martedì 6 maggio 2014

DECOLLARE


 Ogni gruppo GDR ha presente quella fase in cui la campagna decolla, con i personaggi presi nella trama, coinvolgimento, studio della situazione, giocate sul filo dei dadi...
 E poi di colpo succede che l'unica a decollare è la master!

(No, nessuno ha lanciato Tenar giù dal balcone...)

lunedì 28 aprile 2014

NEBBIA


 Siamo lontani, per fortuna, dal delirio dell'anno scorso, ma per questioni non del tutto preventivate mi trovo comunque nella nebbia, cioè impossibilitata a vedere oltre gli impegni quotidiani, che si sono clamorosamente infittiti e accavallati.
 Sarà un mese di fuoco, da vivere in apnea. E non riuscirò a postare con la frequenza che mi ero ripromessa. Cercherò di farmi perdonare non appena la nebbia comincerà a dissolversi, poi magari qualche post a sorpresa ci scapperà anche, chissà. Inoltre, come già detto, purtroppo per la parte da scrivere adesso non ho gran supporto di appunti, per cui la stesura si presenta piuttosto complicata e non la posso "improvvisare". 
 Ma voi siete abituati ad essere dei lettori pazienti... Mi perdonate anche stavolta???

...
Chissà da dove viene questa fissa che di recente ho per la nebbia. 
;-)



venerdì 4 aprile 2014

PREVISIONI NEFASTE


Sessione agli Artigli.
Il gruppo si trova in un villaggio piuttosto grosso e deve rimpinguare il suo equipaggiamento.
Nel gironzolare, alcuni dei PG incappano nel negozietto della classica vecchia che legge il futuro attraverso le carte.
Tradotto: la master armata di tarocchi fa pescare gli arcani al giocatore e poi li interpreta. 
Non fosse altro che per assistere alla performance della master, Kim siede di fronte alla vecchia per avere il suo responso.
Due carte per il passato, due per il presente, e due per il futuro.
Ma cosa mai avrò pescato?
Passato ameno, di colpo devastato da un evento imprevisto; sul presente non posso divulgare, e l'ultima carta del futuro... LA MORTE! 
Cavolo, non serve nemmeno una grande interpretazione!
Le battute al tavolo di gioco si sprecano. Del resto, la previsione è in linea con lo stato d'animo del mio PG.
Ok. Kim decide di tornare una seconda volta dalla veggente. In realtà non proprio per se stessa (è complicato, ora non posso spiegarvi), comunque io, come giocatrice, ripesco le sei carte.
L'ultima: LA MORTE! Legata per di più a un'altra carta che indica sventura non solo personale ma pure "collettiva".
Tu guarda, quando si dice il caso...

(Malik, o P.O., non so come preferisci farti chiamare in questo momento: mi spiace!)


venerdì 28 marzo 2014

SESSIONI MULTITASKING


 L’ideale: trovarsi con gli amici per giocare intorno a un tavolo, che in genere è imbandito di vari generi di conforto, spesso preparati dalle mani abili e creative di qualcuno dei giocatori. Bello, perché la sessione di gioco è anche il pretesto per vedersi, per chiacchierare, per staccare per qualche ora la spina portando avanti da protagonisti una storia in un mondo parallelo. Non che l’elemento tecnologico venga disprezzato: è grazie al collegamento via internet che possiamo permettere al nostro elemento che risiede all’estero di partecipare regolarmente alle campagne e alle nostre discussioni (spesso surreali). Ma quando possiamo trovarci tutti “dal vivo”, è un’altra cosa.
 Non so quanto questo risulti comprensibile a chi non ha idea di come funzioni il GDR, credo che visto da fuori sembri una “stranezza”, un gruppo di adulti che si confina in un passatempo da ragazzini. Invece non è così, è una questione molto più complessa, ma non è di questo che voglio parlare anche perché verrebbe un post chilometrico.
 Quello su cui volevo soffermarmi è la dinamica delle nostre sessioni. Suppongo che più o meno in ogni gruppo ci siano momenti in cui non si è molto concentrati sul gioco, per cui si divaga con battute, chiacchiere e via dicendo. Delle “pause”, per poi re-immergersi nell’avventura. Però, da noi a volte avviene in maniera peculiare. Ci pensavo leggendo l’introduzione di Ale alla presentazione, su One Shot, di “Non andare nel bosco di inverno”: credo che per noi sarebbe impossibile un’avventura di quel tipo.
 Piena azione di gioco: normale frase della master, funzionale allo svolgimento della vicenda; giocatore 1 che collega inconsciamente ad alta voce ad aspetto di libro A, o di film B, o di situazione C; giocatore 2 che serissimo rimbalza ad altro contesto – assolutamente pertinente peraltro - e con giocatore 3 siamo già all’esegesi biblica, o al problema della traduzione in italiano di un certo testo, alle incoerenze storiche del romanzo x o alle dinamiche chimiche di un certo fenomeno. Il tutto in 5 secondi circa. Per poi tornare, un attimo dopo la conclusione della discussione, di nuovo immersi nell’azione di gioco, come se nulla fosse accaduto.
 Ora, come si riesca in 5 secondi a passare in maniera del tutto logica dal tentativo di disattivare una trappola nel mondo alternativo alla dissertazione filosofica sul concetto di “tempi biblici” nel mondo reale, a posteriori, mi risulta misterioso. Forse è dovuto al fatto che al tavolo siedono almeno tre alti potenziali (tradotto: sono perfettamente presente nel gioco, senza perdermi nulla, mentre intanto gioco/scrivo col telefonino, tengo d’occhio il pentolino dell’acqua calda sul fuoco, prendo appunti, cerco di capire come si pronunci quella parola in giapponese e perfeziono mentalmente tesina/lezione/relazione da presentare al lavoro il lunedì).
 Comunque sia, credetemi, è uno spasso! Una vera esperienza multi tasking: si aprono e si chiudono improbabili finestre in un istante, permettendoti di vedere le cose sotto diversi punti di vista, ma tutti in contemporanea.
 È una cosa che mi capita solo lì.

 Succede anche da voi?

martedì 4 marzo 2014

119 CONGEDARSI


 Non so per quanto tempo resto a rigirarmi la chiave tra le mani, senza riuscire a mettere in ordine la ridda di pensieri che mi si affolla in testa. L’espressione sul volto di Drev mentre esce dalla mia stanza mi impedisce di concentrarmi su altro. È Malik a riportarmi alla realtà, ricordandomi che la partenza è tra poche ore. Già, e probabilmente il mago non l’ha nemmeno capito che me ne vado adesso, che questa è stata l’ultima volta che ci siamo visti…
Tutto quello che serve ormai è pronto, troverò Ilven e gli altri da Loryn, devo solo staccarmi da qui, prendere congedo da tutto quello che è stato. Fosse facile… Ma non posso andarmene senza lasciare almeno qualche spiegazione, due parole coerenti per… per loro.
 Mi siedo alla scrivania e scrivo delle lettere a Drev, a Lorcan e Aud, a Vattick, e ai miei e Yerodin se non dovessi tornare. Poi scendo per consegnarle a Eliana. Non ci diciamo nulla, ci stringiamo forte e basta; non servono percezioni per capire cosa sta provando in questo momento. Mi accompagna da Rubiard, che mi saluta stringendomi le mani un po’ commosso. In fin dei conti, sapevamo che sarebbe arrivato questo momento, mi hanno fatto crescere ad Halarahh per questo, no? L’anziano si accarezza la barba: “No piccola, non era certo prevista una ricerca simile nel Sottosuolo. Non sei obbligata…” –“Lo so, non preoccuparti”. Il tempo di un ultimo abbraccio a Eliana, poi mi teletrasporta a Silverymoon, dove in pochi minuti raggiungo le stanze di Loryn. Ilven e Tival sono già lì, Valdimir arriverà poco prima dell’orario concordato. Loryn mi invita ad andare a riposare nel frattempo, si vede che non ho un gran bell’aspetto.
 Fatico comunque a prendere sonno. Malik, pensi che Drev mi odierà? –“Ma no… Di certo non sarà contento, però ti ha dato la chiave, e questo è un buon segno, no?” Speriamo… Ora però non c’è più tempo di pensare nemmeno a questo. Ora c’è un solo obiettivo, senza distrazioni, senza incertezze, senza cedimenti. Il mio micione alato mi si accoccola di fianco ronfando beato. Sono contenta di averti vicino anche questa volta, micio. In tutta risposta inizia a fare le fusa. Mentre scivolo nell’incoscienza, avverto un’increspatura leggera nei miei pensieri. -“Abbiamo una scorta decente di tonno e cibo commestibile?”
 Loryn viene a svegliarmi all’arrivo di Valdimir. Lo stregone è già bardato di tutto punto, mi saluta con la solita cordialità, allegro. Una ragazza lo tiene a braccetto, una mezza drow esile, dagli occhi inquieti. Finiamo di equipaggiarci tutti quanti, mentre lui parlotta gentile e tenero con la ragazza. Vorrei sbagliarmi, ma a me sembra che la mezza drow sia in dolce attesa… Ecco, ne ho lasciati a casa due per motivi simili, e il terzo ci si butta a capofitto! Mannaggia a lui!
 Loryn ci consegna le maschere, poi ci scorta al portale che ci porterà al nostro ingresso nel Sottosuolo. Ci stringe la mano, uno ad uno: “In bocca al lupo, spero di vedervi tornare presto. Che Selune vegli su di voi.” Ci scambiamo uno sguardo di intesa e indossiamo le maschere. È incredibile, diventiamo dei drow perfetti, nessuno sarebbe in grado di accorgersi che non è così. Almeno finché non apriamo bocca… Tival annuisce, e varca per primo il portale. Da qui in poi, il comando è suo: la nostra sopravvivenza dipende da lui, dalle sue capacità di guida e nel non farci scoprire.

Che Selune vegli su di noi.

lunedì 17 febbraio 2014

POI DI COLPO LA RUOTA...


... Si inceppa!

La master: fate un tiro salvezza!

Perdincibaccolina, la saggezza non è il punto forte di Kim.
Il dado sarebbe anche propizio, tipo un 15, ma il bonus di base è troppo basso per superare la prova. 

La master: tanto i tiri salvezza sono due, l'importante è che superiate il secondo.

(Ma perché perché perché perché l'ha detto!!! Perché le chiama!
Però so che è meglio tacere, e me ne sto zitta)

La master: dai, tanto il secondo tiro è sulla tempra!

(A ridaje!!!)
In effetti, questa volta il bonus è piuttosto alto. 
E infatti il tiro di dado è... 3!

Sarebbe bastato invertire i tiri. Sarebbe bastato...
Secondo voi com'è finita??? 

martedì 11 febbraio 2014

118c CORAGGIO


 Drev è esasperato: “Dimmi chi ti accompagna!”  –“Ma mi credi così idiota da mettermi in mano al primo che capita? Zelman si fida, ti basta?” –“No! Zelman si è già fatto fregare alla grande!” –“Non puoi continuare a ragionare così. Sono tutte persone che hanno anche delle ottime motivazioni personali per questa missione. Dammi la chiave, Drev!” –“No. Quindi è gente che ha anche dei secondi fini?” –“Non ho detto questo, hai capito benissimo!” Mi alzo, spazientita; lui continua: “Lo so che se hai deciso di andare lo farai comunque, riusciresti a rubarmi la chiave in qualche modo, anche se un gesto del genere farebbe precipitare la considerazione che ho nei tuoi confronti… Se hai già pianificato tutto, allora perché non mi hai ancora detto con chi scendi?” –“Perché più sai, più puoi interferire e boicottarmi!”
 Tace per qualche secondo, gli occhi chini sul tavolino; la sua voce si fa bassissima: “Se mi dici chi viene con te ti do la chiave”. –“Non ho problemi a dirtelo se mi prometti che non mi seguirai”. È combattuto, alla fine annuisce: “D’accordo, te lo prometto. Prima però mettiamoci al sicuro da orecchie indiscrete” Torniamo a Selunnara, nella mia stanza. Si siede di fronte a me, cercando di controllare la tensione. Gli spiego tutto, compreso che il gruppetto deve essere così ridotto perché non abbiamo le coperture magiche per altre persone, e che se loro restano qui le Tenebre non capiranno che stiamo già agendo. Si rende conto che il nuovo gruppo è fidato, anche se non gli fa piacere sapere che c’è Vladimir. Tira fuori la chiave dalla tasca e la appoggia davanti a me. Lo so quanto ti costa questo gesto. Poi mi bacia e se ne va, senza dire una parola. Vorrei fermarlo, stringermelo addosso, ma ha già gli occhi lucidi e capisco che non voglia “cedere” adesso. È arrabbiato, deluso… forse mi sentirei anch’io così al suo posto.
 Eppure sono convinta di avere fatto la scelta giusta. L’ho capito mentre li stavo ad ascoltare discutere di me come della fanciullina incapace di badare a se stessa, anche se so che hanno detto alcune di quelle parole per lo stesso motivo per cui io ho deliberatamente offeso Lorcan; soprattutto, questa è l’occasione per riprendere in mano la mia vita. Non più ostaggio di qualcuno o di qualcosa, della paura, o di un obiettivo, per quanto nobile esso sia… Questo compito è toccato a me e lo porterò fino in fondo, ma è ora che sia io a dettare le regole. E forse anche loro si accorgeranno che la loro vita non si esaurisce nel farmi da scudo e potranno di nuovo riassaporarla fino in fondo, con tutto quello che può offrire. So che Drev starà male, ma se tornerò vedrà che il mondo non mi crolla addosso appena lui distoglie gli occhi, che non è l’unico al mondo in grado di proteggermi e che non devo sempre e per forza essere salvata, perché posso farlo da me. Il peso della responsabilità che si sente sulle spalle diventerebbe molto più leggero, non avrebbe più così tanta paura, nemmeno di amarmi…  
 E se la mia vita dovesse finire nel Sottosuolo, almeno non potrà ritenersi colpevole della mia morte.

 Lo ammiro per come si è comportato questa sera, per avere avuto il coraggio di lasciarmi andare. E lo ringrazio per avermi sollevato dal senso di colpa di dovergli mentire.