giovedì 31 maggio 2012

97a SCIOGLIERE I DUBBI


  
 Una volta a Selunnara non è più necessario mantenere le distanze da Drev, visto che le mie percezioni sono bloccate. Sono sollevata, la mia mente è persa dietro a così tanti pensieri che non riuscirei comunque ad affrontare anche questo. Mi ci vuole tempo… Il mago non fa pressione, è rispettoso dei miei spazi e dei miei silenzi, pur essendo un po’ malinconico. Credo che sia preoccupato per come sto, forse è preoccupato per “noi”.
 Io sono tormentata dalle riflessioni emerse così nitide prima che finissi nel muro prismatico. Vale davvero la pena continuare nella nostra missione? Sto facendo la cosa giusta? Che ne sarà di queste persone una volta catapultate nel nostro mondo?
 L’unica persona che può aiutarmi adesso a dirimere le mie perplessità è Aud: sta affrontando l’immane compito di prepararli a ciò che li aspetta, li conosce meglio di chiunque di noi…
 Decido di parlarle in privata sede appena troviamo un momento libero da incombenze. Mi sembra sorpresa dalla mia richiesta, probabilmente pensa che c’entri Lorcan e per questo la mia faccia corrucciata la allarma. Mi ci vuole tempo a trovare le parole, alla fine riesco a formulare concetti sufficientemente coerenti sull’effettiva opportunità di riportare Selunnara nel Faerun. All’inizio la chierica è stupita, la sua risposta però è quasi immediata, addolcita da un sorriso. Qui tutti si aspettano di tornare nel nostro piano; e sì, qualcuno perderà se stesso per la corruzione del male… ma del resto che merito si ha a operare il bene dove non c’è un’effettiva possibilità di scelta? È il libero arbitrio che ci rende responsabili. E poi, ormai le risorse disponibili su Selunnara stanno per esaurirsi ed è anche per questo che è indispensabile riaprire il portale.
 Le sue parole mi convincono che non sto sbagliando, sono rassicuranti. Quando me ne vado mi sento più leggera, rinfrancata. Vuol dire che fino ad ora non ho lottato per niente. Almeno ho affrontato uno dei dubbi che più mi angosciavano, sono stata brava. Ora però è il momento di passare al successivo…
 Mi reco da Rubiard e gli spiego che ho bisogno di interpellare “i piani superiori” per avere risposte su alcune questioni. Mi porta da un chierico di alto livello, tramite il quale posso porgere le mie domande. Così vengo a sapere che il principe scomparso è proprio Vattick, che è vivo anche se non sta molto bene, che se ne è andato di sua spontanea volontà e che mi sta cercando. Non si trova ad Halruaa e non vuole riportarmi a Shade. Scopro anche che la maledizione di Shar è ancora attiva e che non c’è modo di togliere la corruzione dalle chiavi per aprire il portale.
 Lo sapevo che non sarebbe rimasto lì a guardare impotente cosa gli succedeva intorno. Avevo paura che suo fratello lo bloccasse in qualche modo, invece non ci è riuscito. Sono contenta che se ne sia andato, anche se temo la vendetta di Shar nei suoi confronti. Perché non appena si accorgerà di cosa è successo, la dea oscura gli negherà l’accesso alla trama d’ombra e lo renderà innocuo. Come me quando sono stata riportata a Selunnara… Io non posso essere esclusa dalla sua magia, perché la mia capacità è indipendente dalla volontà di Shar; ma con lui è diverso, perché è stata lei a concedergliene l’uso. Spero che Vattick si metta in salvo prima che qualche sicario lo raggiunga, devo riuscire a intercettarlo prima che sia troppo tardi.

domenica 27 maggio 2012

96b IL PRINCIPE SCOMPARSO



 Riesco a raggiungere Loryn e a ringraziarla, anche se possiamo scambiarci solo poche frasi perché in molti ci invitano a ballare, ma gli unici a cui io lo concedo sono Vladimir e Lamadicorno. Il ministro mi informa che l’indomani Alustriel vorrebbe parlare con noi e di conseguenza ci invita a passare la notte qui. Accetto, ma quando ci rechiamo a chiedere delle stanze l’imbarazzo è tangibile.
 Vogliono sapere se io e Drev desideriamo stare insieme o no; lui sta per rispondere d’istinto ma si blocca, voltandosi verso di me. Senza riuscire a guardarlo in faccia, chiedo due camere separate. Lui ci resta male, lo so, e con la coda dell’occhio vedo Lorcan che dà di gomito alla moglie con fare pettegolo. Non posso caricarmi di questo, ora; perdonami Drev, ma non posso, è troppo. Forse in una tua carezza ci troverò la rabbia e la gelosia per le carezze di Vattick, e per quanto possa capirle non so come fronteggiarle. E temo di cercare in te qualcosa di suo, o di non riconoscere più quello che provavi per me prima che succedesse tutto questo…
 Mentre ci rechiamo agli alloggi lui mormora amareggiato a mezza voce che forse è il caso che io e lui parliamo per chiarire alcune cose. –“Hai ragione, però non è adesso, e non è qui, il momento di farlo. Ti prometto che quando sarò un po’ più serena, quando ci sarà più calma, ci confronteremo.” Lui accetta la mia spiegazione, anche se ha il volto scuro, e ci salutiamo sull’uscio delle camere.
 La notte riesco a riposare tranquilla, con Malik accucciato addosso a scacciare i brutti pensieri.
 Il giorno dopo veniamo ricevuti da Alustriel. È sicuramente una donna di fascino e carisma, che si muove con eleganza. Ringrazia Lorcan per le preziose informazioni sulle Tenebre, spiega che le piacerebbe poter contattare la chiesa di Selune a Shade. Poi si rivolge a me, per sapere della mia prigionia ed avere altri dettagli. Racconto tutto quello che so sulle due fazioni politiche degli shadovar, sulla città, sulla sua struttura sociale e le sue difese; su tutto quello che mi chiede e a cui so rispondere.
 Da parte sua, dice che dalle loro divinazioni e dai loro informatori hanno saputo che a Shade sarà presto proclamato un nuovo Alto Sacerdote, anche se non è ben chiaro chi sia e cosa questo significhi. Naturalmente si parla molto della scomparsa di una principessa e della serva personale del primo ministro, ma è scomparso anche uno dei principi. Vattick! Forse ha deciso di andarsene… o forse l’hanno fatto sparire loro per punirlo per la mia fuga… o forse si tratta dell’Alto Sacerdote che è stato sollevato dall’incarico in maniera drastica… 
 La regina però non è in grado di dirmi di più, non hanno ancora identificato il principe mancante. Ci congediamo da lei e torniamo a Selunnara. Io penso alla situazione a Shade, al rischio che corre Vattick ora che sono stata salvata. È pur sempre uno dei figli dell’Alto Principe, non arriveranno a decretarne la morte… Almeno spero. Nonostante tutto, non posso fare a meno di preoccuparmi per lui.

mercoledì 23 maggio 2012

96a L'INVESTITURA DI LORCAN



 Il giorno dopo, il giorno di mezz’estate, scendiamo a Silverymoon per l’investitura di Lorcan a cavaliere. Il nostro si è messo in tiro ed è orgogliosissimo; non ha svelato nulla sullo stemma che ha scelto per rappresentarlo, vuole che sia una sorpresa. Suo figlio è tutto eccitato e ci tempesta di domande. Mi capita di prendere a braccetto Aud e la visione arriva improvvisa e nitida. Un bimbetto vispo, con una spruzzata di capelli biondi… Mi fermo, lei si volta con aria interrogativa. –“Sai già se è maschio o femmina?” Lei è ancora più curiosa: “No, non ho chiesto divinazioni… Tu l’hai visto?” Annuisco: “Però se non lo vuoi sapere non dirò niente a nessuno”. Ci pensa un attimo, poi mi viene più vicina sorridente: “Sì, raccontami della tua visione” –“È un altro maschietto, ma stai tranquilla: questo assomiglia a te. Tantissimo!” Speriamo anche nel carattere!
 Beh, sono contenta. Questo vuol dire che non le accadrà nulla, almeno non prima che il bimbo nasca.
 La cerimonia si tiene davanti al palazzo di Alustriel, che è seduta su un trono approntato per l’occasione. Davanti a lei c’è Lamadicorno, che regge la spada dell’investitura. Do un’occhiata agli spalti, per vedere se riconosco qualcuno. So che Ulrik è fuori in missione, però vedo Loryn, che incrociando il mio sguardo mi saluta con un cenno del capo. In prima fila c’è un mago con un occhio solo e una mano carbonizzata, e poco più in là spicca, in vistosi abiti halruani, Vladimir. Nella piazzetta si è radunata una folla ragguardevole, pronta a festeggiare i nuovi cavalieri. Sono cinque in tutto: il primo è un mago, poi è il turno di un ranger che ha salvato una ragazza rapita dagli orchi; il terzo è un guerriero appartenente all’ordine fondato da Ulrik; il quarto è un giovane messaggero che ha saputo aggirare l’assedio alla sua città per chiedere aiuto a Silverymoon ed infine tocca a Lorcan, investito ufficialmente per aver eroicamente salvato un’amica e un gruppo di seguaci di Selune, oltre che per aver riportato importanti informazioni su Shade. Il suo motto è La luna splende su chi si muove nell’ombra, lo stemma raffigura una specie di chimera rampante, alata e con una lunga coda. Lintel è entusiasta, pare che l'idea della raffigurazione sia stata sua.
 Al termine delle investiture si tiene un banchetto in onore degli eroi, in un clima festoso e conviviale. Molte persone ci salutano e vorrebbero chiacchierare con noi, io lascio che sia Drev ad occuparsi delle pubbliche relazioni perché non sono dell’umore. Mi sento un po’ fuori posto… Al mago viene persino offerto di insegnare all’università, cosa che gli fa grande piacere. Lorcan sta giocando a fare il serio con Lintel, dicendogli che ora che è figlio di un cavaliere deve comportarsi bene e rigare dritto. Il bimbo in tutta risposta gli chiede quando gli daranno il cavallo, perché se è un cavaliere deve per forza possedere un cavallo…
 Sono a disagio. La verità è che ho paura di quello che potrei percepire da Drev e di come potrei reagire. Non sono ancora pronta ad affrontare questo passo, così evito accuratamente ogni contatto fisico, anche nei piccoli gesti, senza farlo troppo notare. Ma lui se ne accorge, lo leggo nello sguardo che mi lancia mentre gli passo una coppa facendo attenzione a che le nostre mani non si sfiorino. Non osa però dirmi nulla in pubblico, e io non voglio discutere con lui. 

sabato 19 maggio 2012

95 SENTIRSI A CASA



 Il racconto di Lorcan viene interrotto da un bussare insistente alla porta. Aud va ad aprire: c’è uno degli Anziani seguito da mia sorella, che appena mi vede si butta tra le mie braccia. Quando sono passata a casa lei non c’era… L’Anziano dice che Rubiard vuole vederci subito perché è stato contattato da Silverymoon e deve parlarci. Mayuri mi guarda con gli occhi lucidi: “Ti ho vista mentre eri svenuta… ho avuto paura che morissi! La mamma era preoccupatissima.” Io le sorrido accarezzandole i capelli: “Adesso sto bene, stai tranquilla. Questa sera cenerò con voi, così possiamo stare un po’ assieme.” Lei annuisce, e mentre ci avviamo da Rubiard mi scorta tenendomi per mano. Per strada chiede a Drev se anche lui verrà a mangiare con noi, io anticipo la risposta del mago confermando. Per il resto, è stranamente silenziosa, più che altro scherza con Lintel. Lorcan non ha gradito che le sue gesta siano rimaste a metà, ma si vede costretto a seguirci.
 Rubiard è sinceramente contento di constatare che sono tornata in me. Mi riceve in privato, vuole sapere succintamente quello che è successo a Shade e mi anticipa che Lamadicorno ha chiesto di poter parlare con me, se me la sento. Considerato che domani saremo già a Silverymoon per l’investitura di Lorcan… Domani? Era così preso dal suo racconto che non ce l’ha ancora detto! Ride divertito, poi mi lascia andare: “Ho visto che Mayuri ti ha accompagnata. Era davvero in ansia… Stai un po’ con loro, per tutto il resto ci sarà tempo”
 Mentre è il turno di Lorcan, noi ce ne torniamo da Eliana. La serata scorre piacevole, di colpo mi ritrovo a vivere in una “normalità” che quasi avevo dimenticato e che mi lascia una sensazione strana, languida. Mi faccio aiutare da mia sorella e da Drev a scegliere il vestito per la cerimonia di domani (e lo vedo come i suoi occhi si perdono sulla mia persona…); chiacchieriamo tutti, senza forzature, senza silenzi imbarazzati. Grazie, siete davvero eccezionali.
 Resto a dormire lì, sento tutta la stanchezza e la tensione accumulate e sprofondo velocemente nel sonno. 

sabato 21 aprile 2012

94 ALLA RICERCA DI SE STESSI


Siamo sempre stati insieme, affiatati, io e il mio fratello gemello. Ci muovevamo come un corpo solo, pensavamo all’unisono.

Perché quello era l’unico modo di agire e di pensare che ci fosse concesso. Non abbiamo mai avuto una vera scelta, abbiamo seguito ciò che era previsto per noi, persino quando ci siamo schierati dalla parte di nostro padre nella faida familiare. E nemmeno ce ne siamo resi conto… 

Almeno fino ad ora, almeno io. Lui, no. Lui continua a guardare nella sola direzione che i paraocchi imposti negli anni passati gli consentono; non potevamo fare altro che adeguarci. Ma adesso non è più così: c’è altro di fronte a noi, adesso ci sono delle alternative.

Lui però non le vuole vedere, forse ne ha paura.

O forse devo accettare il fatto che questa volta ha davvero compiuto una scelta, una scelta opposta alla mia.

È per te che ho imparato ad impormi per la prima volta, a fare di testa mia.

Sto malissimo da quando ti hanno portata via. Non sopporto l’idea di perderti, ho paura che ti succeda qualcosa mentre tentano di rimuovere l’artefatto. Eppure dentro di me so che per te è stato meglio così, che comunque avremmo dovuto andarcene da Shade, perché ormai era pericoloso per entrambi. Ma non averti più al mio fianco…

Il pensiero che, recuperata la memoria, potresti odiarmi mi fa impazzire.

Ti sogno, ogni volta che chiudo gli occhi.

Dopo l’impresa dei tuoi amici l’Alto sacerdote è stato deposto e sono venuti a propormi di prendere il suo posto. In realtà volevano testare la mia fedeltà… Sono riuscito a declinare suggerendo Mattick e senza destare troppi sospetti. Ingannare loro per me non è poi così difficile, ingannare la Dea sarà diverso… Mio fratello però è partito per una missione nel Sottosuolo, forse quella missione: l’ho incoraggiato ad accelerare i tempi, così non può impegnarsi nella tua ricerca. Verrà investito solo al suo ritorno, quando io ormai non ci sarò. Qui non è più il mio posto. Finito di recuperare le protezioni che mi servono me ne andrò.

Vengo a cercarti.

No, non ne ho il diritto…

Vado a cercare me stesso.

lunedì 9 aprile 2012

93b LE PRIGIONI DI SHADE


 Il post è di Bardoscuro.

 “Avevo anche chiesto loro di procurarmi una mappa delle prigioni, ma quella non è mai arrivata. Pare avessero una servetta nel palazzo in cui stavi tu, Jamila, e lei avrebbe dovuto recuperare una piantina, ma…” 
 –“Vania! Sono stata io a impedirle di uscire. Col senno di poi, per salvare la sua vita ho salvato anche la vostra: di sicuro sarebbe stata seguita e li avrebbe portati dritti da voi, condannandovi tutti.” 
Non gradisce molto… - “Poco male, abbiamo fatto alla cieca. Non mi sono mai fatto fermare da queste piccolezze. Individuata la guardia da impersonificare, abbiamo dato inizio al piano. Siamo partiti io e Liam, da soli, per le prigioni, appena si è fatta notte. Che poi, a Shade, non è proprio così facile distinguere la notte… Ci siamo appostati per un po’ per controllare i movimenti. Ho calcolato quattro guardie all’interno e una all’esterno con un grosso animale, una specie di leone mostruoso. Quando abbiamo visto arrivare ed entrare una Tenebra abbiamo deciso che era il momento di entrare in azione. Non potevamo aspettare e rischiare che iniziassero a incatenare e portar via i prigionieri che sarebbero stati sacrificati all’alba. Ho lasciato il mio medaglione a Malik, fuori, dicendogli di tornare al covo ed aspettare lì. Gliel’ho lasciato perché… Beh, sì, è vero che è andato tutto bene, come avevamo previsto d’altronde, ma se il piano fosse fallito, se non fossi riuscito a uscire vivo da quella prigione… Era meglio che Malik tenesse il medaglione e tentasse di nuovo di salvarti.” Dice l’ultima frase tutta d’un fiato e la affoga all’istante in una lunga sorsata di birra. È imbarazzato; così come non risparmia faccia tosta quando deve vantarsi e glorificarsi, al contrario l’ammettere di aver avuto un momento di debolezza, di aver pensato di poter davvero morire in quella missione disperata lo fa vergognare. Sei davvero strano, sai? Oscilli tra l’uomo duro del nord, che non deve mostrare mai alcuna debolezza, al bambinetto insopportabilmente dispettoso, al malato da dipendenze varie fino a quello che si butta in un torrente in piena senza pensarci per salvare una sconosciuta, al millantatore o a quello che con buona pace del suo aspetto inquietante mostra inaspettatamente le sue paure... A volte mi domando come fosse la tua vita prima di Aud… Sei stato fortunato, lei ha saputo vedere in fondo alle tue contraddizioni, e senza le mie percezioni! E ora ti stringe la mano, quasi in un atteggiamento materno più che da moglie. Non puoi avere segreti con lei, per questo non sai mentirle… e ringrazia che non ti chieda del Sottosuolo… Credo che la tua infanzia non sia stata una passeggiata. Faresti un’ottima cosa a non rovinarti da solo anche il presente…   
 “Beh, ma non sei morto, purtroppo,” interviene inaspettatamente Drevlin, con il suo miglior tono inacidito. Che però è falso, falsissimo! –“quindi vedi di andare avanti.”
 “Saresti stato contento, eh?” ribatte Lorcan, stando al gioco. “Non vedi l’ora che ci lasci le penne!”
 –“Le squame, magari…” dice Drevlin, invitandolo a continuare con un gesto della mano, e tutti scoppiamo in una risata di cuore, che dissipa un po’ la tensione. “Oh, allora… Vediamo… Ah, sì, le prigioni. Come da accordi ho cambiato le mie sembianze, cercando di assomigliare il più fedelmente possibile alla guardia che Liam mi aveva indicato; poi ho finto di legare i polsi di Liam e ci siamo fatti avanti. La prima prova era già una delle più difficili. Non tanto convincere la guardia, quello no, con le mie arti di persuasione era un gioco da ragazzi… Ma il leone, quello era tutta un’altra cosa. Quello sentiva l’odore, e infatti si è accorto subito che qualcosa non andava, che non mi conosceva. Continuava a ringhiare e a puntare la borsa conservante invisibile. Anche la guardia dopo un po’ si è insospettita, a momenti non mi lasciava passare! Fortunatamente le guardie di Shade sono più stupide di quelle del resto del Faerun, e alla fine mi ha lasciato passare. Ah! Ti brucia ancora la figuraccia a Calimport, eh?   Siamo scesi lentamente nel buio. Le prigioni di Shade… Tu ci sei stata, Jamila, sai cosa vuol dire. È un buio palpabile, l’angoscia, là sotto. Di peggio ho sentito solo l’oppressione all’interno del tempio di Shar… TU? Prova a immaginare quello che ho vissuto io nei luoghi di Shar…   “Liam davanti a me non vedeva granché, ma i miei sensi erano totalmente tesi a cercare di individuare la Tenebra. Ero pronto a qualsiasi imprevisto, anche perché non avevamo idea di quale fosse la disposizione delle celle. Se avessi preso il corridoio sbagliato ci avrebbero scoperti. Ci siamo ritrovati nella stanza d’accesso, dove c’erano altre due guardie ad aspettarci e un’altra di quelle bestie immonde. L’assenza della Tenebra mi ha enormemente sollevato… Ma la bestia avrebbe creato problemi. Ovviamente gli shadovar si sono mostrati stupiti, non si aspettavano il mio arrivo. E io sono partito con la mia commediola d’intrattenimento: fedele di Selune catturato, sputo a terra, bla bla bla… Impeccabile. Mano a mano che gliela raccontavo mi convincevo da solo! Le parole mi uscivano spontanee, fluide, come se non avessi fatto altro che raccontare quelle cavolate per tutta la vita. Beh, a contar palle ci sei portato davvero… E i due co***oni… se la sono bevuta tutta! Tutta d’un fiato; anzi, dovevate vedere come se la ridevano, com’erano soddisfatti! Erano talmente contenti che mi hanno proposto di preparare la sala delle torture per interrogarlo all’istante e io, capirete, come potevo rifiutare? Funzionava tutto anche meglio di quanto avessi sperato, come se ci fosse una mano divina all’opera…
 Ho sfruttato la situazione fino in fondo: avevo bisogno di vedere la moglie di Liam, sapere se era viva e in che condizioni, e cercare di farle capire ciò che eravamo venuti a fare. Gli altri fedeli avrebbero potuto reagire con aggressività o non fidarsi di noi, ma di fronte alla loro chierica non avrebbero avuto timore. Ad ogni modo ho chiesto che nella stanza fosse portata anche la donna, perché torturando lei davanti ai suoi occhi il prigioniero si facesse più ragionevole… Sarà normale che io abbia questa innata vena di sadismo?” chiede poi, rivolgendosi alla moglie, con aria sinceramente perplessa.
Aud gli accarezza il viso.
 –“Le buone abitudini…” inizia, divertita, e lui conclude ridacchiando “Non muoiono mai!”
 –“Il mio teatrino di crudeltà li ha convinti ancora di più, se ce ne fosse stato bisogno, e dopo un po’ mi hanno portato lungo un corridoio fino ad una stanzetta laterale. Passando ho visto tutti i prigionieri, chiusi nelle gabbie. Avrei voluto allertarli, spiegare loro che c’era speranza, che eravamo lì per salvarli, che Liam non era stato davvero catturato: avevo paura che si demoralizzassero ancora di più. Ma non potevo rischiare tanto, dovevo stare attento al massimo: sapevo che, oltre alla chierica, in quella stanza ci sarebbe stata anche la Tenebra ad aspettarmi.”

venerdì 6 aprile 2012

93a APPOSTAMENTO ALLE PRIGIONI


Il post è di Bardoscuro

 -“Oh, ho fatto anche una bella sceneggiata quando hanno scoperto il medaglione!” esclama d’un tratto, il ricordo fresco dell’avvenimento impresso sul volto. “Perché capisci, avevo addosso la maschera che mi cambiava le fattezze, non me l’ero mai tolta, per cui loro non mi avevano mai visto per…come sono. E quando ho pensato a Malik dev’essermi sfuggito un commento tipo ‘Sarà stato quell’altro con le ali’ e Liam si è messo a ridacchiare, dicendomi che mi so nascondere davvero bene se pure io ho le ali, e allora io: ta - dan! Mi sono tolto la maschera. Dovevi vedere che faccia ha fatto! Sconvolto, credo non sapesse se scappare a gambe levate o esiliarmi su qualche altro piano.” Ride soddisfatto. È incredibile come possa trovare tutti questi spunti di ironia in una situazione del genere…
 Si calma quando sua moglie arriva con della tisana per sé e per gli ospiti e una pinta di una bevanda che sembra birra, che piazza di fronte a lui. Francamente la cosa mi pare strana, visti i precedenti… Mi basta un’occhiata interrogativa ad Aud perché lei con espressione estremamente soddisfatta mi spieghi che si tratta di una bevanda ANALCOLICA che ha fatto recuperare da Lorcan stesso, visto che lui si rifuta di bere acquetta e tisane… Il bardo distoglie lo sguardo molto imbarazzato e ne sorseggia un po’, mentre Drev se la ride alla grande.
 “Ad ogni modo,” riprende Lorcan, rinfrescatosi l’ugola – È incredibile quanto possa parlare quest’uomo quando riesce ad avere l’attenzione generale! – “è stato un bene che io abbia mostrato loro la mia vera identità. Prima di tutto perché avevo voglia di smettere il teatrino dell’uomo normale: tu sai quanto io trovi sexy le mie ali” commenta serio, beccandosi un coppino da Aud sulle nostre risa “E poi perché finalmente, rivelazione per rivelazione, il giovincello mi ha svelato che la chierica del gruppo non era altri che sua moglie; e capirai, per me questo cambiava tutto. La propria donna va salvata a ogni costo,” conclude sornione, stampando un bacio affettuoso sulla guancia di Aud, che lo sospinge via per gioco, ma che mostra evidente soddisfazione per tutte quelle attenzioni.
 -“Quindi ho accettato di aiutare Liam e gli ho proposto di andare in sopralluogo fuori dalle prigioni. Un luogo trafficatissimo, eh? In piena piazza centrale, tra guardie e gente comune, chi mi capita di vedere nel giro di 10 minuti? Prima te, che scendevi in prigione a far cosa non lo so, e poi Malik! Pensa: vedo un gatto alato che mi passa vicino, si ferma e mi guarda. Se non avesse avuto le ali magari non l’avrei notato, ma così… Mi sono abbassato, facendo finta di accarezzarlo, e gli ho chiesto sottovoce se era Malik, e lui ha fatto sì con la testa! Non so come voi maghi parliate con i vostri animali, ma Malik è un genio." Il micione conferma soddisfatto tra i miei pensieri. -"Cioè, io ci ho fatto discorsi più intriganti di quelli che abbia mai fatto con…Drevlin, per dire.” Drev fa per lanciargli dietro un altro giocattolo di Lintel, ma non ne ha più a portata di mano. “A proposito,” riprende Lorcan, ignorandolo, “quello che è arrivato con te in carrozza era tuo marito?” La domanda mi coglie del tutto impreparata, più che altro per come l’ha formulata, per come ha definito Vattick. Drev al mio fianco si irrigidisce, io muovo la bocca senza profferire suono nel tentativo di rispondere ma fortunatamente Lorcan ha la presenza di spirito di accorgersi del momento di difficoltà e ricomincia a blaterare.
-“Sì, beh, stavo dicendo… Ah, sì, Malik! Gli ho chiesto se era il suo il medaglione e ancora mi ha fatto di sì con la testa. Insomma, avevo ragione, come sempre. Sono troppo intelligente…” Sospira teatralmente e Aud alza gli occhi al cielo, affogando i dispiaceri nella tazza di tisana bollente. -“Siamo rimasti fuori dalla prigione per gran parte della giornata, cercando di andare avanti e indietro senza farci notare più di tanto. Ho chiesto a Liam di individuare una guardia non troppo importante ma nemmeno un cretino; insomma, uno a cui mi sarei potuto sostituire facilmente senza destare troppi sospetti. La mia brillante idea era di arrivare lì in piena notte portando con me Liam e fingere di averlo arrestato come ricercato. Potevo dire che avevamo il sospetto che avesse aiutato lo schiavo a fuggire dalla casa dell’Alto Sacerdote e che avevo ordine di portarlo subito di sotto per torturarlo e farlo parlare; in fondo avevano bisogno di scoprire il loro covo. Una volta dentro avremmo trovato il modo di liberare i prigionieri e farli evadere. A occhio sapevo di potermi prendere cura di tre o quattro guardie come quelle, e magari anche di una tenebra…”
 Sì, bravo, millanta pure! Perché non mi dici qualcosa riguardo Fine della Terra, invece? Come reagisce il tuo ego immenso di fronte a quel’episodio, eh? Lo ha già rimosso? Lancio di sfuggita uno sguardo ad Aud che sorseggia lentamente dalla tazza. Non posso certo tirare in ballo ora questo argomento… Lasciamo che si goda il racconto e che si esalti quanto vuole, avrò tutto il tempo di “esaminare” con lui la questione in ogni aspetto nei prossimi giorni. Oh sì, stanne pur certo. Ricorrerò al ricatto più bieco se necessario a tenerti sotto controllo!