lunedì 27 febbraio 2012

91b COLMARE LE LACUNE


Il racconto di Lorcan è stato scritto dall'inimitabile Bardoscuro! 

Aud è sulla soglia di casa e mi saluta con un gran sorriso. Ormai la pancia comincia a notarsi, la stringo con cautela chiedendole come sta. È bello incontrarti di nuovo. Al suono delle nostre voci Lorcan si precipita fuori tenendo Lintel, con cui evidentemente stava giocando, sottosopra. – “Jamila! – molla il bimbo e viene subito ad abbracciarmi   Allora stai bene!” Più o meno… -“Non mi sembra vero che tu sia di nuovo qui!” Sua moglie mi dice che scalpita per vedermi da quando è tornato da Silverymoon, poche ore fa. –“Cosa facevi a Silverymoon?” Lui mi guarda con un certo orgoglio: “Beh, sai, stavo passando loro le informazioni su Shade e le piantine che mi sono disegnato… Non è mica da tutti tornare indietro da lì!” Soffoco sul nascere il ricordo di Fine della Terra, e anche il volto di Vattick… -“Sì, mi hanno detto che sei stato il protagonista della missione per il mio salvataggio e che devo ringraziarti. Malik però non mi ha raccontato molto di come siate riusciti a portarmi via, forse è il caso di colmare questa lacuna” Lui accetta di buon grado. Mi sa che non aspettavi altro, eh? Aud ci fa accomodare in casa e va a preparare una tisana calda, il mio micione gioca con Lintel. Drev si siede di fianco a me mentre Lorcan si accomoda su una poltroncina dall’altro lato del tavolino. Sembra un po’ indeciso, gli do io l’attacco.
 -“Io ricordo distintamente gli attimi prima di finire nel muro prismatico. In effetti i pensieri di quegli ultimi istanti è come se fossero marchiati a fuoco nella mia mente. So che lì ci sono alcune delle questioni più importanti che dovrò affrontare per riappropriarmi della mia vita. Poi mi sono risvegliata a Shade... e mi ricordo di quanto ho incontrato per la prima volta al mercato degli schiavi la ragazza che mi ha teletrasportata via, quindi deduco che anche tu sia arrivato con lei…”
Lui tiene lo sguardo sulle sue mani, poi si decide a parlare.
 –“Quando mi sei sfuggita dalle mani…quando sei passata attraverso il muro…” Gli trema leggermente la voce nel ricordare quel momento, anche ora che è tutto passato e che sono di nuovo in carne e ossa di fronte a lui. “È stato come se il cuore ci si fermasse. Non potevamo accettarlo, capisci? Quando siamo riusciti a uccidere quel maledetto abbiamo aspettato che il muro si dissolvesse, per recuperare… il tuo corpo.”
 Sembra imbarazzato nel parlare di me come morta, forse perché sa che il rischio corso è stato grande, e che in fondo sono stata fortunata…
  “Quando non abbiamo trovato il cadavere, comunque, abbiamo capito che ti avevano rapito. Era ancora peggio, insomma. Ed era chiaro per tutti che l’unica cosa che contava davvero, a quel punto, era riportarti indietro.” Sospira. “Ho ricordi confusi di quello che è successo dopo. Ero sotto choc, eravamo tutti sconvolti, immagino, e c’erano tutti quei morti a Fine della Terra e tutta quella distruzione… Siamo tornati in superficie, in qualche modo, e siamo andati da Zelman. Forse ciò che è accaduto nei giorni seguenti te lo potrà raccontare meglio Drev, io…mi stavo disintossicando.” Fa una pausa e mi guarda di sottecchi, quasi intimidito, o forse ancora imbarazzato da quel suo tragico errore, che non sa come affrontare. “So che Lee, Drevlin e Zelman, naturalmente, hanno contattato tutti i possibili alleati disposti ad aiutarci nel tentativo di riportarti a casa. Sapevamo che eri viva ed eri a Shade, Drevlin ti aveva sognata con una Tenebra… Alla fine ci siamo trasferiti tutti a Silverymoon, era il posto più adatto a muoversi e anche il più protetto. Zelman ha trovato una sua parente, sai, una draga come lui…quella che ti ha riportata qui. Lei era disposta ad aiutarci a riportarti indietro. E abbiamo contattato anche Vladimir, ma alla fine Drevlin ha finito per litigarci e sfidarlo ad un duello magico… Non era colpa sua, avremmo dovuto tenerlo un po’ a bada, perché sapevamo che in quei giorni era fuori di sé, ma lo sai com’è, quando si mette una cosa in testa non c’è granché che si possa fare o dire. Si sono scontrati e non so esattamente come, ma penso di aver capito che Drevlin ha fatto apposta qualcosa per far scoprire a Vladimir che ha anche poteri da stregone…e tutte quelle faccende simili che io non capisco e per cui voi vi ammazzate a vicenda.” Lorcan sputa le ultime parole in tono massimamente annoiato e disinteressato; palesemente quella parte della storia non lo riguarda e di conseguenza non ha per lui la minima importanza.

domenica 19 febbraio 2012

GLI ARTIGLI DEL FALCO

Ieri sera è stata ufficialmente varata la nuova campagna.
Più che altro un rodaggio dei personaggi appena creati e ancora in via di definizione (al mio manca il nome...). Fa un certo effetto non giocare più Jamila dopo tanto tempo, ma devo dire che il nuovo gruppo ha delle ENORMI potenzialità ed è assolutamente folle! C'è anche una new entry tra i giocatori, che si è calata alla grandissima nella parte. 
L'inizio è avvolto nel mistero, anzi: in più inquietanti misteri.
Sì, si prospettano delle interessanti sessioni di gdr!
Il nome che la master (sempre la stessa) ha scelto per la nuova avventura è Gli artigli del falco.
Spero di potervi raccontare anche questa vita alternativa.

venerdì 17 febbraio 2012

91a RICOMINCIARE


   I miei sogni sono agitati, contorti, ma avverto la calma di Malik e la carezza leggera di Selune che attenuano il mio senso di colpa, cullando il mio riposo.
Quando mi sveglio mi sento un po’ meglio. Non che i pensieri di ieri e i ricordi siano sbiaditi o pesino meno, ma adesso avverto la sensazione di essere tornata “a casa”, dalle persone che mi vogliono bene… molte delle quali non ho ancora salutato e che saranno in pensiero…
Rubiard procura la colazione per me e Malik; mentre mangio mi informo su come siano riusciti nel mio salvataggio. Il micio riassume il tutto a grandi linee, spiegandomi che si è infiltrato come schiavo insieme a Lorcan e Loryn, la cugina di Zelman, la ragazza che mi ha portata via. Non vuole scendere nei particolari per non togliere a Lorcan la soddisfazione, visto che il bardo è tutto orgoglioso delle sue gesta leggendarie. Sì, immagino! Ho presente la sua esaltazione della “fase eroica”. Però… a pensarci bene… Come faceva Shar a sapere esattamente dove fossimo, con la copertura magica che avevamo… Mi ricordo l’espressione di Lorcan a Fine della Terra, quando gli ho fatto riprendere coscienza con la pozione; quella frase… “Shar mi ha detto che moriremo tutti qui…” Perché a te? Come ha fatto a cont… la droga! Stava lottando con l’astinenza… La paura di Drev per quello che avrebbe potuto fare per una dose… C***o! Sono stata rapita perché lui mi ha venduta?! Abbiamo condannato Fine della Terra per una sua debolezza? Anche Vattick aveva fatto un paio di battute in merito, che allora ovviamente non avevo colto… Mi massaggio le tempie sconfortata. Ma perché si incaglia in queste c***ate colossali! Malik è perplesso, non aveva capito: “In effetti questo spiegherebbe l’eroismo successivo… Però, davvero, a Shade gran parte del merito è stato suo, ha rischiato la vita più volte…” Devo digerire anche questa. In fondo se sono sopravvissuta in diverse occasioni è solo grazie a lui, però mi fa imbestialire quando combina queste cose!
Alla fine mi decido a uscire, anche se sono nervosa. Non sono preparata ad affrontare questo ritorno, non ho idea di come reagirò, né di cosa aspettarmi dagli altri… Drev è nei paraggi, viene subito da me e ci salutiamo con un bacio. Sono un po’ rigida, lo so, ma non posso farci niente… Sono contenta che qui le mie percezioni non funzionino, chissà cosa “vedrei” di te in questo momento… Credo che anche lui sia un pochino imbarazzato, i suoi occhi segnati e stanchi lasciano intendere quanto brutti devono essere stati gli ultimi mesi. Mi ritrovo senza parole, senza sapere da che parte cominciare o come rompere il ghiaccio. È lui a salvare la situazione: “Eliana vorrebbe vederti. E penso che anche Lorcan ormai sia tornato da Silverymoon”. Gli chiedo di accompagnarmi; durante il tragitto ci limitiamo a poche parole, ma la sua mano stringe la mia e la accarezza, senza lasciarla un istante. Eliana non riesce a trattenere le lacrime mentre mi abbraccia. Chissà quanto è stata angosciata nel sapermi a Shade… Mia mamma neanche immagina quello che mi è successo, e lei invece patisce tutto, fino all’ultima goccia. Però non ha mai preteso di avere voce nelle mie decisioni, si accontenta delle briciole di tempo che le vengono concesse senza lamentarsi mai. La ammiro per la forza che dimostra, per il suo sostegno silenzioso. Si rasserena vedendo che sto relativamente bene, a quanto pare prima che mi liberassero dal controllo di Shar con il “desiderio” stavo così male che ho rischiato di morire. Non mi trattengo molto perché voglio passare anche da Aud e Lorcan, ma le prometto che questa sera starò con lei e il resto della famiglia. 

martedì 7 febbraio 2012

90 CONSAPEVOLEZZA

 Mi risveglio in una stanza silenziosa e in penombra. Mi sento come se fossi stata calpestata da un mastodonte, ma la mia mente è sorprendentemente sgombra e i miei pensieri chiari e lucidi. Mi guardo intorno, tra le persone di fianco a me distinguo Rubiard. Sono a Selunnara. Ma perché? Mi stanno fissando tutti… Vengo investita dalla preoccupazione di Malik, dal suo sollievo nel vedermi riaprire gli occhi, e vedo Drev col viso contratto dall’ansia… e lentamente tutto torna a galla; prima per poche immagini sparse, poi in maniera sempre più convulsa e disordinata, ma nitida. Il muro prismatico, Shade, Vattick, i riti blasfemi in onore di Shar… Oh cielo, cos’ho fatto! Ricaccio indietro l’orrore e il disgusto mentre mi rimetto in piedi, invito Malik a saltarmi in braccio e lo stringo come fosse un’ancora di salvezza in mezzo al caos che mi sta per sopraffare. Drev muove un passo verso di me e io lo abbraccio, mi cullo per qualche attimo in quella sensazione famigliare, mentre sento la sua tensione sciogliersi. Ma devo fare i conti con tutto ciò che sta affiorando alla mia memoria, le due parti di me che hanno vissuto separatamente per questi mesi devono tornare a sovrapporsi e riconoscersi. E non sarà semplice. Prendo il viso del mago tra le mani: “Sto bene, ora è tutto a posto, ma ho bisogno di stare un po’ di tempo da sola, per metabolizzare quello che è successo e rimettere ordine” Lui annuisce, mi bacia la fronte e lascia la stanza insieme agli altri, Malik si accoda indeciso. Mi sei mancato così tanto, micio... Tu puoi restare; anzi, ti sono grata se rimani con me. Lui torna indietro, si lascia accarezzare facendo le fusa: Non sai che paura ho avuto… Temevo che ti uccidessero, poi quando ti ho visto a Shade sono rimasto sconvolto”  –“Allora eri proprio tu…” Di nuovo si impongono prepotenti i ricordi dei riti shariti, delle mie preghiere rivolte con fervore alla dea oscura, di quello che ho accettato nel suo nome... Mi si ritorce lo stomaco. Come ho potuto! Per quanto possa avermi “controllato”, come ho potuto! È impossibile non rendersi conto della follia che governa Shade, cosa mi ha reso cieca al male… Malik cerca di calmarmi, mi spiega che anche questa volta Shar ha tentato di dominarmi attraverso un artefatto e che loro hanno dovuto ricorrere a un incantesimo di “desiderio” per neutralizzarlo. Sono ossessionata dalla devozione blasfema a cui mi sono piegata, finché vomito il mio rifiuto e il mio disagio al ricordo del tocco e della presenza irridente della dea oscura. Non so per quanto tempo resto intrappolata in questi pensieri e nel senso di colpa, se non impazzisco è solo grazie alla vicinanza del mio famiglio. Non riesco a trovare le parole per uscire da questo tunnel, allora mi affido alle lacrime e lascio che siano loro a sciogliere questo grumo denso in un lungo pianto liberatorio. Chiedo a Selune di perdonarmi, Malik mi consola dicendo che mi era stato fatto il lavaggio del cervello e che non avevo molta scelta… C’è sempre una scelta…
Vattick!
  È lui l’altra questione cruciale, le sue emozioni si impongono prepotenti alla mia consapevolezza. È stato l’artefice del mio rapimento, della mia schiavitù… Eppure se non fosse per questa sua decisione sarei morta a Fine della Terra. Il che non la giustifica comunque… neanche il fatto che mi ami la giustifica… però mi ama, lo so. E io sono stata felice di essere sua moglie!
  Perché pensavo fosse Drev. È così: hanno lasciato intatti i miei sentimenti sostituendo Vattick al mago. Ma come ho potuto non accorgermi…
  Perché anche lui mi amava, perché quel senso di colpa in sottofondo c’era anche in Drev, perché all’inizio stavo male e passavo quasi tutto il tempo con lui, il resto veniva eclissato e non mi sono resa ben conto di quanto avveniva intorno. Ora che ricordo tutto però, loro due non si sovrappongono più, o almeno non del tutto… Ho ancora bisogno di tempo per riuscire a distinguerli chiaramente. Quello che so, è che Vattick non è più lo stesso uomo che mi ha resa schiava: ha imparato a guardare con i suoi occhi e Shade gli sta stretta. Non è come loro, non lo è mai stato; non ha mai avuto modo di dimostrarlo perché quella era l’unica legge che ha conosciuto. Sono arrabbiata, offesa, per quello che mi ha fatto, ma non riesco ad odiarlo. Nessuna delle sue carezze è mai stata falsa, non avrebbe permesso che mi venisse fatto del male. –“Tranne quello che ti ha fatto lui…” Sì. Ma… -“Ma niente! Se non fossimo riusciti a portarti via chissà come sarebbe andata a finire!” Ora però sarà sconvolto… -“Giusto! E non è un problema tuo”.
  D’accordo, ho urgenze più immediate. Devo tornare in me, devo rimettere assieme tutti i pezzi e confrontarmi con ciò che ne esce. E con Drev… L’avrà presa malissimo. –“Avanti, Jamila, Drev sa quello che ti hanno fatto...” Per quanto razionalmente possa capire che non ero in me, la gelosia è difficile da soffocare. Ha passato… - quanto, quasi tre mesi? - sapendo che ero prigioniera tra gli shariti come mogliettina devota di uno di loro… credi che questo non abbia lasciato tracce profonde in lui? Che le sue emozioni non si siano aggrovigliate intorno a questo?
  .-”Stai correndo troppo, non puoi pensare di risolvere tutto adesso. Un passo per volta, affronterai ogni cosa man mano che si presenta. Ora devi rimetterti in sesto, devi ritrovare il tuo equilibrio, e poi vedrai che tutto si sistemerà.” Hai ragione. Non sai come mi sono sentita sola senza di te...
  Lentamente riesco a rilassarmi un po’, mentre accarezzo Malik che veglia su di me. –“Ma come siete riusciti a liberarmi…” –“C’è tempo per i racconti, e vedrai che Lorcan sarà ben felice di fornirti ogni dettaglio. Ora però è meglio se riposi un po’” Continuo a essere bombardata dalle immagini e dai ricordi di Shade, che pian piano si fanno più incoerenti, finché la stanchezza mi porta a scivolare nel sonno.

giovedì 12 gennaio 2012

89 FRUSTRAZIONE

 
 La sensazione di smarrimento dura più tempo del solito, finché mi ritrovo in una piazza lastricata di pietra sotto un cielo stellato illuminato da una luna opprimente. La serva del primo ministro mi lascia andare, il suo volto è euforico; intorno a noi si crea una certa agitazione. Alcune persone con gli occhi dorati e i capelli scuri ci fissano stupiti, qualcuno corre via. Mi somigliano… com’è possibile? Dove sono? Il dolore alla testa mi assale lancinante. La ragazza mi sorride: “Bentornata”. Bentornata che! Traditrice!  –“Ma dove mi hai portata? Si può sapere chi sei?” Inizio a vedere doppio e sfocato, il male peggiora rapidamente. –“Voglio sapere cosa sta succedendo!” Qualcuno cerca di sorreggermi mentre mi accascio a terra, le voci si fanno indistinte e sempre più fievoli mentre il buio cala nella mia mente.
 
 Riapro gli occhi in una stanza che non riconosco. Ho ancora un gran mal di testa che mi impedisce di pensare con chiarezza. Intorno a me ci sono quattro o cinque persone, mentre mi metto seduta vedo che una di loro è Drevlin. Ha gli occhi segnati e stanchi, mi osserva ansioso, stranito. Io sento la collera salirmi al viso. Possibile che ancora non si sia arreso? Come ha potuto arrivare a tanto? –“Pensavo che ormai te ne fossi fatto una ragione, che ti fossi messo il cuore in pace! E invece ti abbassi fino a questo punto…” Credo che si accorga del disprezzo nel mio sguardo e nella mia voce perché istintivamente fa un passo indietro, senza dire una parola. Le altre persone intorno a me iniziano a parlottare tra loro sussurrando. Insisto col mago: “Dimmi che succede! Non hai nessun diritto di trattenermi qui contro la mia volontà, voglio tornare da mio marito”. Ormai sto gridando, mi alzo dal giaciglio avviandomi verso l’uscita della stanza, gli altri si allontanano un poco da me per non intralciarmi. Ma che fanno? –“Hai capito? Voglio tornare da mio marito!” Ancora nessuna reazione, mi sento presa in giro e non riesco più a trattenere la rabbia. Istintivamente evoco un incantesimo, ma con orrore mi accorgo che la magia non risponde. Il cerchio alla testa peggiora, sono consapevole di essere inerme nelle mani di questo folle… Lo guardo con tutto l’odio di cui sono capace: “Sei un vigliacco! Mi hai confinata qui perché sai che non posso nemmeno difendermi!” Lui non ribatte, come sotto shock. –“Non credere che ti basterà per averla vinta…” Cado carponi prima di finire la frase, la testa mi scoppia. Qualcuno sta per avvicinarsi, ma desiste immediatamente fulminato dal mio sguardo. Sono in balia della frustrazione e dell’impotenza. Come posso tentare di andarmene senza magia? Il dolore soverchia il resto, sto per svenire di nuovo...

 Vattick mi troverà e verrà a prendermi. E quando succederà, non vorrei essere al tuo posto, mago…


sabato 7 gennaio 2012

88b PORTATA VIA

 
 Ci incamminiamo verso il tempio principale di Shar, dove si sta già radunando una gran numero di shadovar e di schiavi, rigorosamente in settori separati. Vattick si è preoccupato di prepararmi a ciò che ci aspetta: dice che la mia sensibilità potrebbe essere urtata da alcune delle pratiche di queste celebrazioni. Occupiamo i posti riservati a noi, poco sotto quelli del primo ministro. Mattick per fortuna non è nei paraggi. I mormorii cessano del tutto all’entrata dell’alto chierico e iniziano i riti. Man mano che si levano le invocazioni alla Dea Oscura è come se il tempio si saturasse della sua presenza. Saranno gli incensi, o l’affollamento, o la potenza della presenza sovrannaturale, ma quasi mi manca il respiro. Le celebrazioni proseguono poi con il sacrificio degli infedeli e degli indegni. Hanno scelto i serpenti velenosi… Prima i fuggiaschi ricatturati; poi la guardia rea di essersi allontanata dal suo posto favorendo la fuga; infine la famiglia della Tenebra coinvolta, compreso il figlioletto di due anni, l’ultimo ad essere ucciso. È uno strazio, il suo terrore è una sferzata gelida. La mano di Vattick si stringe sul mio braccio, percepisco nettamente il suo disagio e l’apprensione. Mi sento rivoltare dentro ma il mio viso resta impassibile.
  Terminati i sacrifici, è il momento dei calici: tutti i presenti devono bere una sostanza simile al sangue, che decreterà la morte per i falsi seguaci di Shar e che sarà invece un tonico per i suoi fedeli. Vattick senza dare nell’occhio mi sussurra di non bere, di fare solo finta. Sono un po’ sorpresa, ma non dico nulla. Vedo che i calici destinati al primo ministro e al suo seguito vengono “purificati” dal suo chierico di fiducia. Si vede che cercano di farsi le scarpe anche in queste occasioni… Al momento di bere Vattick finge di inciampare rovesciando quasi interamente il contenuto dei nostri bicchieri; nessuno sembra aver notato la cosa, o comunque non ci ha dato peso. Qualcuno tra la folla nei gradoni più bassi cade in preda agli spasmi e alle convulsioni, sotto gli strali e le dure parole dell’alto chierico.  
  A questo punto terminano le celebrazioni e si dà avvio ai festeggiamenti che si tengono nell’ampio locale ovale che si trova sopra al tempio. Nel salire le scale che portano al piano superiore mi ritrovo per qualche attimo sola con mio marito. Non riesco a trattenermi, gli sibilo tra i denti se è a questo che servono i figli, a rendersi ricattabili… Lui si blocca di colpo, come pietrificato, nemmeno respira. Mi fissa attonito, poi di scatto allunga un braccio e mi stringe al suo petto, non so se per impedirmi di parlare ancora o se è un gesto protettivo. Ma si sentono già diversi passi alle nostre spalle e recuperando il controllo proseguiamo verso la sala della festa.
  Tutti i presenti sembrano piuttosto guardinghi. Il primo ministro ci saluta, accompagnato dalla bella schiava che ha comprato di recente. Mentre chiacchieriamo, la ragazza con molta discrezione mi fa notare che il mio vestito è macchiato. Ha ragione, dev’essere successo quando abbiamo rovesciato i calici. Lei si offre di aiutarmi a pulire il guaio, avviso Vattick che mi reco con lei nel bagno delle donne per smacchiare l’abito. Veniamo scortate da una guardia di mio marito e da una del ministro, sotto i loro occhi vigili. Una volta in bagno, mentre la sto ringraziando, la ragazza all’improvviso mi abbraccia stretta cogliendomi di sorpresa; tutto intorno a me trema per un attimo, poi una familiare sensazione allo stomaco…

Mi sta teletrasportando via!

mercoledì 4 gennaio 2012

88a EVASIONE

 
 Mi sveglio di soprassalto per i colpi insistenti alla porta e il conseguente trambusto in casa. Vania viene a chiamarci allarmata, mio marito si precipita a vedere che succede. Mi infilo la vestaglia e lo seguo: all’ingresso c’è il nostro ranger con il volto scuro. Ci comunica che i traditori destinati al sacrificio sono scappati dalle prigioni e tutta la città è in subbuglio. Circolano voci strane: si dice addirittura che i fuggitivi siano stati aiutati da un ufficiale della guardia cittadina, una Tenebra, anche se la notizia è ancora da verificare. Ma come è possibile che i detenuti siano scappati! Paranoici come sono qui con la sorveglianza… Il ranger è contrariato soprattutto dal fatto che l’alto sacerdote non rinuncerà alle sue vittime sacrificali e finirà col sostituirle con i primi che gli daranno un pretesto, in maniera indiscriminata. Le conseguenze saranno di causare divisioni e vendette trasversali che, per quanto magari apprezzate da Shar, in questo momento non sono un bene per Shade… Vattick è d’accordo, rimpiazzare i sacrifici con persone “a caso” è una sciocchezza e per di più finirebbe col minare il morale della popolazione. Di sicuro, una delle guardie che era di turno alle prigioni verrà interrogata e poi destinata come vittima per l’indomani. Il lupo crudele del ranger annusa dappertutto, nervoso e ringhiante. Mio marito sogghigna amaro all’indirizzo del suo sottoposto: “Suppongo di non essere stato invitato a partecipare alle ricerche dei fuggiaschi...” L’altro annuisce lentamente, poi viene congedato con l’ordine di tenerci informati sugli sviluppi della situazione. Meno male che non mi sono fatta aprire la cella della donna! Mattick mi avrebbe spellata viva! Vattick è pensieroso, più del dovuto. –“Guarda che nemmeno tuo fratello può dirci niente! Oggi sono andate centinaia di persone alle prigioni e mentre c’ero io non è successo nulla di strano; in più, durante il fattaccio dormivamo tranquilli piantonati da decine di guardie, comprese le sue!” –“Ma sì, è chiaro che non può accusarci di nulla. Però l’alto chierico sarà furibondo e si sfogherà nel peggiore dei modi. Comunque, è inutile restare qui a rimuginare; vieni Jamila, cerchiamo di riposare un po’ perché ci aspetta una giornata lunga e difficile.”
  In realtà, non c’è molta possibilità di riposare; dopo un’ora circa torna il ranger con la notizia che alcuni dei fuggiaschi sono stati catturati di nuovo. La Tenebra implicata invece non è ancora stata trovata e visti gli ultimi eventi si è deciso di aumentare la sicurezza intorno alla mia persona. E alè… quante altre guardie invisibili?
  Rinunciamo al sonno, anche perché ormai mancano poche ore all’inizio delle cerimonie. Non riusciamo a scrollarci di dosso un certo nervosismo. Lui non si allontana da me, cerca costantemente il contatto fisico, non so se per rassicurare me o se stesso. Poi si raccomanda di farmi bella per l’evento. –“A parte che è ancora presto, ma con tutto il casino che c’è in piedi, chi vuoi che ci faccia caso? Che differenza fa?” –“Nel tuo caso fa sempre differenza!” Mi scappa fin da ridere…