sabato 17 agosto 2013

114 PREPARATIVI SEGRETI


 Quando Drev se ne va da Lorcan, ordino a Eliana di non permettere a nessuno di disturbarmi e mi ritiro nella mia stanza a consultare la mappa che mi ha dato Zelman. C’è anche una pergamena con degli appunti e un involto contenente un piccolo flauto. Si distinguono benissimo una città Drow, che dovremmo solo sfiorare, e una miniera nanica, che è quella da attraversare per giungere poi alla Tomba, come già avevamo dedotto dalla cartina approssimativa di Talassar. La scorciatoia segnata passa attraverso delle grotte alla fine delle quali c’è un portale, che permette di uscire dopo le miniere, evitando di percorrerle tutte. Vi si accede dal Lago delle Ombre, dalla sponda opposta rispetto a dove arriveremmo noi. Il portale sembra essere sicuro, anche perché ben pochi conoscono come funziona: per aprirlo è necessario suonare tre precise note in successione col flautino. Questa scorciatoia ci permetterà davvero di guadagnare diversi giorni, e soprattutto di evitare parecchi pericoli. Certo non è detto che la mappa sia fedelissima, potrebbero esserci delle sorprese, ma è un buon inizio.
 Il mago non torna per qualche giorno, così posso scendere indisturbata a Silverymoon un paio di volte per accordarmi con Loryn. Già al primo incontro, mi dice che hanno trovato l’incantatore per accompagnarmi. Si è offerto, e ha forti motivazioni personali per intraprendere questa missione, che però mi spiegherà lui di persona quando ci incontreremo. È Vladimir. Vladimir? Non l’avrei mai detto, ma non mi dispiace che sia lui. Un tessitore del fato fa sempre comodo. Stanno vagliando tra i loro migliori incursori nel Sottosuolo per trovare la nostra guida, sono ancora indecisi tra due o tre nomi, ma presto avremo il nostro uomo. L’anonimato ci verrà garantito da alcune maschere simili a quella utilizzata da Lorcan a Shade, ma ne abbiamo disponibili solo quattro per la data prevista per la partenza.
 Le confido anche l’ultimo dubbio: “Mi fa schifo pensare di strappare Lee a Lara e al piccolo Edein, proprio adesso… È che al momento mi serve una copertura con gli altri, e poi se sparisse da qui un importante chierico di Selune, credo che il fatto non passerebbe inosservato”. Lei mi guarda in silenzio, giochicchiando con uno stilo. Sospiro: “Ci verrà in mente qualcosa.” Per intanto buttiamo giù una prima lista di oggetti, protezioni e pergamene che potrebbero servirci.
 Riesco anche a vedere Lee per aggiornarlo a grandi linee sulle novità. Mi dice che è riuscito a contattare Ilven per fargli celebrare la cerimonia e che ha accettato volentieri. Lara è tutta eccitata per il matrimonio ormai imminente e i preparativi sono quasi completati. Ovviamente non sa ancora che partiresti per il Sottosuolo dopo poco tempo… Conferma. Perché rovinarle questi giorni? Sono un mostro!
 Alla fine rispunta Drev, apparentemente calmo, anche se tende un po’ al depresso. Allora? L’ha trovato? Tutto a posto? Sì, l’ha trovato in una grotta a nord, in compagnia del suo orso segugio. È rimasto con lui qualche giorno, lo ha lasciato commiserarsi fino a che è tornato più o meno in sé, saputo che la moglie era preoccupata per lui. Ora è concentrato sulla possibilità di essere riaccolto a casa… -“Ho già parlato con Aud e le ho consegnato un’altra lettera. Vedrai che tra poco se lo ripiglia.” –“Sì, penso anch’io. Chi glielo fa fare, poi.” Non so se me la stai raccontando tutta giusta… E tu che hai fatto? Sei rimasto impassibile a sorbirti le sue lamentele?
 È nel successivo colloquio con Loryn che mi viene in mente come lasciare a casa anche Lee: la soluzione è Ilven, che si presenterà qui il giorno prima del matrimonio e così potrò parlare con lui. Che sia fidato è al di là di ogni dubbio; se dovesse accettare, basterà anticipare la partenza e il gioco è fatto. Se tutto l’equipaggiamento fosse pronto, potremmo partire la notte dopo il matrimonio. Hanno individuato anche il ranger che ci farà da guida, e recuperare tutto per la data del matrimonio non dovrebbe essere un problema. Prima di partire voglio comunque parlare con i miei nuovi compagni di viaggio, ma Loryn mi ha anticipata, ha già fissato un incontro tra pochi giorni. Puntualizza inoltre che si è assicurata che la guida fosse convinta di partecipare a questa missione prima di trovarsi faccia a faccia con me. Brava.
 Il giorno fatidico si avvicina rapidamente, e io comincio a sentire l’ansia. L’ansia di dover lasciare le persone a cui tengo, forse per sempre. Sono sollevata dal fatto che la partenza in segreto mi risparmierà i commiati di persona, l’unica che non mi sento di tenere all’oscuro è Eliana: le dirò tutto poco prima di andarmene e le lascerò le lettere da consegnare agli altri, di modo che, trascorso il tempo necessario perché non mi seguano, sappiano cosa sta succedendo e perché.

 Non mi piace agire alle spalle di Drev, è che non accetterebbe la mia decisione; non è disposto nemmeno a sentire le mie ragioni. Forse mi odierà per questo. 
 Ma potrei non scoprirlo mai…

martedì 13 agosto 2013

113c PREOCCUPAZIONE


 Aud ci apre la porta, un po’ agitata. Ci saluta, vorrei sapere come sta, ma prima ancora che possiamo sederci chiede allarmata cos’è successo. Io e Drev ci guardiamo senza capire. A che si riferisce? –“Nel vostro ultimo incarico, che è successo ancora! Cos’ha combinato Lorcan?” Oh, quello. Come caspita fai a sapere già tutto? Drev riassume per sommi capi l’episodio della taverna, il fatto che suo marito si sia ubriacato, le conseguenze di tale atto e la  sua successiva sparizione. Aud resta spiazzata: “Tutto qui?” Tutto qui? Di nuovo ubriaco! Per colpa sua a momenti questo piglia a palle di fuoco Elminster e tu commenti “Tutto qui”? Per la miseria, Lorcan dev’essere contagioso! Io non spiccico parola, per rappresaglia. Drev perplesso, e scocciato, cerca di raccapezzarsi: “In che senso? Mi spieghi cosa ti aspettavi fosse accaduto?” Aud dice di aver ricevuto una lettera tragica da Lorcan, che avrebbe deciso di isolarsi per sempre in eremitaggio perché ancora una volta era ritenuto colpevole di tutte le sventure e bla bla bla. Pensava che avesse combinato qualcosa di grave. Siamo alla fase del pessimismo e dell’autocommiserazione. Poi tu lo perdonerai, lui starà buonino buonino per un po’ e poi ricomincerà tutto da capo.  Drev la guarda scoraggiato, si gratta una tempia mentre Aud si dice preoccupata che Lorcan possa commettere una sciocchezza. Seee, figurati. Il mago la prende con grande calma e distacco: “Ci penso io, stai tranquilla. Vado a controllare che combina e a parlarci. Dammi un suo oggetto personale, così sarà più facile” Ma ti pare che si sia schermato? Come farebbe poi la moglie a ritrovarlo per riprenderselo? Ce ne andiamo, lasciando Aud più sollevata. –“Te la senti? Vuoi che ti accompagni?” –“No, Jamila, è meglio che ci vada da solo.” Mi guarda di sbieco:“Non lo uccido, promesso”. Mi viene da ridere:“Ti credo. Quando pensi di muoverti?” –“Domani, se riesco a localizzarlo. Non so quanto impiegherò.” –“Va bene, io nel frattempo andrò a Silverymoon, a parlare con Loryn”.
Torno da Eliana, il mago si dirige verso la biblioteca. Nei prossimi giorni ho campo libero per andare e venire da Silverymoon, e intanto anche questa volta non siamo riusciti a chiarirci.


sabato 10 agosto 2013

113b AUTOCOMMISERAZIONE...


(La lettera di Lorcan è scritta, ovviamente, da Bardoscuro)


Usciamo tutti e due, in effetti il bimbo sembra aspettarci. –“Ciao Lintel. Come mai sei venuto fino a qui? Tutto bene? ” –“Ciao. Sì, insomma… La mamma è arrabbia col papà e per niente se la piglia con me, così io gioco fuori casa più che posso.” E per forza, povero… “Però adesso si è molto preoccupata, non ho capito bene perché, e vorrebbe parlare con voi due. Sono venuto a vedere se c’eravate, però mi aveva detto di non disturbare, e io ho aspettato. Non volevo disubbidire.” –“Sei stato bravissimo. Vieni, accompagnaci dalla mamma.”

Cara Aud,
quando leggerai questa lettera sarò già partito, rinunciando per sempre a questa vita di ventura e alla speranza di ricevere il tuo perdono. Ho deciso di ritirarmi in solitudine dove non ci saranno altri che il mio buon orsosegugio e non potrò più far del male a nessuno.
Ho cercato di spiegarti quanto sia dispiaciuto per ciò che è accaduto, quanto mi senta responsabile pur essendo stato raggirato, pur incosciente del dramma che stava avendo luogo… Ma mi rendo conto che da Fine della Terra nessuno più riesce, o vuole, credere in me, nella mia buona fede. Sono il colpevole, ormai. Lorcan il ladro, l’assassino, colui che ha venduto i propri amici e una città intera, e come ribellarsi? Sono un tiefling, no? Una creatura demoniaca, malvagio per natura, è nel mio sangue. E d’altronde, se nemmeno mia moglie ha più fiducia in me, perché dovrebbero averne i miei compagni o Zelman? Ne ho appena avuto ulteriore conferma, incolpato di nuovo per l’ennesimo disguido sul nostro cammino… Non ho intenzione di aspettare che anche a Silverymoon si rendano conto di che tipo di persona io sia veramente e me lo sbattano in faccia, accusandomi di chissà quale nefandezza… No, meglio togliermi dalla circolazione una volta per tutte, stare da solo dove non potrò fare altri danni.
Immagino che tu mi veda come un essere orribile ormai, un codardo che non vuole assumersi le proprie responsabilità. Che dovrei fare, secondo te? Come potrei pagare il prezzo delle vite innocenti che sono state falciate per colpa mia, come, se non dando la mia vita? Cosa ti aspetti che faccia, più di quanto ho già dimostrato, per avere il tuo perdono? La verità è che nessuna azione potrà mai controbilanciare ciò che è stato.
Spero che non sarà così che parlerai di me al figlio che porti in grembo, che Lintel non cresca pensando di avere un padre buono a nulla che ha meritato l’odio di sua madre. Mi mancherà disperatamente, come mi strazia l’anima pensare che non potrò più stringerti tra le braccia e sentirmi completo, a casa. Porterò con me il tuo ricordo nel mio ritiro dal mondo.
Addio, mia dolce, bellissima Aud. Bacia Lintel per me, che sappia che suo padre lo tiene nel cuore sempre, e il piccolo che nascerà, e che spero assomigli tutto a te.
Ti amo.
Per sempre tuo,
Lorcan



mercoledì 7 agosto 2013

113a SVICOLARE


 Non ci fidiamo a consultare la mappa qui, l’attesa che qualcuno venga a recuperarci è lentissima e noiosa. Inizio a pianificare le cose con Lee: io terrò i contatti con Loryn e poi lo aggiornerò di volta in volta, così lui può occuparsi tranquillamente del suo matrimonio, i cui preparativi possono essere una buona scusa per me per uscire da Selunnara, e daremo meno nell’occhio. Indicativamente, si potrebbe partire una settimana dopo la cerimonia.
 A sera finalmente si presenta Drev, un po’ sulle sue, e ci riporta a Selunnara. Alla buon’ora!  
 Lee viene subito dirottato ad Halarahh e noi due ci ritroviamo soli nell’alloggio del mago. Ora possiamo smettere di ignorare quanto accaduto e parlarne, direi. È un po’ teso, tende a sfuggire il mio sguardo e gironzola per la stanza senza scopo apparente. Mi decido: “Perché hai fatto quella scenata da Elminster?” Sbuffa: “Ma dai, ti pare abbia avuto una reazione ragionevole, eh? Insomma, lui pretende…” Lo interrompo decisa: “Non ti ho chiesto questo.” Scuote la testa. "Butto lì io un’ipotesi: è per quello che è successo nei due giorni precedenti? Per ciò che in taverna hanno detto su di me e che hanno tentato di ottenere da me?” Si siede, sospirando: “Può darsi… Sì, probabilmente sì.” –“Mi dispiace. Io non posso…” –“Forse è un bene che alla fine questa cosa sia venuta a galla. Credo sia meglio così…” Almeno ammettiamo il problema… –“Capisco benissimo che per te non deve essere facile, e che io in fondo non ti sto aiutando, perché… perché… ho paura di sentire la tua rabbia, che razionalmente so essere motivata e umanissima, ma che temo di provare, perché ricordo bene com’era prima tra noi… L’idea di me con mio marito è difficile da digerire, ma io non posso farci niente. Non è stata colpa mia, io credevo di stare con te.” –“Nemmeno io posso farci niente, non posso impedirmi di provare ciò che provo o modificare le mie emozioni, è così.” –“Sì, lo so. Mi sto rimettendo in sesto, con pazienza…” –“Però, al di là della mia uscita, il vecchio bavoso è stato folle!” Vecchio bavoso?! Elminster? Per l’allusione alle ballate? Oh mamma, hai veramente il chiodo fisso! Prosegue imperterrita:“Uno è da te per una questione di vitale importanza, e solo perché sottolinea un problema con un po’ di sarcasmo tu lo inchiodi al soffitto?! Ma che modo di ragionare è!” Vuoi avere ragione? –“Beh, Drev, tu hai un tantino esagerato…” –“Ah, IO ho esagerato? Ma cosa! Vi ha dato almeno le informazioni che ci servivano?” –“A dire la verità ci ha cacciato da casa sua subito dopo che te ne sei andato.” –“Ecco!! Io non mi capacito!” –“Dai, insomma, siamo andati lì a chiedere il suo aiuto e tu ti sei messo a provocarlo…” –“Provocarlo, addirittura. Che ho detto poi…” -“Ascolta, se stai cercando di farmi dire che hai tutte le ragioni e che fai bene prendertela a morte con Elminster, lascia perdere! Non è vero!” Stringe le labbra stizzito, impedendosi di parlare ancora. –“Lui se la sarà presa troppo, ma tu ci hai messo del tuo.” Resta in silenzio a fissare la finestra per alcuni secondi. Alla fine sei riuscito a svicolare un’altra volta, e alla grande, dal discorso iniziale.Così non riusciremo mai a venirne a capo. –“E ora, come faremo a recuperare quelle informazioni?” –“Ci ho pensato: andrò a parlare con Loryn nei prossimi giorni, in modo che possa avvisare Zelman, così magari se ne occuperà lui direttamente.” Annuisce, imbronciato. Mi sorprendo a sentire quanto aggiunge dopo qualche istante la mia voce: “È che siamo troppo nervosi e questa storia ci tocca troppo da vicino. Forse dovremmo ripensare alla missione nel Sottosuolo, forse sarebbe meglio venisse qualcun altro…” –“Oh, come no! Ma smettila va, non ti ci mettere pure tu, per favore!” Come volevasi dimostrare…
 Si volta di nuovo verso la finestra, assorto. Si alza: “Vieni.” –“Che c’è?” –“C’è Lintel che si aggira qua intorno, come se ci stesse aspettando. Andiamo a vedere che succede.”

giovedì 1 agosto 2013

112b SCORCIATOIA


 Anche Lee si sveglia presto. Si dedica ai suoi riti mattutini e poi scende con me a fare colazione. Scambiamo poche parole perché di fronte ad altri preferiamo non discutere dei recenti avvenimenti, gli dico di Zelman solo dopo che siamo risaliti in camera. Di Drev e Lorcan nemmeno l’ombra.
 In tarda mattinata ricontatto il capo, che ci dà appuntamento in un casolare appartato non distante da qui. Ci dirigiamo verso il luogo indicatoci, curando di non essere seguiti. Ormai siamo diventati paranoici… Malik se ne sta comodamente sulle mie spalle. Sei sicura della scelta che stai prendendo? Non ancora del tutto, ma più ci penso, e più mi convinco. Tu sai benissimo come mi sento, puoi capire anche il perché di questa decisione… Sì, lo capisco. Ma come reagirà Drevlin? E Lorcan? Non lo so. Ci ho riflettuto, se io fossi nei panni di Drev e lui mi facesse una cosa simile, non credo la prenderei bene; però… Però io forse non lo avrei messo in queste condizioni… Io non sono andata a Landis, e sai quanto mi è costato. Ma era necessario… Il fatto è che lui non lo riterrà necessario… E invece lo è. Lo è per lo stesso motivo per cui non è andato lui a salvare sua sorella ma ci ha mandato Lee, lo è per lo stesso motivo per cui non c è venuto lui a Shade.
Ora però sentiamo Zelman, il suo parere in merito è importante, almeno per me.
Micio, tu… tu vuoi venire nel Sottosuolo?  Non essere sciocca, che domanda è!
 Il capo ci accoglie sulla porta di quella che sembra una cascina. Ci fa entrare in un locale ampio e accomodare su una bassa panca di legno. –“Bene, qui possiamo parlare, questa stanza è assolutamente sicura, almeno per un po’”. Ci guarda rassegnato: “Si può sapere che vi è preso?” Veramente a noi niente, dovresti chiederlo agli assenti. –“Diciamo che negli ultimi tempi la pressione è stata eccessiva, soprattutto per Drevlin, e i corteggiatori molesti – grazie a Lorcan – sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso.” –“Sì, con un’ottima scelta di tempo…” –“Appunto. Sei riuscito a sapere qualcosa sul Sottosuolo?” –“Elminster era molto contrariato, molto! Comunque mi ha detto ciò che ci serviva: c’è una scorciatoia che consente di guadagnare diversi giorni rispetto al tragitto della vostra mappa. Tieni, ne ho una copia da lasciarti, così potrete studiarvela con calma. Io adesso ho poco tempo per restare...” –“Ecco, riguardo la missione alla Tomba… Vorrei che non dicessi niente agli altri di questa mappa, né di questo incontro. Ciò che è successo mi ha convinto a partire senza di loro, ad organizzare una spedizione con altre persone.” Mi fissa serio. Continuo: “Tu credi sia possibile? Credi che ci sia qualcuno affidabile e competente che potrebbe prendersi questa responsabilità e accettare il rischio?” Riflette un attimo, senza distogliere lo sguardo dal mio –“Sì, certo che sì. Basta parlare con Loryn e quelli di Silverymoon. Però, tu, sei certa? Devi pensarci bene…” –“Non è un gesto impulsivo, è che… è meglio così. Dobbiamo stringere i tempi, Mattick è già nel Sottosuolo.” – “D’accordo, allora. Per qualsiasi cosa fai riferimento a Loryn, la avviso io. Il gruppo dovrà comunque essere esiguo perché altrimenti non abbiamo coperture magiche sufficienti. Ci vorrebbe troppo a crearne altre così potenti.” –“Grazie, Zelman. Un’altra cosa: mi servirebbe la chiave del portale.” –“Ma non ve l’ho già data?” –“Sì, ma ce l’ha Drevlin.” –“Oh, capisco. Vedrò di farne costruire un’altra, anche se non è così semplice. Ora devo andare, mi terrò informato e avvertimi se ci sono problemi.”
Lo saluto abbracciandolo, poi io e Lee rientriamo alla locanda.
-“Lee, ma ti pare che veramente nessuno si degni di venire a recuperarci?”
-“Mah, non so più che dirti.”

lunedì 29 luglio 2013

112a COSPIRATORI


 Camminiamo in silenzio per l’ultimo tratto, evidentemente il monaco sta riflettendo sulle mie parole. –“Non posso non venire, Jamila: il ritorno di Selunnara riguarda il destino di molte persone, compreso il futuro della mia famiglia. La tua decisione mi sembra troppo drastica, ora però è meglio dormirci su e riprendere il discorso domani mattina, a mente più serena.” –“Non sono confusa, né arrabbiata: ci ho riflettuto bene. Si tratta solo di vedere con Zelman quale aiuto possiamo trovare e se la cosa è fattibile…” Mi guarda con espressione interrogativa, gli indico l’anello che mi ha regalato il capo: “Posso contattarlo quando voglio”. Poi mi fermo di fronte a lui, gli occhi piantati nei suoi: “Lee, promettimi che non dirai nulla agli altri di tutto questo.” Trattiene il fiato, allarmato: “Non puoi chiedermi di…” “Sì invece! Lo sai benissimo che al primo accenno farebbero fuoco e fiamme e si intrometterebbero in ogni singolo particolare. Non avrei più nessuna possibilità di scelta! Per favore, Lee, promettimelo.” Abbassa lo sguardo, imbarazzato. –“Ti prego, almeno per ora, almeno fino a quando non avrò messo in piedi la missione. Poi troverò il modo di spiegare loro tutto quanto.” Gli stringo una mano, supplice: “Avanti, Lee” –“D’accordo, va bene.” –“Ho la tua parola?” –“Sì, hai la mia parola.” “Grazie, grazie davvero!"
 Entra il locanda davanti a me, lo so di avergli dato un cruccio, lui odia mentire o nascondere la verità. L’immagine del piccolo Edein sorridente e di Lara che lo abbraccia. Lee è sempre riuscito a mantenere calma e lucidità in ogni frangente, certo però che portarlo in una missione suicida nel Sottosuolo, in prossimità delle nozze, a 18 anni… Che dirà a sua moglie? È una cosa orribile! Dovrei trovare il modo di lasciare a casa pure lui, ma adesso mi serve il suo appoggio, anche per non insospettire gli altri.
   Come previsto, non troviamo nessuno ad attenderci, così andiamo a dormire. Dormire è una parola grossa… Continuo a ripensare agli avvenimenti degli ultimi giorni, all’esasperazione di Drevlin. Siamo andati troppo oltre, tanto da non riuscire più a gestire la situazione.  
 All’alba non resisto più e mi decido a contattare Zelman. Il capo risponde, a voce bassissima. Vorrei spiegargli quello che è successo, ma lui mi interrompe dicendo che sa già tutto e che stava parlando proprio con Elminster, che è piuttosto arrabbiato. Proverà a calmarlo e a recuperare le informazioni che ci servono, poi, visto che è in zona, potremmo incontrarci per discutere. Lo avviso che vorrei un colloquio privato, senza gli altri. Il che per ora non è un problema, visto che non ci sono…
 Chiudiamo la comunicazione, con l’accordo di risentirci tra poche ore. 

sabato 13 luglio 2013

111c ESASPERAZIONE


 Drev prende la cartina dallo zaino con gesti nervosi, intanto io riassumo brevemente all’arcimago come ne siamo venuti in possesso; con la coda dell’occhio però controllo Drev, che continua a risistemarsi sulla sedia con piccoli scatti e che non appena c’è stata qualche allusione alla ballata è tornato ad ostentare una piva coi fiocchi. Buio tempestoso sulla sua espressione accigliata, buio che non promette niente di buono. Chiedo a Elminster se conosce scorciatoie percorribili rispetto al percorso segnato, perché le Tenebre si muovono sicuramente meglio e più velocemente di noi nel Sottosuolo e quindi guadagnare tempo sarebbe importantissimo, soprattutto considerato che a Shade sanno come costruire la chiave per accedere alla tomba. Ignoro i borbottii di Drevlin sull’affidabilità di Zelman e cerco di riportare l’attenzione dell’arcimago, che si è voltato verso di lui, sulle mie parole. Elminster chiede di vedere la cartina, io ribadisco che è il primo ad averla in mano eccetto noi e il capo, e che non l’abbiamo mai consultata se non in luoghi estremamente protetti. “Sempre che questo basti…” Smettila Drev… Elminster lo guarda di nuovo, un po’ scocciato: “Direi proprio che qui siamo al riparo da sguardi indiscreti, che le MIE protezioni bastino…” –“Eh, lo diceva anche Zelman...” Ora anche lo sguardo dell’altro è leggermente adombrato: “Insomma, se siete venuti qui…” –“Ma sì, quale gentile concessione interessarsi di questa cosa che in fin dei conti riguarda solo la sopravvivenza del continente.” Ca**o Drev, piantala! –“Sempre ammesso che, visti i precedenti, ci troviamo effettivamente di fronte al vero Elminster…” A questo punto gli occhi dell’arcimago sono attraversati da un lampo e con un rapido gesto della mano inchioda Drev al soffitto con un incantesimo. –“Questa è una prova sufficiente della mia identità?” Io e Lee ci lanciamo un’occhiata sgomenta. Pochi secondi e Drev ricade a terra, iniziando ad inveire contro l’Arcimago, contro Zelman, contro l’incompetenza di chi continua a disinteressarsi della nostra missione… La sua voce ha raggiunto delle vette stridule tali che dà persino fastidio sentirla. Prosegue imperterrito come un fiume in piena mentre si dirige a passi furiosi verso la porta. "Guarda se uno deve essere trattato così per una battuta, per aver chiesto aiuto…” Si infila giù per le scale, io e il monaco finora siamo rimasti a fissarlo a bocca aperta, senza riuscire a fare o dire nulla. Il mago è veramente fuori di sé, per un attimo ho temuto che volesse scagliare un incantesimo contro il nostro interlocutore. Mi alzo perché ho paura di come possa sfogare la sua rabbia e vorrei seguirlo. Quando sono sulla soglia però, Elminster mi ferma alzando una mano, bisbiglia qualcosa e un istante dopo vedo Drev teletrasportarsi via. Meglio così che la devastazione del paese! Ecco, però adesso c’è la burrasca del padrone di casa da affrontare… Perché non l’ha presa bene… Cerco di prevenire la sfuriata chiedendo scusa per il comportamento del nostro amico, che ultimamente è stato tremendamente sotto pressione e… Niente da fare, l’arcimago richiude in fretta la cartina e, lamentandosi piccato del comportamento riprovevole per degli ospiti bisognosi della sua sapienza, ci caccia da casa.
 Così ci ritroviamo fuori, nel prato, al buio, io e Lee. Da soli.
 Restiamo qualche minuto uno di fianco all’altra, in silenzio, con le braccia incrociate e pensieri molto simili che si intrecciano tra loro.
 E' lui a parlare per primo: “Credi che sia alla locanda?”
 -“No, figurati. Avrà capito di essere sbroccato e sarà andato in un posto dove non può fare danni”.
 Lui annuisce: “Sì, sarà a Selunnara, soprattutto visto che ora per Lorcan è vietata…” -“La cosa bella è che ci hanno mollato qui senza un teletrasporto. E senza soldi per comprarne uno…” Lee mi mette una mano sulla spalla: “E noi ce ne torniamo a dormire in locanda e se domani nessuno si fa vedere cominciamo ad incamminarci”.
 Ci avviamo a passi lenti. –“Non va bene, Lee. Io lo capisco, lo capisco davvero. Ma se basta così poco ormai perché tutti e due…” –“Avanti, lo sai che Lorcan sotto pressione è diverso…” –“E chi ti dice che nel Sottosuolo saremo sempre sotto una pressione sufficiente per lui? Riempirà ogni vuoto con commenti e frecciatine su mio marito, provocando il mago… E poi non è neanche quello il problema…” –“Drev ha sopportato…” –“Drev ha tutte le ragioni di questo mondo per esplodere, io lo so meglio di chiunque altro. Ma ha trovato il luogo e il momento più sbagliati per farlo, non è riuscito a controllarsi. Il Sottosuolo ormai è un’ossessione per lui. E… Non possiamo permetterci una scena del genere là sotto! Il fatto è che siamo troppo coinvolti, troppo coinvolti a livello personale. Non abbiamo nemmeno il tempo di dirimere le nostre questioni perché dobbiamo partire il più presto possibile. 
 Loro due non verrebbero per la missione in sé, capisci? Correrebbero dei rischi oltre il necessario se mi ritenessero in pericolo. Io credo che nessuno di noi tre saprebbe valutare razionalmente la situazione in quelle condizioni estreme, e invece serve distacco, lucidità. Riuscirei ad andare avanti se lo avessi morto ai miei piedi? Se vi avessi morti ai miei piedi?” 
 Mi ascolta assorto, senza commentare. Infine azzarda: “E quindi?” 
“Quindi scenderò nel Sottosuolo senza di loro. Nemmeno tu devi sentirti obbligato a venire.”