Poche sere dopo
partecipo insieme a Vattick al ricevimento in onore dell’Alto Principe e prima
dell’apertura delle danze siamo invitati al suo cospetto. È la prima volta che
mi trovo così vicino a lui, mi imbarazza guardarlo perché mi mette a disagio.
Lui invece mi scruta con il suo sguardo penetrante ed inquietante; mi fa paura,
c’è qualcosa in lui che mi terrorizza, eppure in fondo ai suoi occhi c’è un
lampo di malcelato divertimento, mi osserva compiaciuto. Scambiamo qualche
parola formale, poi lui sogghignando mi chiede quando arriverà un erede… Ma che cavolo! Lo so che avete un problema
di ricambio del sangue, ma ci siamo appena sposati! Anche mio marito torna
spesso sull’argomento, in maniera più o meno scherzosa. Io desidero un figlio
da lui, ma non subito, è da così poco tempo che possiamo stare insieme… Lo so
che per gli shadovar è necessario trovare il modo di rinnovare il sangue, che
le nascite sono in calo, e ho sentito i discorsi di qualche nobildonna
preoccupatissima perché non riusciva a restare incinta e aveva paura che il
marito la ripudiasse… Ma fare pressioni continue e intromettersi nel privato mi
pare eccessivo!
Ci congediamo
con un rispettoso inchino, poi il Primo Ministro mi saluta con un sorriso e
resto a chiacchierare con lui mentre mio marito si apparta in un’altra ala del
castello con suo fratello, che al solito, con aria truce, se lo trascina via.
Non tornano per parecchio tempo, alla fine mi decido ad andare a cercarli. Sono
in uno dei giardini interni e, guarda caso, discutono animatamente, anche se
cercano di non dare nel’occhio e di mantenere un tono di voce basso. Rientro
prima di loro, accetto l’invito a ballare di un nobile. Dopo non molto però Mattick
si impone come mio cavaliere. Mi stringe il braccio con una forza tale da
lasciarmi i segni, fissandomi con odio: “Sarai anche riuscita ad ingannare mio
fratello, ma io non mi lascio incantare dal tuo bel faccino… Vedi di fare la
brava mogliettina e di rigare dritto, perché la prima volta che sgarri io ti ammazzo
con le mie mani!” Adesso mi hai veramente
rotto i c***!
Mi blocco e lo
guardo dritto negli occhi senza battere ciglio, la voce colma d’ira: “Non ti
azzardare mai più a rivolgerti a me in questo modo, né tanto meno a
minacciarmi! Non devo rendere conto a te di ciò che faccio, non sei né mio
fratello, né mio marito, e tutt’al più spetterà a lui a decidere che moglie
sono. Non presentarti di nuovo in casa mia mancandomi di rispetto, o giuro che
sarà l’ultima volta che lo farai”. Se osi
una mezza parola o una reazione ti scarico addosso un tocco d’idiozia qui
davanti a tutti! Resta sorpreso, mi soppesa qualche istante con lo sguardo.
–“E lasciami il braccio, mi stai facendo male!” Libera la presa con un mezzo
ghigno, sembra aver apprezzato, a modo suo, la mia reazione e con un inchino
ostentatamente formale si allontana.
Sento gli occhi
di Vattick su di me, lentamente lo raggiungo, ancora con il viso in fiamme per
la collera. Lui trova il modo per svicolare dalla festa e tornarcene a casa.
Si accorge dei
lividi sul braccio.
– “È stato Mattick, vero?” Non ne posso davvero più! –“Senti, mi spiace perché so che ci tieni al legame col tuo gemello, ma ora sta davvero esagerando! Mi ha minacciato di morte in una sala stracolma di gente! Di morte! E perché, poi… Non sono più disposta a sopportare le sue sparate, se si presenta qui di nuovo a insultarmi ti assicuro che…” -“Non succederà! Nessuno può permettersi di trattarti in questo modo, nemmeno lui. Dovrà farsene una ragione”.
– “È stato Mattick, vero?” Non ne posso davvero più! –“Senti, mi spiace perché so che ci tieni al legame col tuo gemello, ma ora sta davvero esagerando! Mi ha minacciato di morte in una sala stracolma di gente! Di morte! E perché, poi… Non sono più disposta a sopportare le sue sparate, se si presenta qui di nuovo a insultarmi ti assicuro che…” -“Non succederà! Nessuno può permettersi di trattarti in questo modo, nemmeno lui. Dovrà farsene una ragione”.
