domenica 11 settembre 2011

77a LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA

 
 Ci congediamo da Zelman e ancora non riesco a credere che il capo sia un drago, e forse nemmeno adulto! Neanche gli altri hanno ancora assorbito il colpo, anzi: Lorcan chiede cos’è esattamente un “drago del canto”. Gli spieghiamo che si tratta di una razza particolare in grado di calmare i movimenti tellurici con il proprio canto. È piuttosto rara e poco conosciuta, mi domando come abbiano fatto gli shariti a scoprirlo. Arrivare a colpire Zelman in casa sua…
  Lorcan torna dalla moglie, noi restiamo alla torre in caso venissimo riconvocati e per sistemare le informazioni dateci da Talassar. Poi vorremmo andare a Selunnara… ma la maledizione… –“Drev, che dici, chiediamo se c’è un volontario pronto a immolarsi per la causa? Che so, magari a Rubiard non importa rischiare qualche anno della sua vita, loro sono longevi…”  –“Ti assicuro che ti troveresti la fila di volontari, con il numerino in mano! Dai Jamila…” Ma io non voglio che lui si ritrovi ancora più vecchio!  –“Jay, ci penseremo quando sarà il momento.”
  Torniamo dal capo per consegnare la nostra relazione, veniamo informati che tutto è di nuovo sotto controllo e che si stanno prendendo contatti con la Speleosa a Fine della Terra per farci ospitare in una locanda e permetterci di addestrarci a muoversi nel Sottosuolo. Visto che comunque ci vorrà qualche giorno per organizzare il tutto, è Zelman stesso a suggerirci di andare a Selunnara, dove saremo al sicuro.
  Beh, non si possono ignorare gli ordini dei superiori…
Compariamo nella solita piazza, non c’è molta gente e ormai le nostre apparizioni non destano più tanto clamore. Mentre ci incamminiamo verso casa di Eliana e l’alloggio di Drev gli prendo una mano: “Senti, magari qualcuno degli Anziani sa come potr…” Mi bacia senza nemmeno lasciarmi finire la frase. Drev! Non succede nulla, per fortuna sta bene. Ho rischiato l’infarto! –“Ma sei pazzo? E se l’eff…” Le mie parole sono interrotte di nuovo dalle sue labbra, la sua mano risale il mio collo. Un bacio lungo, liberatorio, per sentirci ancora vicini. Un ragazzo applaude divertito: “Amico, hai tutta la mia ammirazione!” Drev sta al gioco: “Mica solo la tua…”
  Quelli trascorsi a Selunnara sono giorni sereni, rigeneranti. Resto parecchio tempo con la mia seconda famiglia, ormai l’imbarazzo tra noi si è quasi sciolto. Drev studia sfruttando la biblioteca netherese ma senza esagerare; si riposa, parla spesso con Rubiard per soddisfare le sue curiosità sul nostro mondo. Vedo spesso anche Aud, sta bene e il suo viso è radioso. Solo negli ultimi giorni si lamenta un po’ dell’atteggiamento di Lorcan: lo vede più svogliato, più pigro… Mi dice che è ora di trovargli qualcosa da fare! Perché, non ti ha detto cosa ci aspetta?
  Spiace fin dover tornare ad Halarahh, anche se in realtà abbiamo organizzato per partecipare tutti quanti al pic-nic per la festa di Prato Fiorito. Non ci aspettiamo certo la brutta sorpresa che ci attende: pare che ieri notte ci sia stata una tempesta di fulmini e di meteore che ha investito la città. Per fortuna le divinazioni hanno consentito ai maghi di evitare guai seri, ma ci sono stati parecchi danni. Mi precipito a casa mia, che è stata colpita di striscio. C’è mia madre, spaventata, che è rientrata da Landis, ma mi rassicura e dice che la casa si può sistemare senza grosse spese. Ora capisco il nome dato a questo anno, dato che tempeste simili si sono già verificate anche al nord.

mercoledì 7 settembre 2011

76c L'IDENTITA' DI ZELMAN

  
Dietro la porta troviamo il vero Zelman, in forma umana. Meno male! È svenuto e legato, praticamente in biancheria intima. Il suo corpo è coperto da tatuaggi magici, qualcuno chiaramente attivo, e si vedono anche i segni delle torture subite. Lo liberiamo e cerchiamo di rimetterlo in piedi con pozioni e cure varie, finché si riprende. Ci rivolge un sorriso stanco: “Ragazzi, non sapete quanto mi fa piacere rivedervi!” È reciproco, credimi! Quando si accorge dell’artiglio nella mano di Drev, il suo sguardo si colma di tristezza. Lo prende con delicatezza. “Ne hanno ucciso un altro, siamo già così pochi…”. –“Quindi, davvero lei è un drago?” Lui annuisce. Che drago… Un’illuminazione improvvisa: “Un drago del canto!” Il capo mi osserva meravigliato: “Brava, hai indovinato. Mia madre era perseguitata e temendo per la mia incolumità mi ha affidato ad Halruaa. In cambio, ha promesso che avrei protetto la capitale fino a quando non sarei diventato adulto. E così sto facendo”. Gli consegniamo anche l’anello, ma ora ci deve spiegare come diavolo è riuscito Thebaldol a introdursi a palazzo e coglierlo di sorpresa! Lui si fa cupo, dice che è entrato attraverso il passaggio segreto che porta direttamente nelle stanza private del sovrano.
  Non vorrà per caso dire che il re è implicato con gli shariti… Di fronte alle nostre espressioni allarmate lui subito si affretta a smentire: il re non ha certo offerto la sua collaborazione volontariamente, probabilmente si tratta di un intervento di ipnosi o simile impostogli a sua insaputa, forse durante una resurrezione… Sta già diventando troppo complicato per i miei gusti. Insomma, l’importante è che il sovrano non sia corrotto dalla dea oscura, al resto troveremo rimedio. Ormai Thebaldol è morto, forse avrebbero voluto interrogarlo… -“Non preoccupatevi, gli shariti trovano sempre il modo di suicidarsi prima di rivelare qualcosa.” Lo aiutiamo a riprendere possesso del suo “regno”, poi quando mi sembra che stia bene e che sia abbastanza calmo, gli dico che abbiamo involontariamente passato al nemico informazioni piuttosto dettagliate sull’unica cosa che non avremmo dovuto rivelare, cioè la chiave del portale verso la Tomba. Lui resta qualche momento con lo sguardo perso nel vuoto, il volto inespressivo e una mano nei capelli scompigliati; alla fine torna a posare gli occhi su di noi: “Beh, poteva andare peggio. Siamo tutti vivi e li abbiamo ricacciati fuori da palazzo prima che potessero fare ulteriori danni. Certo dovremo stringere i tempi per scendere nel Sottosuolo, ma qualcosa ci inventeremo, vedrete. Vi ringrazio per la vostra prontezza, ora andate pure, abbiamo tutti bisogno di riposo”.

domenica 4 settembre 2011

76b CHI E' Mr. Z?

  Ritorno sui miei passi per raggiungere il bardo, che è incalzato dal golem. Gioisce nell’apprendere che Thebaldol è morto, poi mi chiede di provare a disperdere la magia di una trappola che protegge un passaggio nascosto sull’angolo del muro.
  –“Sì, ma Lorcan, io non vedo un bel niente! Né la porta né tanto meno la trappola…” Insiste, lo accontento ma il mio incantesimo fallisce. Provo a indossare l’anello: le mie sembianze diventano quelle di Zelman. Ordino al golem di ritirarsi, ma quello ignora le mie parole e continua a inseguire Lorcan, che con un’acrobazia è riuscito ad uscire dalla stanza e ora è di fianco a me. –“Da come è protetta, direi che quella porta nasconde qualcosa di importante! Dobbiamo aprirla!” E come? Il golem ci impedisce l’accesso, ora sembra più “arrabbiato”, più deciso a farci male, e una volta sulla soglia… ci soffia addosso! Aiuto! Inevitabilmente respiriamo quello strano gas… io indietreggio fino al muro per evitare di cadere, è come se mi avessero prosciugato le forze, come se il mio fisico si fosse improvvisamente debilitato; Lorcan tossisce con un ginocchio a terra, affannato. Ci allontaniamo dal golem, che resta a presidiare al stanza, e chiamiamo Drev. Mi tolgo l’anello, che a quanto pare è inutile. Il mago arriva tenendo in mano un artiglio dalla forma strana, che ogni tanto sembra muoversi da solo: dice di averlo trovato addosso a Thebaldol e che da quanto ha capito chi lo indossa viene percepito come un drago. Un drago?! Ma a che serviva allo sharita? Lorcan gli dice di provare ad usarlo sulla porta segreta della stanza in cui ci siamo rifugiati ed effettivamente funziona: entriamo in un’altra stanza dalla forma strana in cui confluiscono alcuni strani “tubi”. Da qui è possibile ascoltare ogni conversazione che si tiene all’interno del castello. Ecco un ottimo sistema per raccogliere informazioni che permette al capo di essere sempre aggiornato! Di nuovo ho un momento di crisi, barcollo, mi sento esausta. Appena mi riprendo, cerchiamo di rimettere in ordine le idee. Lorcan insiste che dobbiamo riuscire ad entrare nella porta segreta difesa dal golem e dalla trappola magica. Drev ha un’idea: “Datemi l’anello, forse va indossato insieme all’artiglio, per questo non ha funzionato prima”. Beh, ma questo vorrebbe dire che mr. Zelman è... insomma… no, è impossibile.
  Il mago si dirige verso il golem e gli ordina di lasciarlo passare. E quello… ubbidisce! Ma… Ma… Zelman è un drago? UN DRAGO? Siamo tutti e tre piuttosto scioccati. Drev-Zelman fissa l’artiglio dubbioso: “E poi, che tipo di drago? Guarda qui, non appartiene certo un drago colorato, né a uno metallico”. Un drago d’ombra? Il capo? No, assurdo. Vediamo, i draghi mi piacevano, li avevo studiati per bene… Ora la porta segreta è accessibile, ma Lorcan dichiara di non volersi cimentare con quella trappola: “È una delle peggiori! Ti rincretinisce a tal punto che non riesci più a fare le cose come prima! Possibile che non ci sia il modo di neutralizzarla magicamente?” Drev scuote la testa, io potrei provare con un altro disperdere il magico. Magari ora con più tranquillità… Ok: concentrata, rilassata, vai. L’aura magica della trappola svanisce. Eh? Non ci credo! –“L’ho neutralizzata…” Davvero, ci sono riuscita! Lorcan mi sta scrollando per le spalle in preda all’entusiasmo: “E brava la nostra Jamila!”


mercoledì 31 agosto 2011

76a RESA DEI CONTI

 
–“Vieni Jamila, torniamo dove è scomparso Thebaldol e vediamo se possiamo sfondare una parte del pavimento per seguirlo. Dubito che ormai riusciremo a prenderlo ma almeno vedremo da dove è passato…” Mi curo anch’io, mi proteggo con delle immagini speculari per superare il golem con meno rischi e poi corro verso lo studio di Zelman, precedendo il mago. Ma all’ultima svolta finisco prigioniera di alcuni tentacoli neri. Chi accidenti… Thebaldol è di fronte a me, con un ghigno da pazzo: “Adesso la facciamo finita una volta per tutte.” Urlo per avvisare Drev e tento di liberarmi dalla morsa dell’incantesimo. Ma perché è tornato indietro?! è riuscito a passare le informazioni, altrimenti non sarebbe ancora qui; se ne poteva andare sano e salvo, libero... Mi scaglia addosso una tempesta di ghiaccio che per fortuna risulta deboluccia. Vuole uccidermi, è tornato per questo. Non è una mossa molto intelligente, o forse sperava nel golem… I dardi di Drev si infrangono sul suo scudo. Insulto lo sharita con epiteti che non avrei mai pensato di pronunciare mentre provo inutilmente a svicolarmi dai tentacoli; sono avvinghiata stretta e ogni movimento mi provoca danni e ferite. –“Jamila, tentiamo con una metamorfosi!” Lascio passare l’incantesimo di Drev, sento il mio corpo crescere, i miei muscoli gonfiarsi ma ancora non riesco a liberarmi; le forze cominciano a mancarmi, respiro male e fatico a muovere il braccio e la gamba destri. Le immagini speculari restanti mi salvano da un paio di incantesimi di Thebaldol, poi lui e Drev hanno uno scambio di cortesie che non ferisce seriamente nessuno dei due. Strattona, divincola, tira, alla fine riesco ad eludere la presa di tentacoli e a lanciare una cecità sullo sharita buttandomi fuori dalla zona infestata dall’incantesimo. Cado a terra sentendo il mio aspetto tornare alla normalità, il panico si impadronisce del volto di Thebaldol quando il nero cala sui suoi occhi. E adesso vediamo come te la cavi! Ti farò sputare tutto quello che hai fatto, bastardo! Lui prova a difendersi con un incantesimo alla cieca scagliandosi verso di me, ma resisto all’effetto magico. Drev è bloccato dietro ai tentacoli, io tengo a distanza il mio avversario con i 'dardi dell’unicorno', poi vedendo che ormai è a corto di risorse vado brutalmente di pugni. Non voglio ucciderlo, lo devono interrogare, devono scoprire tutto quello che sa… Lui cerca di afferrarmi, forse per tentare un altro incantesimo, ma l’unico incantesimo che parte è quello di Drev, che lo uccide.
  Cavolo! … ... Comunque non avrebbe parlato, si sarebbe ucciso prima. Recupero l’anello che dovrebbe controllare il golem mentre Drev aspetta che si esaurisca l’effetto dei tentacoli neri. Poi mi raggiunge: “’Sto str***o. Tanto non avrebbe parlato. Anzi, ora mi accerterò che sia morto morto e vedo cosa ha addosso di interessante, tu intanto curati e aiuta Lorcan”. –“Ma perché è tornato indietro? Ormai era salvo, aveva ottenuto ciò che voleva…”  –“Non lo so… Del resto se si chiama tocco d’idiozia un motivo ci sarà…”

sabato 27 agosto 2011

75b COME SABBIA TRA LE MANI

  Una rabbia profonda, viscerale, spazza via la paura e il dolore fisico provocato dal “dito della morte” che mi fa ricadere sulla sedia. Zelman l’aveva detto che non si sentiva sicuro! Ma come hanno potuto introdursi qui? Che ne hanno fatto del capo? Lorcan sta già piombando addosso allo sharita scavalcando la scrivania e dando voce ai peggiori insulti. Il golem fa irruzione nella stanza ma lo ignoriamo, per nostra fortuna è lento e facendo attenzione dovremmo poterlo evitare. Ci concentriamo su Thebaldol, che nonostante le sue difese incassa colpi pesantemente, più di noi. Fammi vedere come li lanci i tuoi incantesimi più potenti, sotto l’effetto del tocco d’idiozia! Ma non se ne va, pur essendo in difficoltà e avendo estorto le informazioni che voleva non si teletrasporta via. L’arma segreta! Zelman deve essere riuscito ad attivarla prima di soccombere. Per questo non percepivo niente, divinazioni interdette. Bene, questo è a nostro vantaggio: non puoi avere già rivelato ciò che hai scoperto e non ti lasceremo uscire di qui, maledetto! Quando ormai penso che possiamo farcela, Thebaldol assume forma gassosa e riesce a percolare via da una fessura del pavimento. Il grido di frustrazione di Drev si spegne sui miei colpi di stocco nel tentativo inutile di rimuovere una lastra vicina alla via di fuga del nostro nemico. No, bastardo! Non puoi farla franca! –“Attenta!” Il pugno del golem cade troppo vicino. Mi servo della scrivania come punto d’appoggio per svicolare dallo scontro con una capriola acrobatica. –“Drevlin, come lo prendiamo quel verme! Non possiamo permettergli di passare le informazioni!” Lui si sta curando: “Non ho memorizzato nulla che ci consenta di passare da quella fessura e non possiamo nemmeno individuarlo!” Lorcan ha già raggiunto l’uscita dello studio: “Usiamo le scale. Muovetevi!” Cerchiamo un’uscita al piano di sotto infilandoci per corridoi che non abbiamo mai percorso nelle nostre visite precedenti, inseguiti a distanza dal golem, che però non sembra voler colpire per ucciderci. Io non mi do pace: “Gli abbiamo detto l’unica cosa che ci avrebbe concesso del vantaggio! Era meno grave se gli avessimo rivelato la strada da percorrere, loro si muovono agilmente nel Sottosuolo e non faticheranno più di tanto a trovarla. La chiave del portale invece… Per quella avrebbero dovuto sudare!” Il mago è nero: “Credi che non lo sappia?”
  –“Ragazzi, non serve a niente crucciarsi! Come potevamo immaginare? Ci è già andata bene che Drev si sia accorto che quello non era Zelman. Adesso preoccupiamoci di trovare queste c***o di scale!” Che in realtà non ci sono, da nessuna parte, perché quelle che usiamo noi di solito non hanno altri accessi. Dannazione, come scendiamo! Lorcan inizia a tastare uno dei muri della stanza dove ci troviamo: se non ci sono scale, ci saranno dei passaggi segreti o delle porte nascoste. Ma come caspita le cerchiamo con un golem che ci dà la caccia? E poi ci vorrà un sacco di tempo, quello str***o di Thebaldol nel frattempo avrà già abbandonato il palazzo e starà veleggiando trionfante verso Shade. Gli abbiamo spiattellato tutto… Non devo pensarci!
  –“Voi occupatevi di distrarre il golem, io cerco una via di uscita” Di fronte alla mia espressione rassegnata, il bardo si risente: “Che vuoi fare d’altro? Almeno vediamo di trovare il capo, di avvisare qualcuno!” Sempre che non diano la colpa a noi… O me**a! Dobbiamo assolutamente ritrovare Zelman altrimenti saremo i capri espiatori della situazione! Ma come è possibile, come sono riusciti a infiltrarsi qui, chi può averli aiutati!

mercoledì 24 agosto 2011

75a IMPOSTORE

  Ci vogliono due giorni prima che arrivi la convocazione di Zelman, durante i quali il nostro umore si solleva un po’ alla speranza che su Selunnara la maledizione non sia efficace. In teoria, se non funzionava a Mezro… Certo non è che uno “prova” a cuor leggero per ritrovarsi magari Drev con un’altra decina d’anni addosso… Sono sconsolata e depressa.
  Lorcan ci attende all’ingresso del palazzo, tutto allegro: “Ehilà ragazzi! Cavolo Jamila, sei sempre più bella! Tu mago invece sei sciupatello… Ma che combini?” Drev gli fa cenno con la mano di proseguire: “Muoviti, poi ti spiego”. Saliamo da soli, senza che il jordain ci accompagni: il capo ci attende nel solito studio, ci fa accomodare e ci chiede com’è andata, se abbiamo trovato quello che cercavamo. Con grande disappunto di Malik, il leopardo oggi non c’è. Gli riassumiamo brevemente il viaggio, facendogli presente che siamo incappati in un piccolo incidente con Shar. Lui dice di sapere del nostro “problema”, ieri ha parlato con l’alta chierica che lo ha messo al corrente. Lorcan trasecola: “Quale problema?” Di fronte alla spiegazione reagisce come di consueto con pacatezza e autocontrollo, ridendo come un pazzo piegato in due. Va be’, hai finito? Fosse capitato a te non credo lo troveresti così divertente!
  Aspettiamo pazientemente che riprenda un minimo di contegno, nell’attesa mi pare che manchi qualcosa… Uh! Il maliardo! Ci saluta sempre per primo, chissà dov’è.
  Quando possiamo continuare, Drev spiega che la novità più importante è che per accedere alla Tomba bisogna utilizzare un portale che necessita di una chiave. Si tratta di un pugnale che dev’essere costruito con materiali, misure e caratteristiche ben precise. Il capo è molto interessato, si fa spiegare la cosa nei dettagli; il mago gli racconta quel che vuole sapere, assicurandogli che farà poi avere tutto scritto e ben ordinato, mappa compresa. Mentre Zelman si complimenta, Lorcan gli chiede di quel bell’anellino vistoso che sfoggia al dito. Anellino… viste le dimensioni… Lui sogghigna: “Bello eh? Non sai quanto mi è utile!” Sto ancora fissando la filigrana d’argento quando Drev chiede al capo dove sia il suo famiglio. Ha una strana foggia…
  La paura esplode improvvisa sotto pelle quando sento il mago recitare la formula della telecinesi.
  Blocca Zelman sulla sedia urlando a Lorcan di ucciderlo, io balzo in piedi sulla difensiva. –“Che succede…” –“Ti pare normale che debba pensarci su per sapere dov’è il suo famiglio?” Lorcan, armi in pugno, è perplesso quanto me, il capo è impallidito: “Ma siete impazziti?” Gli tocco un braccio cercando di leggerne le emozioni, ma è clamorosamente muto. Com’è possibile? Drev insiste nel dire che quello che abbiamo di fronte non è Zelman, per sicurezza gli scarico addosso un 'tocco d’idiozia'. Lui mi fulmina con uno sguardo colmo d’ira: “Adesso state esagerando! Ragazzi, vedete di smetterla subito, capisco che la tensione possa giocarvi brutti scherzi ma se non mi liberate immediatamente sarò costretto a far intervenire il golem!” Puoi capire, con quello che c’è in ballo, che nel dubbio prendiamo le nostre precauzioni... Io sono titubante, anche Lorcan.
  –“Drevlin, sei sicuro?”. Non è più tanto certo, ci scambiamo un’occhiata dubbiosa. Il capo ci intima perentoriamente di lasciarlo, il mago allenta la presa dell’incantesimo. Zelman si alza e si ricompone: “Ecco, bravi”, ma attiva un anello e subito dopo si gira verso di me lanciandomi un incantesimo. O Ca**o! Drevlin ha riconosciuto la formula, urla il mio nome allarmato sui tonfi sordi dei passi del golem. Dal dito proteso dell’uomo si creano delle fanciulle oscure che mi avvolgono e spariscono.
 THEBALDOL!


domenica 21 agosto 2011

74b MALEDETTA DA SHAR

  Il giorno dopo torniamo ad Halarahh con un teletrasporto. Dalla piazza ci rechiamo subito al palazzo di Zelman, ma non c’è il solito jordain ad attenderci e della porta d’ingresso neanche l’ombra. O caspita, ero convintissima che il capo ci avrebbe ricevuti immediatamente, invece si nega! Si vede che è impegnato in questioni “di stato”. Lorcan si scoccia: “Uno si fa un mazzo così e lui neanche ci dà la precedenza… Va be’, visto che non dobbiamo fare rapporto, me ne vado da mia moglie. Avvisatemi quando saremo convocati.”
  Io e Drev andiamo alla torre, i miei sono a Landis e probabilmente Yerodin sarà fuori fino a sera. Il mago si occupa del suo giardino, nutre le piante uscendone incolume, facciamo conversazione con la lucertolina che abita nella serra, aggiorniamo il libro sull’Hulu-Talong e sistemiamo un po’ la casa. Zelman non si fa sentire, dobbiamo trovare un modo per ingannare il tempo… il mago si avvicina con uno sguardo tentatore e il sorriso birichino… Quando lo bacio il suo fastidio e il suo dolore mi investono con una violenza tale che lo spingo via. Lo guardo attonita, lui ha gli occhi sbarrati, gli manca il fiato, barcolla portandosi una mano al petto. Drev, che succede! Cerco di aiutarlo, lui continua a fissarmi incredulo… è diverso… è… è… invecchiato! Di nuovo quella stilettata gelida nella mia mente… Che tu sia maledetta! e la risatina sarcastica di Shar. Poverina, non mi avevi presa sul serio? Divertiti ora… No, non è possibile! Ma…
  –“Jamila, cosa…”  –“È una maledizione di Shar, la vendetta per l’uccisione dell’Hulu-Talong, e per tutto il resto…” Mi copro il volto con le mani. Non ci credo. Mi ritraggo dal suo contatto, ho paura di fargli ancora del male. Lui cerca di rassicurarmi: “Non esageriamo, siamo venuti fin qui a braccetto e oggi avremo avuto almeno 200 contatti fisici innocenti e senza conseguenze”. Ha ragione… Anzi, non capisco: a Mezro non è successo niente, e non ci siamo limitati a un bacio… Già, ma Mezro è preclusa all’influenza di Shar. Mi lascio cadere sulla sedia, sconsolata. E se avessi baciato mia madre, o il piccolo Edein! Non oso pensarci! Gli accarezzo una guancia: “Credi che l’alta sacerdotessa di Mystra potrà restituirti la tua età?” –“Non lo so, dobbiamo provare. Magari può contrastare la maledizione, anche se…” Anche se è ben difficile opporsi all’operato diretto di una divinità. Sono fregata. È Drev a interrompere i lunghi minuti di silenzio che seguono: “Beh, come trentenne non sono affascinante?” –“Sì, lo sei, pure troppo! Levati prima che mi venga la tentazione di baciarti di nuovo…”

  Purtroppo al tempio confermano i nostri timori. Non possono nulla né contro la maledizione né contro l’invecchiamento del mago. Fantastico. E adesso? Qualche anno della sua vita andato irrimediabilmente in fumo e un avvenire fatto di sguardi languidi e docce fredde… Mi sembra tutto così assurdo!
...
 Invece nell’ottica di Shar è estremamente coerente: precludere la possibilità di amare fino in fondo… Ci sta provando in tutti i modi, vorrei tanto non ci riuscisse.
  Come si può pensare al futuro…
 Rientriamo mogi alla torre, senza parlare. Forse è il caso che me ne torni a casa mia, almeno evitiamo tentazioni. Drev non è d’accordo: “Così rischia la tua famiglia, oppure preferisci spiegare loro nei dettagli perché li tieni a distanza? Dammi retta, la cosa migliore è che tu resti qui”. Sì, mi sa che hai ragione.
  -“Drev, pensi che dovremmo aggiungere anche il “rischio maledizione personalizzata” alle annotazioni sull’Hulu-Talong?