sabato 17 luglio 2010

LA FORTUNA E' CIECA, MA...

Visto che la Campagna Sud è in vacanza, per evitare pericolose "crisi d'astinenza" abbiamo deciso di occupare l'estate con delle avventure ambientate su Mystara. Ieri sera abbiamo perfezionato i personaggi e iniziato a giocare. Forse è presto per dirlo, ma sembra che la sfiga colossale ai dadi sia un'esclusiva di Jamila! Poveretta, chissà perché. 

Non so da quanto non mi capitava di prendere con successo a spadate qualcuno!

giovedì 15 luglio 2010

44b LA COLPA DI LEEAH

Fissiamo la partenza per Calimport tra un paio di giorni. Drevlin deve sistemare degli affari personali e intanto recuperiamo oggetti magici, pergamene di teletrasporto e protezioni. Prima di affrontare l’Enclave però risolveremo la questione di Lee.

Il 4 di hammer Drevlin ci teletrasporta alla Cabala. Entriamo a salutare Fiann e Meriad, che come sempre ci offrono il loro appoggio. Le ringraziamo e ci dirigiamo verso la sede della chiesa di Ilmater. È a più di mezza giornata di cammino. È la prima volta che vedo Lee così agitato. Trova piccole scuse per perdere tempo, è distratto. Per una volta, sembra il ragazzo che è in realtà. Quando ormai siamo vicini alla nostra meta, ci chiede se per caso non preferiamo andare a bussare direttamente all’Enclave dei Maghi Rossi. Dev’essere proprio in ansia… speriamo in bene. Davanti alla porta del tempio, gli metto una mano sulla spalla come incoraggiamento. Lui tira un bel respiro e poi entriamo. Siamo immediatamente al centro dell’attenzione; in particolare, percepisco un’evidente ostilità nei confronti di Lee e Lorcan. Per il tiefling è comprensibile, ma che Lee venga guardato in questo modo mi pare strano. Ma che sta succedendo? Ci sono monaci al lavoro nei campi o che attendono ad altre occupazioni. Indossano tutti vesti grigie, ma alcuni portano la cuffia rossa, la maggioranza azzurra. Ormai il sole sta tramontando. Veniamo annunciati e dopo una mezz’ora Lee viene ricevuto privatamente dal patriarca. Non sono tranquilla, non lo è neanche Drev. Lorcan è troppo impegnato a difendersi dalle occhiatacce, chiaramente a disagio. Il colloquio è piuttosto breve, Lee torna dicendo che dovrà affrontare il giudizio domani mattina. Ma giudizio per che? Lui è perplesso, preoccupato. Pare si sia macchiato di una grave colpa in passato, ma non sa quale. Dice di avere l’impressione che sia accaduto qualcosa di brutto mentre era nel Dambrath, ma non riesce a ricordare. Il volto di Drev si scurisce visibilmente. Passiamo anche noi la notte al monastero, non vogliamo lasciarlo solo. Mi offro di usare le mie percezioni per cercare di vedere qualcosa, ma il tentativo non dà frutti. Mi unisco a Lee per la preghiera della sera, poi vado a dormire. Lorcan pare avere dei problemi durante la notte: si è barricato per bene nella sua cella, ma la mattina è nervoso.

Il concilio è convocato all’alba. Soffrire… Andiamo ad assistere. Quando tutti sono presenti, viene introdotta una ragazza più o meno della mia età, in un avanzato stato di gravidanza. Anzi, direi che se le cose vanno per le lunghe potrebbe anche partorire qui. Oh oh… Drev si copre gli occhi con una mano, sconsolato: “È la schiavetta che si è presa un cartone in faccia dal GP durante il nostro tentativo di fuga dal Dambrath…” La ragazza racconta che era appunto schiava nel Dambrath, dove aveva imparato l’arte della danza e del canto; per le sue qualità, per il suo aspetto gradevole e la sua pelle chiara era stata promessa a un importante mago rosso. La sua vita non era brutta, ma un pomeriggio Lee è stato trascinato nella sua stanza e chiuso dentro con lei, e qui le avrebbe usato violenza ripetutamente. Sento il sangue defluirmi dal viso. Lee! Ma è impazzita? Mi aggrappo alla manica di Drev: “Non ci credo! Non è vero, non potrebbe mai fare una cosa simile”. Lorcan ha gli occhi sgranati: “Hai capito il monachello! Ma tu pensa!” Il racconto prosegue: la ragazza non era più “appetibile”, la sua padrona si è molto adirata e l’ha regalata all’uomo cui era stata promessa come cavia per i suoi esperimenti magici, che in quel momento erano volti a causare dolore. Poi ha scoperto di essere incinta. Durante un viaggio un altro servo anziano ha avuto compassione di lei e l’ha aiutata a fuggire, poi attraverso varie peripezie è giunta fino a qui a chiedere giustizia. Non riesco a vedere la faccia di Lee perché ci volta le spalle. –“Drev, non è possibile! Lee non ne sarebbe capace nemmeno da drogato!” –“L’avranno dominato, le chieriche di Loviatar amano fare queste cose…” Sì, sotto dominazione può essere, purtroppo.

lunedì 12 luglio 2010

44a MERENDA DA ZELMAN

Vista l’ora, resto anch’io a dormire alla torre. Lee si fa carico di Lorcan, nel senso fisico del termine, perché sulle sue gambe il bardo non riuscirebbe a fare nemmeno la prima rampa di scale. Drev mi passa la chiave della mia camera. Mi abbraccia sussurrandomi qualche complimento all’orecchio, poi le sue labbra scendono lungo il mio collo, seguendo il profilo della spalla. Rabbrividisco al solletico dei suoi baci, mi stringo a lui ridendo. –“Scusa, ma è tutta la sera che sono tentato di farlo!” Me ne sono accorta… Ecco, adesso puoi guardarmi così. Ci teniamo allacciati per alcuni momenti, il mio corpo diventa pesante… –“Sei stanca. Ma non ti addormentare qui in piedi perché io non ce la faccio a portarti giù in braccio!” Sì, sono stanca. Siamo stati fuori tutta la notte e a me non bastano le sue quattro ore di sonno canoniche. Gli do la buonanotte e vado a riposare.

Quando mi sveglio credo sia già ora di pranzo. Malik viene a farmi le fusa, lo prendo in braccio e gli gratto la testa: “Buon anno, micione!”. Mentre finisco di vestirmi bussano alla porta. –“Avanti, è aperto”. Compare Drevlin con un vassoio pieno di paste, tazze e cose buone: “Servizio in camera!” Ma che carino! Ci sono anche i miei biscotti preferiti! Gli faccio posto sul letto e facciamo colazione insieme tra dolcetti, coccole, caffè, baci e cioccolato. Il mago ha pensato anche a Malik, che si sta sbaffando di gran gusto un bel pezzo di tonno. Raccogliamo i resti del nostro piccolo banchetto, dobbiamo salire dagli altri perché Zelman ci ha convocati per merenda alla Taverna Astrale. Prima però passo un braccio intorno al collo di Drev e mi lascio cadere di nuovo con lui sul letto: “Sarà anche l’anno delle Tempeste di Fulmini, ma è iniziato bene, no? È stata la più bella colazione della mia vita, grazie!”

La cosa difficile è rimettere in sesto Lorcan in tempo. Si tiene la testa con le mani borbottando strane cose. Il siparietto è inevitabile: ormai ha una certa età e non ha più il fisico per reggere tutto quell’alcool! Che vergogna… Ma come, non sta bene? Ha solo sperimentato tutti gli alcolici presenti a palazzo! Guarda te come si deve ridurre uno per aver assaggiato un pochino di spezia… Ha a mala pena la forza di reagire. Meno male che siamo ben forniti di antitossina, l’esperienza insegna!

Arriviamo all’appuntamento puntuali. Il maliardo ci saluta con la solita cortesia. Zelman ci mette al corrente di quanto ha scoperto sul mio predecessore. Gli oggetti sono dispersi, ma a quanto pare a Calimport presso l’Enclave dei Maghi Rossi del Thay sarebbero conservati dei documenti di Lonsad che potrebbero aiutarci a far luce su quello che è successo e fornire qualche indizio su dove cercare. Quegli appunti non dovrebbero avere molto valore per l’Enclave, che potrebbe anche lasciarli consultare senza particolari restrizioni. Il problema è entrare: a un monaco di Ilmater l’accesso sarà sicuramente negato. Troppo buono per il loro gusti. Anche a me e a Drevlin potrebbero fare storie, nonostante le protezioni dalle individuazioni. L’unico che da privato cittadino potrebbe accedere con pochi rischi è Lorcan, ma l’idea di farlo andare da solo non ci convince molto. Si potrebbe tentare con una missione diplomatica: sarebbero costretti a riceverci, poi dato che non dovremmo visionare documenti riservati o importanti, probabilmente ci lascerebbero fare, in cambio magari di qualche incantesimo o conoscenza magica. Dopo varie discussioni, optiamo per la missione diplomatica, lasciando come tentativo di riserva la richiesta da privato cittadino di Lorcan, eventualmente accompagnato da me. Il capo prepara due lasciapassare per Drevlin e Lee. Dice che se all’ultimo momento volessi aggregarmi anch’io alla missione ufficiale non ci sarebbero problemi, basta presentarmi come fidanzata dell’ambasciatore e nessuno avrebbe da ridire. Non ho capito se quest’affermazione contenga dei sottintesi, l’espressione di Zelman non tradisce nulla…

sabato 10 luglio 2010

QUANDO I DADI NON SERVONO

Ieri sera è stata l'ultima sessione di Campagna Sud prima di una lunga pausa estiva.
La mistress ci teneva a chiudere con un momento "topico". Beh, è normale...
...
Non credevo che Tenar sarebbe arrivata a una carognata del genere!!!
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P.S: Cik, il gruppo ti ringrazia sentitamente per aver contribuito al "training di masteraggio bastardo"!

venerdì 9 luglio 2010

43c CAPODANNO

Il palazzo è enorme, imponente. Costruito con l'evidente scopo di farti sentire piccolo e insignificante. Due draghi di bronzo controllano l'entrata, non credo che qualcuno senza invito cercherà di intrufolarsi. L'interno è ancora più magnificente. Le sale sono grandissime, coreografiche, ognuna con un suo tema; lo spazio che occupa è di gran lunga più ampio di quanto si veda dall'esterno. C'è già molta gente, ma considerata la vastità degli ambienti non riesco a quantificarla. Ci disperdiamo in giro, Drev rimane sempre al mio fianco. Mi spiega chi sono le personalità più influenti che incrociamo, ma ben poche persona si avvicinano a noi, nonostante mi senta addosso gli sguardi di tutti. Qualcuno mi saluta con un mezzo inchino molto rispettoso. Entriamo nella sala che riproduce una prateria sotto un cielo notturno spettacolare, attraversato da stelle cadenti. Non ho mai visto niente del genere: è perfetto, reale. Mi volto verso il mago, che ha la stessa espressione con cui io ammiro la volta del cielo, ma ha gli occhi fissi su di me. Beh, non proprio la stessa espressione... -"E no, non puoi guardarmi così in pubblico..."
La sala con la spiaggia oceanica forse è ancora più sorprendente, qualcuno si fa pure il bagno, come fosse una cosa normalissima; la sala successiva contiene una foresta tropicale, vera... Capita anche di vedere degli Antenati Persistenti, in pratica dei lich che per vari motivi vengono accettati nella società halruiana. Sono presenze inquietanti, ma si tengono lontani da noi. Ogni tanto incrociamo anche gli altri due. Lorcan parla spesso con una ragazza vestita sobriamente e dai modi cortesi. Lo vedo sempre con un bicchiere diverso in mano, speriamo che Lee lo controlli... Il monaco viene abbastanza ignorato, certo con la sua tonaca dimessa spicca in mezzo a tutto questo sfarzo variopinto. Quando Drev si allontana da me per recuperare da bere o qualche cosa da mangiare, alcuni si fermano a parlare con lui. Intercetto qualche brandello di conversazione: chiedono della sua nuova torre, souvenir di drago verde, dei paesi che ha visitato... A volte torna divertito. Sono incuriosita: "Che c'è?" -"Niente, corre voce che tu sia l'avatara di qualche divinità..." -"Cosa? E come mai?" -"Come mai? Jamila, ti sei guardata? Sei talmente abbagliante che non osano neanche avvicinarsi!" Va bene non passare inosservata, ma così mi sembra esagerato... -"Ma scusa, e tu che hai detto?" Risponde con un sorriso compiaciuto: "La verità." Veniamo interrotti dalla convocazione sulla spiaggia perché sta arrivando il sovrano. Ci ritroviamo accanto a Lorcan, un po' barcollante. Lo minaccio: "Non sarai mica ubriaco..." -"Ma va, ho appena preso un'antitossina." -"Sì, ma stai continuando a bere di tutto." -"E certo, se no a che serve l'antitossina..." In quella, sull'oceano appare un cocchio sfarzoso trainato da pegasi, su cui è seduto il re. E' un uomo fiero, dimostra meno di 50 anni ma in realtà credo ne abbia più di 250. Non appena si alza per tenere il suo discorso, nella sala si fa assoluto silenzio. Parla dell'anno appena chiuso, di quello che di buono e di negativo ha portato ad Halruaa, della lotta contro il culto di Shar che si sta diffondendo ma che è stato colpito e che verrà contrastato con ogni mezzo. In conclusione, elenca gli Anziani che hanno lasciato il Consiglio, chi per morte permanente, chi per motivi personali, chi radiato. I nostri amici Harbaldol e nipote. E annuncia chi verrà ammesso al loro posto: tra questi c'è anche Drevlin, promosso per meriti speciali proprio nella lotta contro gli shariti. Complimenti generali per i nuovi Anziani, poi il sovrano, dopo gli auguri di rito e i saluti, abbandona la sala, sempre sul suo cocchio volante. Noi restiamo alla festa ancora per un po', quando lasciamo il palazzo l'alba è ormai vicina. In carrozza Lorcan, ubriaco perso, ci racconta in maniera incoerente di aver conosciuto una ragazza che in realtà era un drago, e altri fatti molto più confusi che fatichiamo a comprendere. L'unica cosa chiara è che la spezia era veramente forte! La spezia... Povero, ti voglio vedere al risveglio, quando sarò lì a martellare sul tuo mal di testa e a prenderti per i fondelli!

martedì 6 luglio 2010

43b INVITO A PALAZZO

L'appuntamento con gli altri è a metà pomeriggio. Drevlin ci comunica che non possiamo partire perché siamo ufficialmente invitati alla festa di capodanno a palazzo reale: mancare sarebbe estremamente scortese! Abbiamo tre giorni per fare le spese necessarie. Il pagamento straordinario di 3.000 monete d'oro a testa concesso da Zelman aiuta! Andiamo per negozi tutti assieme, escluso Lee che ovviamente non è interessato alla cosa. Mi serve un vestito adatto alla circostanza, per la prima volta non devo cercare di passare inosservata. Suona quasi strano. Gli uomini danno consigli, ma ho già in mente cosa vorrei indossare e non faccio compere in loro presenza: sarà una sorpresa per la sera della festa. Ne approfittiamo anche per cercare protezioni magiche e per divertirci un po'. Drevlin è sempre sorridente, non si lascia scalfire nemmeno dagli sfottò di Lorcan. Mi riempie di attenzioni pur essendo discreto e i suoi occhi verdi mi accarezzano con una dolcezza che non si sono mai concessi. Se mi avessi guardato in questo modo anche prima ogni tanto, forse avrei capito, non credi? Mi piace vederti così contento, mi piace da morire.
L'ultimo giorno dell'anno: si chiude l'anno dei "Draghi volanti" per lasciare il posto al 1.373, ovvero quello delle "Tempeste di fulmini". Abbiamo ironizzato parecchio con Drev su questo fatto, Lorcan si è veramente sbizzarrito sull'argomento. Mio padre è orgogliosissimo che io sia stata invitata addirittura a palazzo reale. Mi preparo, niente di particolarmente vistoso, ma forse ad Halruaa questo porta a farsi notare di più! Non sono abituata a vedermi così elegante, né con quel poco di trucco che l'occasione mi sembra richiedere. Ho lasciato i capelli sciolti ricadere in morbide onde sulle spalle, non voglio che si veda il tatuaggio. Però il vestito mi sta proprio bene, è bianco con dei ricami dorati e cade alla perfezione. Il mantello magico che mi ha regalato Drev esalta l'effetto generale. Yerodin mi guarda ammirato: "Caspita Jamila, sei davvero splendida! No, dico... non uscirai da sola per caso..." -"Vengono a prendermi, stai tranquillo! Però... anche tu sei niente male! Mi raccomando questa sera..." E' libero e festeggia con Kelina.
La carrozza si ferma davanti a casa, Yerodin apre la porta al mago che bussa. Lo squadra mentre lo saluta: "Le fate voi da guardia del corpo, vero?" Drev è perplesso: "Ovvio!" Io rido. Lui mi vede e rimane... non so... senza parole? Mio fratello per scherzo gli mette la mano sotto il mento fingendo di chiudergli la bocca. -"Ma smettila, Yerodin!" Gli rifilo un bacio sulla guancia ed esco col mago, che a mezza voce borbotta: "Sì sì, ci penso io..." Ma per sicurezza si guarda bene dallo sfiorarmi. Lo stuzzico: "Che c'è, temi le reazioni del fratello maggiore protettivo?" -"Gli hai detto che stai con me?" -"No." -"Ecco, meglio non correre rischi!" In carrozza ci sono anche Lee e Lorcan. E il mantello del mago non copre più la sua tunica: speravo di aver visto male, e invece è proprio quella dai colori sgargianti, cangiante, che cambia colore a comando. L'ha avuta da Ab, nello scambio con il mazzo. -"Ehm, Drev, sei proprio sicuro di voler venire a palazzo con quella? Fai ancora in tempo a passare a cambiarti..." Il bardo è già piegato in due dal ridere, con Malik che si rotola ai suoi piedi con le zampe sugli occhi. -"Ma stai scherzando? Me la invidieranno tutti!" Purtroppo è vero, avrà un successone.

sabato 3 luglio 2010

43a CONVOCAZIONE IN GIUDIZIO

Dormiamo più a lungo del solito, i festeggiamenti si sono protratti fino a notte inoltrata e ce la prendiamo comoda. Partiamo a metà mattinata sui nostri tappeti volanti e verso l'ora di cena siamo alla torre di Drevlin. Lì troviamo due lettere: la prima è per me, ma non è una lettera: è la mia laurea da maga, firmata dal Segugio Magico che è intervenuto a casa di Esvele. I commentini sarcastici si sprecano. Io sono molto soddisfatta, un grosso problema in meno.
L'altra è per Lee, che però non la legge di fronte a noi, lo fa più tardi in camera sua. Drevlin lo guarda andarsene con una punta di preoccupazione, la prima ombra che compare sul suo volto da ieri sera. Il suo mutamento di umore è sorprendente, è riapparso il ragazzo divertente di Sundabar. E' felice, forse ancora un po' incredulo. Mi ha regalato anche una "pietra della fortuna" che ha ottenuto nello scambio con il "mazzo delle meraviglie". Aiutiamo Lorcan a preparare cena, scherzando tutti assieme. Il bardo si cala alla perfezione in queste incombenze domestiche, sua moglie lo aveva messo proprio in riga. Ha davvero tutta la mia ammirazione!
Dopo mangiato Lee ci informa che deve recarsi a Calimport al più presto perché è stato convocato dal suo patriarca. Perché? Non lo sa di preciso, la motivazione non è scritta. Potrebbe avere a che fare con le sue ricerche teologiche. Il mago lo rimbrotta: "Che stai combinando, monaco? Non ti pare che abbiamo già abbastanza questioni in ballo?" Lui dice che sta cercando di superare le "divisioni" tra le chiese di Ilmater, Latander e Tyr, e forse questo discorso non piace a qualcuno. Ripensandoci, mi viene in mente qualche setta integralista che potrebbe non gradire simili "aperture". Drev lo guarda malissimo: "Ma perché cercarsi rogne proprio adesso!" Lee si difende, magari la convocazione non riguarda questo: non sa perché l'hanno chiamato in giudizio.
Silenzio tombale.
Drev è quello che si riprende per primo: "Chiamato IN GIUDIZIO?" Espressione imbarazzata dell'altro. -"E quando aspettavi a dircelo?" -"Te l'ho detto adesso..." Il mago si massaggia lo stomaco soprapensiero. L'ulcera? Lancia un'occhiata a me e Lorcan, che annuiamo. -"Domani vado da Zelman a consegnare il rapporto. Sento le sue direttive e poi decidiamo quando partire. Non esiste che tu vada da solo". Lee sembra sollevato.
Si sta facendo tardi, voglio tornare a casa dai miei perché quando me ne sono andata erano ancora sotto shock per le notizie riguardanti la mia presunta morte e ora hanno bisogno di avermi vicino. Drev mi accompagna. Parliamo del monaco, ma lui chiude l'argomento in fretta, come se volesse allontanare i pensieri. Ha ragione, almeno per il poco tempo che siamo soli... "Soli", c'è ancora gente in giro, come è normale ad Halarahh. Ci salutiamo davanti alla mia porta. Qui è piuttosto buio e per strada non c'è nessuno, almeno il bacio della buonanotte ce lo possiamo concedere. D'accordo, forse è più di un semplice bacio della buonanotte... e non è nemmeno uno solo...
I miei sono felicissimi di rivedermi, stanno molto meglio. Restiamo a chiacchierare un paio d'ore e mostro loro il mio bel diploma, così sanno cosa dire in caso qualcuno venga a informarsi. Yerodin è di turno, ma ho tutta la mattinata di domani da passare anche con lui.