che ho pensato di tirarla fuori e attivarla! Io in realtà pensavo: ‘Se non mi isolo mi troveranno, anche perché mi stanno cercando, e se ora mi metto a sbudellare uno con uno stocco magico come il mio mi beccano in cinque minuti’. In realtà ci ho salvati entrambi… Scusa, mi rendo conto che tutte queste cose per te saranno un po’ confuse,” si scusa di colpo, vagamente imbarazzato, cosciente di essersi lasciato prendere la mano dai dettagli del suo racconto. “Tu non sai nemmeno di chi sto parlando… Mi ha detto di chiamarsi Liam e che un sogno l’aveva guidato fino a me, descrivendogli esattamente il luogo in cui mi avrebbe trovato. Io non ci credevo, figurati, ero certo che fosse una delle guardie mandate dal principe a cercarmi, uno particolarmente fortunato o abile nel seguire le tracce. Gliel’ho detto e lui mi ha fatto notare, non senza un certo sarcasmo, che se fosse venuto con intenzioni malvagie a quell’ora mi avrebbe probabilmente già ucciso. Mi ha dato un po’ fastidio, devo essere sincero… Non che fosse vero, chiaro, perché uno come me, con i miei riflessi e i miei sensi all’erta, non si può cogliere alla sprovvista, manco fossi un ladruncolo da strada qualunque, però ero davvero stanco… Ad ogni modo nessuno dei due si fidava dell’altro finché non ha ammesso che a mandarlo, nel sogno, era stata Selune. Aveva sognato Selune che lo inviava a me perché lo aiutassi. Capisci? C’era un gruppetto di fedeli di Selune su Shade, organizzati persino, e noi neanche lo sapevamo!
“Puoi immaginare quali preghiere abbia inviato a Selune quando Liam mi ha detto che lei gli aveva assicurato che l’avrei aiutato. Sappiamo entrambi che la nostra dea ha un certo senso dell’umorismo… o una fiducia un po’ esagerata, a volte. Oh sì, decisamente! Gli ho chiesto che problema avesse e mi ha detto che aveva bisogno d’aiuto per liberare la chierica del loro gruppo, che insieme a parte dei fedeli era stata catturata in una retata e condannata a morte. Mi ha spiegato che ci sarebbe stata una festa in onore di Shar, il giorno dopo, e che era durante i festeggiamenti che i fedeli di Selune sarebbero stati sacrificati. Per il momento li tenevano in prigione, piantonati da guardie umane e Tenebre, che si sa, su Shade abbondano…” Ridacchia tra sé, divertito dalla sua battuta di ben poco gusto. Sembra decisamente troppo di buon umore nel raccontare quelle vicende così tese, forse perché il senso di trionfo che è seguito non l’ha abbandonato del tutto. “Io ovviamente non vedevo come sarei potuto essere d’aiuto. Ci mancava solo che mi mettessi a espugnare le prigioni di Shade! …Che poi è esattamente ciò che ho fatto, ma immagino te ne fossi già fatta un’idea.” Mi rivolge un sorrisone orgoglioso, cercando conferma.
 “Alla fine gli ho detto che l’avrei aiutato se lui, in cambio, mi avesse dato una mano a portare a termine la mia missione. Gli ho detto che ero venuto a liberare un’amica, che era stata rapita… Non gli ho detto subito che eri tu, sai, per non spaventarlo. Avrebbe potuto dire di no… E poi mi sentivo in qualche modo scelto, era come se Selune mi avesse affidato queste persone direttamente, e non me la sentivo di rifiutarmi. Se mi aveva scelto era perché si fidava di me, mi riteneva degno, e non volevo essere una delusione…di nuovo…” Si schiarisce la voce e si passa una mano sulla fronte, nervoso, a disagio.
 “Liam mi ha portato al loro covo segreto, perché lì di certo non potevamo restare. Si erano ben organizzati. La notizia della mia evasione dalla villa del principe era sulla bocca di tutti, è stato bello potersi sentire subito stimati per qualcosa, a scatola chiusa. Mi guardavano come il loro eroe senza che neanche avessi dovuto muovere un dito, ancora. Ho chiesto fogli per appuntare ogni particolare che fossi riuscito a ricordare sia della casa del principe che del tempio di Shar e ho chiesto piantine della città e descrizioni dei punti nevralgici del potere. Liam ovviamente continuava a tornare alla prigione e a come avremmo potuto liberare i suoi compagni, ma io avevo bisogno di lasciar calmare un attimo le acque e riordinare le idee… e anche di riposare un po’, se c’era da combattere. Ero lì con loro quando mi hanno portato la notizia del ritrovamento di uno dei medaglioni.
 Era stato rinvenuto nelle fogne, ho subito pensato che uno degli altri due avesse fallito o fosse stato beccato e catturato. Non so perché ma ho escluso quasi subito la draga. Sarà perché non si parlava di una prigioniera e poi perché mi sembrava che un essere vissuto qualche centinaio d’anni non avrebbe mai fatto una cosa tanto stupida quanto buttare via il medaglione a Shade, funzionante o meno… Ho pensato a Malik, comunque. E da un certo punto di vista ero anche più tranquillo, ho pensato che lui non avrebbe avuto problemi a scappare e mettersi in salvo, nessuno l’avrebbe notato. L’unico serio problema era che a quel punto le guardie tutt’attorno a te sarebbero state allertate, e non solo; sapevano che eravamo lì, uno o molti, e dopo la mia fuga la tensione era alle stelle. Sarebbe stato ancora più difficile eludere la sorveglianza e riuscire ad avvicinarti.

mercoledì 14 marzo 2012

TEST


Un paio di sessioni come banco di prova per il nuovo personaggio, e... 
ne piglio più di quante riesca a darne.
Non va mica bene...

sabato 10 marzo 2012

92c BEFFA ALL'ALTO SACERDOTE


Il post è di Bardoscuro.

-“Hanno fissato la cerimonia di giuramento per quella notte. Avevo poche ore per scappare. Beh, le ho passate a guardarmi attorno, a studiare il posto, la gente che ci viveva, la sorveglianza, la disposizione delle stanze, delle guardie, degli accessi e i ritmi che regolavano la casa. Ho cercato di memorizzare tutto il possibile senza farmi notare, perché erano informazioni preziose, me ne rendevo conto. Il mio compito di colpo non era più solo riportarti a casa: ero diventato una spia, forse la più ardita che fosse vissuta nel Faerun da decenni. Potevo rendere un servizio mille volte più grande!” Il colorito che gli imporpora le guance, il tono infervorato nella sua voce e il gesticolare eccitato che non riesce a frenare rivelano appieno l’esaltazione di cui Lorcan ricade preda nel rivivere quei momenti di pericolo. Si vede nei suoi occhi lucidi l’adrenalina che torna a scuoterlo e lo fa sembrare più giovane e, perché no, pure un po’ pazzo. È quel brivido eroico che l’ha tenuto vigile per tutta la sua permanenza a Shade e gli ha permesso di dare il meglio di sé. Peccato che tale valore abbia sempre bisogno di essere stimolato dalle più tragiche disgrazie…
 -“Ho aspettato fino all’ultimo. Ho tentato di saggiare le debolezze nel servizio di sicurezza ma, accidenti a loro, non ne ho trovate. E allora ho dovuto rischiare.” Fa una pausa, assaporando il momento e creando un po’ d’atmosfera. “Utilizzando il potere della maschera che mi camuffava ho cambiato le mie sembianze in quelle di uno dei servitori di rango più alto, che avevano maggior libertà di movimento, e ho finto di dovermi accertare che i preparativi per la cerimonia fossero ultimati, prima che il principe potesse arrabbiarsi. Le guardie non mi volevano far passare, c’è stato un momento in cui hanno dubitato della mia identità, forse non mi ero camuffato bene. Ho temuto davvero di essere scoperto… Ma alla fine sono riuscito a convincerli. Sono sgattaiolato su per le scale, all’interno del tempio di Shar e, camminando nell’ombra, via, oltre la porta e per le strade di Shade.” Si interrompe un attimo, pensieroso. “Sono il primo schiavo che sia mai fuggito dalla residenza dell’Alto sacerdote, sai? Mai nessuno, prima di me, c’era riuscito. Uno scandalo non da poco…per lui; un trionfo non da poco per me…” Assapora questa vittoria come fosse un vino profumato o un cibo pregiato, che si lascia sciogliere sul palato. “Ho cambiato sembianze nella prima viuzza in cui mi sono trovato, cercando di sembrare il più possibile simile a un uomo del posto. Poi sono scappato. Ho continuato a camminare e correre per le strade più strette e buie, attento a non imbattermi nelle ronde notturne, finché non sono arrivato ai limiti della città. Per far perdere le mie tracce, sentendo in lontananza l’ululato dei lupi delle guardie che perlustravano, sono persino sceso nelle fogne e ci sono rimasto per un po’, camminando nell’acqua. C’erano cose strane che si muovevano nei liquami, però, là sotto, e alla fine mi sono deciso a cercare un riparo in qualche edificio abbandonato. Ho adocchiato un sottotetto che aveva l’aria di non essere stato usato da un po’. Mi sono arrampicato fino alla finestrella più alta e mi sono introdotto nella casa; poi, accertatomi che non ci fossero rumori ai piani inferiori, mi sono nascosto in un angolo dello stanzone tra il ciarpame e mi sono addormentato quasi subito.”

martedì 6 marzo 2012

92b DEVOZIONE...


Il post è di Bardoscuro

-“Alla fine abbiamo deciso che saremmo entrati camuffati da schiavi. I pochi oggetti magici che avevamo con noi sono stati resi impossibili da individuare e siamo stati venduti a un mercante corrotto. Il viaggio fino a Shade è stato orribile: violenze continue, non hai idea di quanta povera gente non ce l’abbia fatta nemmeno ad arrivare fino in fondo e sono stati dati in pasto alle belve che usavano per tenerci a bada. È stato davvero un bene che Lee non fosse lì con noi. Io stesso ho rischiato grosso. Mi hanno fatto un tatuaggio osceno, proprio sul petto, che si è pure infettato.”
Un flash nella mia mente: “Sì, al mercato: ho presente l’uomo con quel brutto tatuaggio! Allora eri tu!” Annuisce: “Un male che non ti dico… Volevano mandarmi alle miniere, ma con la mia abilità nell’intrattenimento sono riuscito a farmi passare per un acrobata di talento e a salire con gli altri. Quando ci hanno finalmente fatti entrare a Shade ci hanno portati al mercato degli schiavi e lì venduti. Anch'io ti ho vista, sai? Sapevo che non potevi riconoscermi, perché avevo addosso la maschera, ma ti ho vista. Sembravi tranquilla, eri bella come una principessa, come sempre…” Gli si impasta un po’ la voce, sembra quasi confondersi a quel ricordo.
-“Malik è stato comprato da una ragazzina, (Sì, la mia alunna in prima fila…) Loryn da un tizio che, se ho ben capito, era il primo ministro, e li ho persi di vista. A me, come al solito, è toccata la sfiga più grande. Sono stato adocchiato dai servitori del Primo principe, l’Alto Sacerdote di Shar… Solo io potevo essere così fortunato. Sono stato preso per ballare e intrattenere gli ospiti ad una festa che si sarebbe tenuta di lì a breve. Jamila, non puoi capire che cosa mi passasse per la testa in quel momento. Sapevo che ero finito nel posto più pericoloso di tutta Shade e che dovevo uscirne, ma non avevo idea di come fare. Avevo il cervello che lavorava a mille, cercando tutte le possibili soluzioni, vie di fuga, ma non ce n’era nemmeno una di fattibile. E pensa che le cose si sono messe pure peggio! Arrivato al palazzo siamo entrati direttamente dal tempio di Shar. Un luogo così oscuro, così vibrante di malvagità… Era rivoltante. E la bella notizia che il principe, appena mi ha visto, mi ha dato, è stata che avrei dovuto giurare fedeltà a Shar di lì a poche ore, com’era obbligatorio per chiunque lavorasse nella casa dell’Alto sacerdote. Mi hanno mollato lì nel tempio con una guardia, a pregare perché Shar mi concedesse la grazia della sua benedizione. Be’, sai che cosa ho fatto? Mi sono messo a fissare la sua statua, dritto negli occhi, e me la son vista davanti, quella sgualdrina – Sgualdrina… tu ne sai qualcosa, vero? si interrompe per sputare per terra, nella più classica delle reazioni al nome e al pensiero della dea - e mi son detto che io, di quella cagna, non avevo la minima paura. E mi son messo sì a pregare, ma Selune. La guardavo negli occhi, Shar, e pregavo Selune, nel suo tempio, capito? E mi sentivo forte, impavido… e credo che mi abbia ascoltato, Selune intendo, perché di colpo mi sono sentito più potente, più deciso, ero sicuro che ce l’avrei fatta, che Selune mi aveva ascoltato e mi avrebbe aiutato a uscirne vivo e vittorioso. Ho fottuto quella tr**a di Shar in casa sua!” esclama euforico, forse un po’ troppo accalorato.