Gdraddict: "A Livinston queste cose succedevano?"
Partiamo sotto una pioggia battente che rende tutto estremamente fangoso. Drevlin cerca in continuazione di ripulirsi i vestiti con la sua mano magica, con effetti piuttosto deludenti...
Facciamo la solita tappa all’Ospizio e poi ci dirigiamo alle miniere. Questa volta guadare il fiume rappresenta un bel problema: i giorni di pioggia hanno reso la corrente impetuosa e scivolare nell’acqua potrebbe risultare fatale. Le discussioni sul da farsi si protraggono a lungo, fin troppo a lungo. L’ideale sarebbe aiutarsi con delle corde, il problema è come portarne e fissarne una sull’altra riva. Alla fine facciamo provare Ed-widge, che dopo un paio di tentativi sembra riuscire nell’intento. Tagliamo la corda di Lee e ci facciamo delle imbragature come meglio possiamo per evitare di cadere. Lorcan va per primo e passa indenne. Poi è il turno di Drevlin, la corda non è fissata bene e cede ma il mago riesce a non perdere l’equilibrio, grazie anche al bardo che trattiene la corda, e arriva di là. Sistemato di nuovo l’appiglio, passo io. Avanzo leggera e con cautela, ma nel bel mezzo del fiume scivolo rischiando di cadere. Ma porca miseria! Riesco a rimettermi in piedi ma solo per riperdere l’equilibrio subito dopo: l’imbragatura non tiene e cado in acqua. O merda! Sbatto malamente su un sasso e grido per il dolore alle costole… la bocca si riempie d’acqua, non c’è aria per respirare. Sento le unghie di Malik nella schiena, è terrorizzato. Ti prego piccolo, non mollare la presa! Devo tenermi a galla, ARIA… Un’altra botta alla spalla. Devo fermarmi dannazione! Devo!… Sento un tonfo poco distante. La verga! Potrei ancorarmi con quella… Incredibilmente funziona, anche se quasi mi slogo un polso: il bastone si incastra in modo precario tra due massi. Pochi attimi dopo un braccio mi afferra trascinandomi verso una grossa pietra piatta che emerge dalla corrente. È Lorcan! Si è buttato per aiutarmi! Riusciamo a issarci all’asciutto, i polmoni fanno male e continuo a tossire. Malik è rimasto saldamente ancorato al cappuccio e sta bene, anche se fradicio. Sono sorpresa, davvero, il bardo è sempre molto attento alla propria incolumità, eppure si è gettato nella corrente per venire a salvare me. Me! Non mi sopporta neanche! Lo ringrazio, di tutto cuore, provocando la solita risposta scontrosa. Drevlin ci lancia una corda e con quella arriviamo finalmente dall’altra parte del fiume. Anche il mago è sorpreso dal gesto del bardo, lo leggo nei suoi occhi. Non l’ha fatto per “me”, l’ha fatto per istinto. Si è tuffato senza pensarci, a rischio della vita. Perché? Ora sembra quasi scocciato per questo…
Lee e Ulrik attraversano senza incidenti, riuscendo a portare con loro anche le cavalcature. Ma tu pensa, Ulrik ha l’agilità di un menhir e se la cava meglio di me!
Ci risistemiamo alla meglio e proseguiamo il cammino. Ormai la strada la conosciamo… Il resto del viaggio non riserva brutte sorprese, con Drevlin che ci urla di mettersi “a uovo” ogni volta si intraveda traccia di nuvoloni scuri. Ci accampiamo quando scende il buio e ripartiamo all’alba, alla pioggia si sostituisce la neve. Abbiamo un incontro poco amichevole con due orsi che ancora non si sono decisi al letargo: uno riesce anche ad afferrare Lee e devo fare da esca perché lo lasci. Alla fine i nostri combattenti hanno la meglio e il viaggio continua abbastanza tranquillo. Fa male passare oltre il luogo dove abbiamo tumulato Arahael, constatare che la valanga non ha lasciato traccia della sua presenza. È tornato alla montagna. Eppure la distesa bianca intorno a noi ha una bellezza che non ho mai immaginato, di cui i sogni non mi hanno parlato, tanto che in altre circostanze rimarrei incantata a contemplarla. Io che vengo dal caldo, dai margini del deserto, come posso provare questa empatia per il candido silenzio che mi circonda? Forse è per il senso di pace che trasuda, per l’intima sensazione di appartenere a questo infinito incontaminato, rovinato solo dalla nostra concreta presenza.
Penso spesso anche al salvataggio di Lorcan, e al perché si sia ubriacato quella notte a Nevimorte. Vorrei capire di più quest’uomo, riuscire a sciogliere le contraddizioni che ci impediscono di vederlo per quello che è.
Finalmente raggiungiamo le miniere. Lasciamo il cavallo e il mulo riparati nei resti di una baracca dei nani minatori e poi entriamo. C’è un largo pozzo, con una catena legata a una carrucola che permette di scendere e salire. Lorcan dice che è sicura e si cala per primo. Lo seguiamo tutti nella cavità scura, che Drevlin illumina con le sue luci danzanti. Quelle truzze… Lorcan srotola una mappa. L’ha disegnata quando è stato qui circa un anno fa. Usa la scurovisione, adesso comincio a capire un paio di cosette! Ci indica le zone “sicure”, e dove secondo lui sono ancora gli adepti di Shar. C’è un’ampia stanza che fungeva da tempio del culto, forse è il caso di visitarla per prima. Appena ci inoltriamo nel sotterraneo però due ghiottoni crudeli ci attaccano. Colpiscono duro, molto duro… Uso un indebolimento per proteggere Ulrik e Lee in prima fila; il combattimento è serrato, ma grazie anche al sostegno della magia riusciamo ad uccidere le due bestie. Ulrik e Lee hanno qualche brutta ferita, che gli incantesimi del monaco però risanano completamente.
Facciamo la solita tappa all’Ospizio e poi ci dirigiamo alle miniere. Questa volta guadare il fiume rappresenta un bel problema: i giorni di pioggia hanno reso la corrente impetuosa e scivolare nell’acqua potrebbe risultare fatale. Le discussioni sul da farsi si protraggono a lungo, fin troppo a lungo. L’ideale sarebbe aiutarsi con delle corde, il problema è come portarne e fissarne una sull’altra riva. Alla fine facciamo provare Ed-widge, che dopo un paio di tentativi sembra riuscire nell’intento. Tagliamo la corda di Lee e ci facciamo delle imbragature come meglio possiamo per evitare di cadere. Lorcan va per primo e passa indenne. Poi è il turno di Drevlin, la corda non è fissata bene e cede ma il mago riesce a non perdere l’equilibrio, grazie anche al bardo che trattiene la corda, e arriva di là. Sistemato di nuovo l’appiglio, passo io. Avanzo leggera e con cautela, ma nel bel mezzo del fiume scivolo rischiando di cadere. Ma porca miseria! Riesco a rimettermi in piedi ma solo per riperdere l’equilibrio subito dopo: l’imbragatura non tiene e cado in acqua. O merda! Sbatto malamente su un sasso e grido per il dolore alle costole… la bocca si riempie d’acqua, non c’è aria per respirare. Sento le unghie di Malik nella schiena, è terrorizzato. Ti prego piccolo, non mollare la presa! Devo tenermi a galla, ARIA… Un’altra botta alla spalla. Devo fermarmi dannazione! Devo!… Sento un tonfo poco distante. La verga! Potrei ancorarmi con quella… Incredibilmente funziona, anche se quasi mi slogo un polso: il bastone si incastra in modo precario tra due massi. Pochi attimi dopo un braccio mi afferra trascinandomi verso una grossa pietra piatta che emerge dalla corrente. È Lorcan! Si è buttato per aiutarmi! Riusciamo a issarci all’asciutto, i polmoni fanno male e continuo a tossire. Malik è rimasto saldamente ancorato al cappuccio e sta bene, anche se fradicio. Sono sorpresa, davvero, il bardo è sempre molto attento alla propria incolumità, eppure si è gettato nella corrente per venire a salvare me. Me! Non mi sopporta neanche! Lo ringrazio, di tutto cuore, provocando la solita risposta scontrosa. Drevlin ci lancia una corda e con quella arriviamo finalmente dall’altra parte del fiume. Anche il mago è sorpreso dal gesto del bardo, lo leggo nei suoi occhi. Non l’ha fatto per “me”, l’ha fatto per istinto. Si è tuffato senza pensarci, a rischio della vita. Perché? Ora sembra quasi scocciato per questo…
Lee e Ulrik attraversano senza incidenti, riuscendo a portare con loro anche le cavalcature. Ma tu pensa, Ulrik ha l’agilità di un menhir e se la cava meglio di me!
Ci risistemiamo alla meglio e proseguiamo il cammino. Ormai la strada la conosciamo… Il resto del viaggio non riserva brutte sorprese, con Drevlin che ci urla di mettersi “a uovo” ogni volta si intraveda traccia di nuvoloni scuri. Ci accampiamo quando scende il buio e ripartiamo all’alba, alla pioggia si sostituisce la neve. Abbiamo un incontro poco amichevole con due orsi che ancora non si sono decisi al letargo: uno riesce anche ad afferrare Lee e devo fare da esca perché lo lasci. Alla fine i nostri combattenti hanno la meglio e il viaggio continua abbastanza tranquillo. Fa male passare oltre il luogo dove abbiamo tumulato Arahael, constatare che la valanga non ha lasciato traccia della sua presenza. È tornato alla montagna. Eppure la distesa bianca intorno a noi ha una bellezza che non ho mai immaginato, di cui i sogni non mi hanno parlato, tanto che in altre circostanze rimarrei incantata a contemplarla. Io che vengo dal caldo, dai margini del deserto, come posso provare questa empatia per il candido silenzio che mi circonda? Forse è per il senso di pace che trasuda, per l’intima sensazione di appartenere a questo infinito incontaminato, rovinato solo dalla nostra concreta presenza.
Penso spesso anche al salvataggio di Lorcan, e al perché si sia ubriacato quella notte a Nevimorte. Vorrei capire di più quest’uomo, riuscire a sciogliere le contraddizioni che ci impediscono di vederlo per quello che è.
Finalmente raggiungiamo le miniere. Lasciamo il cavallo e il mulo riparati nei resti di una baracca dei nani minatori e poi entriamo. C’è un largo pozzo, con una catena legata a una carrucola che permette di scendere e salire. Lorcan dice che è sicura e si cala per primo. Lo seguiamo tutti nella cavità scura, che Drevlin illumina con le sue luci danzanti. Quelle truzze… Lorcan srotola una mappa. L’ha disegnata quando è stato qui circa un anno fa. Usa la scurovisione, adesso comincio a capire un paio di cosette! Ci indica le zone “sicure”, e dove secondo lui sono ancora gli adepti di Shar. C’è un’ampia stanza che fungeva da tempio del culto, forse è il caso di visitarla per prima. Appena ci inoltriamo nel sotterraneo però due ghiottoni crudeli ci attaccano. Colpiscono duro, molto duro… Uso un indebolimento per proteggere Ulrik e Lee in prima fila; il combattimento è serrato, ma grazie anche al sostegno della magia riusciamo ad uccidere le due bestie. Ulrik e Lee hanno qualche brutta ferita, che gli incantesimi del monaco però risanano completamente.
