martedì 10 dicembre 2013

PERCHE' SI SA...


...che la master ti prende sempre sul serio.
Ora ci siamo solo noi tra un villaggio "indifeso" e l'imminente carica degli integralisti di Helm, al grido di "Helm riconoscerà i suoi".
Ecco. 
(Bella filosofia...)
Nonostante la legale del gruppo abbia preso accordi per una sorta di scontro frontale, è chiaro che se vogliamo avere delle possibilità dobbiamo agire d'anticipo, per non trovarceli addosso tutti assieme e per evitare che il villaggio venga messo allegramente a ferro e fuoco.
Considerato che la loro nave attraccata al fiume NON prende fuoco, avete suggerimenti?

P.S: posterò anche della Campagna Sud, portate pazienza.

lunedì 25 novembre 2013

'NA STRAGE!


1) Va sempre a finire così ogni qualvolta si seguano i "consigli" del PG del Nik in questa campagna. Il morto ci scappa inevitabilmente, da una parte o dall'altra. O da entrambe...
(Assassini! Ah! Raa, per favore, non lo chiamare più Prezioso, che mi si contorcono le budella...)

2) Quando devo tirare al posto di Alksoth, sono devastante. Compenso tutta la sfiga accumulata da J e dato che già normalmente Dael sarebbe uno stragista (non "stagista", proprio stragista) di tutto rispetto, immaginate il risultato...

3) Devo ricordarmi di non venire mai, assolutamente mai, alle mani con Dael.

4) Se abbiamo (quasi) tutti i nostri pezzi attaccati al corpo, lo dobbiamo alle tortine ridarelle, all'aura luccicante e alla "Sfortuna", che è un grandissimo incantesimo! (grazie Presenza Oscura).

5) Se abbiamo (quasi) tutti i nostri pezzi attaccati al corpo, lo dobbiamo al fatto che nei paraggi non ci fosse un mago in appoggio ai nostri avversari...

6) Se abbiamo (quasi) tutti i nostri pezzi attaccati al corpo, lo dobbiamo al fatto che il nostro ranger, per puro caso, ha aperto una porta e ha sorpreso il tizio brutto e cattivo mentre usciva da un passaggio segreto per venire a randellarci.

7) Se loro non hanno tutti i pezzi attaccati al corpo, è perché noi siamo troppo forti! 

8) Forse dovremmo rivedere le nostre tattiche... 
Master: di certo se ve li trovate contro tutti in contemporanea avete ben poche chances di potercela fare. 
Noi: giusto! Allora: entriamo con l'inganno, di nascosto, e poi, non potendo far fuggire gli ostaggi in altro modo, li sterminiamo tutti.  
(in effetti, quei 2-3 round che alcuni hanno impiegato a raggiungere il luogo della zuffa sono stati preziosissimi per la nostra sopravvivenza...) 

Morale: nel giro di 3 rounds, con notevole scarica di adrenalina e toni un po' altini per l'orario, siamo passati da un probabile TKP (si sentivano già frasi del tipo "dai, tanto non eravamo ancora così affezionati ai nuovi personaggi..." "se il mio PG muore farò un chierico, che qui serve come il pane!") a un clamoroso successo. Qualcuno ne è pure uscito illeso!
Ora ci cambiamo i pannolini e poi ci cureremo le ferite...

Benvenuti ai Cancelli dell'Inferno! Il Sorriso delle Succubi non ha più un sorriso convinto... 


venerdì 25 ottobre 2013

LA PRIMA VOLTA NELL'ARENA


Intendo non da spettatrice.
Qualcuno ha messo in dubbio che la gentile signorina bionda fosse effettivamente in grado di usare come si deve la catena chiodata che si porta appresso, così per verificarlo hanno organizzato un duello nell'arena.
Il primo baldo giovane non è praticamente mai rimasto in piedi ed è stato liquidato senza nemmeno dare al pubblico la possibilità di scaldarsi.
Il secondo sfidante era un guerriero molto migliore, alla fine Kim ha perso ma con onore.
Ecco, perché si trattava di uno gnomo (sì, uno gnomo), che dotato di più intelletto del primo duellante pensava anche a parare e soprattutto che era decisamente fuori taglia per Kim, in evidente difficoltà a calibrare i colpi per un bersaglio così piccolo...

Benvenuti ai Cancelli dell'inferno!

(Mi sono divertita un sacco!)

domenica 13 ottobre 2013

115 INCONTRO COL NUOVO GRUPPO


 Qualche giorno dopo riesco ad incontrare Vladimir e la nostra guida, un uomo dal fisico asciutto e dai capelli scuri di nome Tival. Un’altra scusa per scendere da sola a Silverymoon, non che ne servano di elaborate o scaltre, perché Drev non chiede mai nulla. Passa molto tempo in biblioteca, concentrato e corrucciato, ed è di poche parole. Del resto anch’io trascorro parecchie ore studiando e documentandomi, però spesso ceniamo assieme.
 Nella saletta siamo solo in quattro, noi tre più Loryn. Vladimir mi sorride sornione e mi saluta calorosamente, l’altro è decisamente più composto, mi osserva con attenzione. Non è semplice trovare le parole, ma dobbiamo chiarire alcune cose. Sanno che solitamente mi accompagno ad altre persone, ma per questa missione ho preferito cambiare perché lo stretto legame che ho con l’altro gruppo rischierebbe di influenzare pesantemente tutte le nostre decisioni. So che la mia sopravvivenza è la priorità principale, so che loro faranno di tutto per proteggermi, ma so anche che se qualcosa dovesse andare storto e io fossi perduta, sapranno rendersene conto e tornare indietro senza correre rischi ormai inutili. In poche parole, loro due verranno per la missione in sé, e non per me, e questa è la differenza. Una grossa differenza. Ora però voglio sapere perché hanno scelto di venire.
 Vladimir parla per primo: dice che questa occasione per lui è stata un segno del destino. Quando è scappato da Halruaa, era perseguitato dagli Anziani perché su di lui gravava una profezia che lo vedeva come responsabile del declino della nazione, o comunque di un grosso sconvolgimento all’interno di essa. Lui non ci ha creduto, non aveva nessuna intenzione di nuocere a quella che considerava la sua patria, e da allora ha sempre voluto dimostrare che si sbagliavano, che lui piuttosto avrebbe potuto essere una grande risorsa per loro; questa gli sembra l’occasione giusta, il gesto eclatante da sbattere in faccia a chi lo voleva morto.
 Tival invece spiega che è spinto dalla sua fedeltà a Silverymoon, perché sa benissimo che la minaccia di Shade è tangibile e ogni giorno più pericolosa e va fermata; nessun altro qui conosce il Sottosuolo meglio di lui, per cui è una sua responsabilità accompagnarci. Mi piacciono la sua calma e la sua sicurezza. A questo punto interviene Loryn per discutere dell’equipaggiamento e del percorso. Quando siamo agli accordi finali li avviso della mia maledizione, cosa che suscita una certa malcelata ilarità in  Vladimir, che mormora qualche commento a mezza voce sul povero Drevlin. Per me invece è una pacchia, eh? Tutto sarà pronto per la notte stabilita; per la verità manca la chiave per accedere alla Tomba: Zelman non si è fatto sentire, ma sono convinta che per la partenza ci sarà. Non resta che parlare con Ilven, sperando in bene, ed è fatta. Siamo davvero al capolinea, pochi giorni e salterò nel buio.   
 Al mio ritorno a Selunnara trovo Lintel tutto felice che chiacchiera con Drevlin. A quanto pare Aud si è ripresa Lorcan. Eccola!! Ci è cascata di nuovo! Almeno l’uomo caudato se ne starà bello tranquillo per un po’ e, tutto impegnato a fare le fusa alla mogliettina, non mi girerà intorno col rischio di rovinare tutto. Meglio così, ha un’ulteriore ragione per restare.

 Chissà se vedrò mai loro figlio o se resterà solo una visione nei miei ricordi.


mercoledì 4 settembre 2013

TIRI PER DUE


Che malfidenti!
Domenica sessione di gioco agli Artigli del Falco. 
Alksoth se ne deve andare prima della conclusione, proprio durante uno scontro decisamente impegnativo, e decide di affidarmi il suo guerriero psicopatico, spiegandomi come avrebbe intenzione di agire. 
 Il Nik lo guarda a occhi sgranati: "Ma fai tirare LEI anche per te!! Sei impazzito??" Seguono una serie di "Nooooo, siamo rovinati! Ci siamo giocati tutta la prima linea..." 
Ora, lo capisco che J li abbia traumatizzati, ma qui J non c'è...
Così, mentre il personaggio del Nik faceva da spettatore coi pop corn, quello di Chiara pensava a come liberare delle mucche (il motivo ci è ancora piuttosto oscuro) e quello di Bardoscuro tentava con scarso successo di supportare, io ho fatto una strage, sia con Kim che col personaggio di  Alksoth. Dei gran tiri, critico compreso.
Il colpo di grazia, comunque, è arrivato dalla mitica nana Iljinka, che ormai si è specializzata nel terminare i nemici, forse perché ha il cuore tenero e non sopporta di vederli soffrire...

Davvero, abituata a J, ora fare 23 danni con un attacco, senza critico e senza "doping", è commovente...


sabato 17 agosto 2013

114 PREPARATIVI SEGRETI


 Quando Drev se ne va da Lorcan, ordino a Eliana di non permettere a nessuno di disturbarmi e mi ritiro nella mia stanza a consultare la mappa che mi ha dato Zelman. C’è anche una pergamena con degli appunti e un involto contenente un piccolo flauto. Si distinguono benissimo una città Drow, che dovremmo solo sfiorare, e una miniera nanica, che è quella da attraversare per giungere poi alla Tomba, come già avevamo dedotto dalla cartina approssimativa di Talassar. La scorciatoia segnata passa attraverso delle grotte alla fine delle quali c’è un portale, che permette di uscire dopo le miniere, evitando di percorrerle tutte. Vi si accede dal Lago delle Ombre, dalla sponda opposta rispetto a dove arriveremmo noi. Il portale sembra essere sicuro, anche perché ben pochi conoscono come funziona: per aprirlo è necessario suonare tre precise note in successione col flautino. Questa scorciatoia ci permetterà davvero di guadagnare diversi giorni, e soprattutto di evitare parecchi pericoli. Certo non è detto che la mappa sia fedelissima, potrebbero esserci delle sorprese, ma è un buon inizio.
 Il mago non torna per qualche giorno, così posso scendere indisturbata a Silverymoon un paio di volte per accordarmi con Loryn. Già al primo incontro, mi dice che hanno trovato l’incantatore per accompagnarmi. Si è offerto, e ha forti motivazioni personali per intraprendere questa missione, che però mi spiegherà lui di persona quando ci incontreremo. È Vladimir. Vladimir? Non l’avrei mai detto, ma non mi dispiace che sia lui. Un tessitore del fato fa sempre comodo. Stanno vagliando tra i loro migliori incursori nel Sottosuolo per trovare la nostra guida, sono ancora indecisi tra due o tre nomi, ma presto avremo il nostro uomo. L’anonimato ci verrà garantito da alcune maschere simili a quella utilizzata da Lorcan a Shade, ma ne abbiamo disponibili solo quattro per la data prevista per la partenza.
 Le confido anche l’ultimo dubbio: “Mi fa schifo pensare di strappare Lee a Lara e al piccolo Edein, proprio adesso… È che al momento mi serve una copertura con gli altri, e poi se sparisse da qui un importante chierico di Selune, credo che il fatto non passerebbe inosservato”. Lei mi guarda in silenzio, giochicchiando con uno stilo. Sospiro: “Ci verrà in mente qualcosa.” Per intanto buttiamo giù una prima lista di oggetti, protezioni e pergamene che potrebbero servirci.
 Riesco anche a vedere Lee per aggiornarlo a grandi linee sulle novità. Mi dice che è riuscito a contattare Ilven per fargli celebrare la cerimonia e che ha accettato volentieri. Lara è tutta eccitata per il matrimonio ormai imminente e i preparativi sono quasi completati. Ovviamente non sa ancora che partiresti per il Sottosuolo dopo poco tempo… Conferma. Perché rovinarle questi giorni? Sono un mostro!
 Alla fine rispunta Drev, apparentemente calmo, anche se tende un po’ al depresso. Allora? L’ha trovato? Tutto a posto? Sì, l’ha trovato in una grotta a nord, in compagnia del suo orso segugio. È rimasto con lui qualche giorno, lo ha lasciato commiserarsi fino a che è tornato più o meno in sé, saputo che la moglie era preoccupata per lui. Ora è concentrato sulla possibilità di essere riaccolto a casa… -“Ho già parlato con Aud e le ho consegnato un’altra lettera. Vedrai che tra poco se lo ripiglia.” –“Sì, penso anch’io. Chi glielo fa fare, poi.” Non so se me la stai raccontando tutta giusta… E tu che hai fatto? Sei rimasto impassibile a sorbirti le sue lamentele?
 È nel successivo colloquio con Loryn che mi viene in mente come lasciare a casa anche Lee: la soluzione è Ilven, che si presenterà qui il giorno prima del matrimonio e così potrò parlare con lui. Che sia fidato è al di là di ogni dubbio; se dovesse accettare, basterà anticipare la partenza e il gioco è fatto. Se tutto l’equipaggiamento fosse pronto, potremmo partire la notte dopo il matrimonio. Hanno individuato anche il ranger che ci farà da guida, e recuperare tutto per la data del matrimonio non dovrebbe essere un problema. Prima di partire voglio comunque parlare con i miei nuovi compagni di viaggio, ma Loryn mi ha anticipata, ha già fissato un incontro tra pochi giorni. Puntualizza inoltre che si è assicurata che la guida fosse convinta di partecipare a questa missione prima di trovarsi faccia a faccia con me. Brava.
 Il giorno fatidico si avvicina rapidamente, e io comincio a sentire l’ansia. L’ansia di dover lasciare le persone a cui tengo, forse per sempre. Sono sollevata dal fatto che la partenza in segreto mi risparmierà i commiati di persona, l’unica che non mi sento di tenere all’oscuro è Eliana: le dirò tutto poco prima di andarmene e le lascerò le lettere da consegnare agli altri, di modo che, trascorso il tempo necessario perché non mi seguano, sappiano cosa sta succedendo e perché.

 Non mi piace agire alle spalle di Drev, è che non accetterebbe la mia decisione; non è disposto nemmeno a sentire le mie ragioni. Forse mi odierà per questo. 
 Ma potrei non scoprirlo mai…

martedì 13 agosto 2013

113c PREOCCUPAZIONE


 Aud ci apre la porta, un po’ agitata. Ci saluta, vorrei sapere come sta, ma prima ancora che possiamo sederci chiede allarmata cos’è successo. Io e Drev ci guardiamo senza capire. A che si riferisce? –“Nel vostro ultimo incarico, che è successo ancora! Cos’ha combinato Lorcan?” Oh, quello. Come caspita fai a sapere già tutto? Drev riassume per sommi capi l’episodio della taverna, il fatto che suo marito si sia ubriacato, le conseguenze di tale atto e la  sua successiva sparizione. Aud resta spiazzata: “Tutto qui?” Tutto qui? Di nuovo ubriaco! Per colpa sua a momenti questo piglia a palle di fuoco Elminster e tu commenti “Tutto qui”? Per la miseria, Lorcan dev’essere contagioso! Io non spiccico parola, per rappresaglia. Drev perplesso, e scocciato, cerca di raccapezzarsi: “In che senso? Mi spieghi cosa ti aspettavi fosse accaduto?” Aud dice di aver ricevuto una lettera tragica da Lorcan, che avrebbe deciso di isolarsi per sempre in eremitaggio perché ancora una volta era ritenuto colpevole di tutte le sventure e bla bla bla. Pensava che avesse combinato qualcosa di grave. Siamo alla fase del pessimismo e dell’autocommiserazione. Poi tu lo perdonerai, lui starà buonino buonino per un po’ e poi ricomincerà tutto da capo.  Drev la guarda scoraggiato, si gratta una tempia mentre Aud si dice preoccupata che Lorcan possa commettere una sciocchezza. Seee, figurati. Il mago la prende con grande calma e distacco: “Ci penso io, stai tranquilla. Vado a controllare che combina e a parlarci. Dammi un suo oggetto personale, così sarà più facile” Ma ti pare che si sia schermato? Come farebbe poi la moglie a ritrovarlo per riprenderselo? Ce ne andiamo, lasciando Aud più sollevata. –“Te la senti? Vuoi che ti accompagni?” –“No, Jamila, è meglio che ci vada da solo.” Mi guarda di sbieco:“Non lo uccido, promesso”. Mi viene da ridere:“Ti credo. Quando pensi di muoverti?” –“Domani, se riesco a localizzarlo. Non so quanto impiegherò.” –“Va bene, io nel frattempo andrò a Silverymoon, a parlare con Loryn”.
Torno da Eliana, il mago si dirige verso la biblioteca. Nei prossimi giorni ho campo libero per andare e venire da Silverymoon, e intanto anche questa volta non siamo riusciti a chiarirci.