giovedì 29 luglio 2010

45d L'ENCLAVE DEI THAY

Sciolta l’assemblea, Lee va da Lara. Noi nel frattempo cominciamo a pianificare come entrare nell’Enclave. Dopo varie discussioni, decidiamo che Lorcan tenterà da solo come privato cittadino, mentre noi tre andremo in delegazione. Farò la fidanzata dell’ambasciatore, sorriderò e distoglierò l’attenzione da altro. Ci facciamo precedere da un messaggio magico che annuncia la nostra visita.
Il mattino successivo ci presentiamo all’ingresso. Dopo pochi minuti uno dei due maghi di guardia si avvicina a noi e ci fa passare da una porta laterale. Veniamo accolti con cerimoniosa cortesia, l’uomo fa di tutto per sottolineare una certa superiorità del Thay nei nostri confronti. Fa capire che la signora dell’Enclave ci riceverà non appena i suoi numerosi impegni lo consentiranno, sottintendendo che dovremo aspettare parecchio; nel frattempo potremo visitare l’enclave e saremo i benvenuti. Drevlin è infastidito dall’atteggiamento del mago rosso, ma si contiene e non eccede nel dimostrarlo. Bravo, controlla il mago harluiano che c’è in te. Curiosiamo in giro, entriamo nei negozi e facciamo qualche compera. Verso l’ora di pranzo incrociamo Lorcan che sta discutendo col venditore di mappe. Il posto è abbastanza grande, molto più pulito e ordinato rispetto all’esterno. Ci sono locali dove poter mangiare, un’unica locanda dove possono alloggiare gli stranieri, un tempio dove è meglio non entrare, le terme, la biblioteca, il fortilizio che è la zona dove si vendono gli oggetti magici, il palazzo che fa da residenza per i maghi rossi più importanti. Hanno anche dei bellissimi giardini che sono tra le mete preferite dei visitatori. Curati e ben tenuti, sono veramente uno spettacolo, un’oasi di pace quasi surreale nel caos ingestibile di Calimport. Strano che un luogo appartenente a questa gente riesca a trasmettere sensazioni simili.
È ormai evidente che la signora non ha intenzione di riceverci per oggi. Gironzoliamo per l’Enclave osservando in giro. Quando qualcuno si sofferma troppo sulla mia persona, Drev posa la mano sul mio fianco, giusto per chiarire le cose. Ci rechiamo al fortilizio per vedere che oggetti magici vendono. L’apprendista che ci accoglie è servizievole, vuole sapere se siamo interessati a qualcosa in particolare. Chiediamo degli oggetti per comunicare a distanza e lui ci accompagna nel reparto apposito. Ci offre delle pietre comunicanti a 2.500 monete d’oro. Ma ne prendiamo 10 a questo prezzo! Certo, se ad Halruaa non troviamo oggetti di questo genere… Loro ne hanno parecchi da venderci, possiamo servirci come vogliamo. E voi, solo per millantare la vostra superiorità in fatto di magia, vendete in perdita? Compriamo 2 pietre e ordiniamo un oggetto per la comprensione dei linguaggi.
Ceniamo e poi ci rechiamo a palazzo, dove ci sono state riservate delle stanze. Chiedono se io voglio una camera a parte o una doppia con Drevlin. Meglio non fidarsi troppo, preferisco stare con lui. Salutiamo Lee e andiamo a dormire. Stabiliamo i turni di guardia per la notte, per sicurezza. È giusto essere prudenti, anche se, francamente, non credo che qualcuno oserebbe azioni ostili contro di noi. Siamo ambasciatori in missione ufficiale e ospiti: perché rischiare un incidente diplomatico con Halruaa? Io veglio per prima, così poi posso riposare senza interruzioni. È tutto tranquillo, quando sento un’improvvisa fitta a un fianco. Una pesantezza insostenibile s’impossessa del mio corpo e spegne i miei pensieri. Ma che cos…

martedì 27 luglio 2010

45c LA SENTENZA

La sera Lorcan affronta con me e Drev il discorso sull’omicida seriale: noi siamo qui per altri scopi, ben più urgenti di questa storia. Il chierico ha richiesto apertamente il nostro aiuto, ma le nostre priorità restano altre. Il corpo straziato della ragazza nella seta arancione si impone su ogni mio altro pensiero. Lei apre gli occhi e mi guarda… –“Jamila… Jamila! Sei d’accordo?” Sì, sono d’accordo. La cosa più importante resta recuperare i documenti; se poi riusciremo anche ad essere utili per fermare lo psicopatico tanto meglio. Drevlin va a fumare la sua pipa con in mano un pezzetto della seta del sudario, per veder se scopre qualcosa di particolare. Io e Lorcan restiamo a chiacchierare. Mi chiede cosa intendo fare se la sentenza dovesse essere avversa a Lee, se lo vogliono trattenere. Ha una luce preoccupante negli occhi… -“Lorcan, in ogni caso NON ricorreremo alla forza! Troveremo un modo, ma non possiamo decidere se prima non conosciamo il verdetto”. Non è molto convinto dalle mie parole, sta già rimuginando piani di fuga improbabili, lo sento... La fumata di Drev non è fruttuosa, conferma però che la seta proviene dal Mulhorand, dove hanno l’abitudine di avvolgere i corpi mummificati in bende preziose.

All’alba successiva viene riunito il consiglio ecclesiastico, presieduto dai soliti quattro saggi. Il portavoce inizia a parlare in un silenzio carico di tensione. Speriamo bene… Dice che in questo complicato caso, ci sono più vittime che colpevoli, ma che il più innocente di tutti, quello che va maggiormente tutelato, è il nascituro. Ha diritto di essere cresciuto nel migliore dei modi e di avere suo padre accanto a guidarlo. Dimmi che non vogliono farlo sposare! L’altra innocente è Lara, che deve poter crescere suo figlio dignitosamente e trovarsi un marito, se lo vuole. Se volesse sposare Lee, il monaco dovrebbe acconsentire e verrebbe dispensato dal voto di castità. Infine, anche Lee è una vittima degli eventi. Sanno che è impegnato in missioni di grande importanza e non gli impediranno di svolgerle, ma viene dispensato dal voto di povertà per poter provvedere al bambino e a Lara. Dovrà dotarsi di oggetti che gli permettano di comunicare a distanza e che gli consentano di tornare spesso a casa per poter essere presente nella vita del figlio. Ovviamente dovrà assistere al parto. Però un crimine è stato commesso, e va punito. Per questo il monaco dovrà sottoporsi al “sigillo di giustizia”: qualora egli dovesse compiere volontariamente o involontariamente azioni che vanno contro il suo credo si coprirà istantaneamente di ferite che lasceranno cicatrici permanenti perché si ricordi ciò che ha commesso. Infine, ricordano a Lee che Ilmater predica l’umiltà, virtù che di certo mancava nella sua arringa difensiva di ieri. Anche per questo lo invitano a sottoporsi regolarmente alla “supplica del riposo”, cioè 10 giorni in cui possono essere ignorati i dettami del credo per evitare tensioni eccessive per lo spirito. Lee accetta le decisioni del consiglio e chiede perdono a tutti. Chiusa la questione, verranno ora prese in considerazione e giudicate le proposte teologiche del monaco. Dovremmo aspettarci altri guai? La smorfia del mago suggerisce di sì…

sabato 24 luglio 2010

45b LARA

Arriviamo in una piazzetta, in un angolo della quale c’è già un capannello di gente intorno a una donna sui quarant’anni che piange disperata tormentandosi il vestito. Il chierico si fa largo fino ad un involto di sete arancioni che copre il corpo di una ragazza poco più giovane di me. Cerco di impedire la visuale alla madre mentre esaminiamo il cadavere. Segni di frustate e sevizie, mancano lembi di pelle… Perché, che senso ha uno strazio del genere! Tutto come da copione. La ragazza, bella e dai lineamenti delicati, viveva per strada. Mi accovaccio vicino al corpo per provare a percepire qualcosa sul sudario di seta. Istintivamente non vorrei farlo. Ho superato le visioni di un tempio di Shar, riuscirò a separarmi anche da questo. Lorcan e Drev mi si avvicinano, protettivi. -“Sei sicura?” Potrebbe aiutare a scovare l’assassino, sì.

La seta viene da molto lontano, non c’è traccia della sofferenza della ragazza perché lei è già morta quando la stoffa la ricopre. Vedo mani maschili dalla carnagione piuttosto scura che avvolgono il corpo; paradossalmente, questo rituale viene vissuto come un atto d’amore. Nient’altro.

Non è che serva a molto, se non a confermare che probabilmente l’assassino è uno del posto. Lorcan suggerisce al chierico di provare con un “parlare con i morti”, ma hanno già tentato senza risultati: gli spiriti si rifiutano di rivivere il momento del trapasso e non ricordano quello che è successo. È un problema, perché il nostro uomo compie almeno due delitti al mese. Secondo Malik, le sete potrebbero provenire da Mulhorand. Non abbiamo altro da fare qui, dopo che il chierico ha predisposto quanto necessario per il funerale, torniamo al santuario.

In uno dei giardini la ragazza incinta di Lee sta riposando. Faccio segno agli altri di proseguire e vado a parlare con lei. Si chiama Lara, sembra intenzionata a crescere il bambino perché è l’unica persona che avrà al mondo. È sempre stata schiava, non ha una famiglia cui rivolgersi. Le chiedo quale sistemazione preferirebbe, ed è ben contenta della proposta di trasferirla ad Halruaa. Calimport è molto più pericolosa e offre ben poche opportunità, mentre a lei piacerebbe poter mantenere suo figlio senza dover dipendere da altri. Le garantisco che le daremo tutto il sostegno che potremo, mi dispiace molto per quello che ha dovuto passare. Ma so che Lee non le avrebbe mai fatto del male volontariamente. Lei quasi non mi lascia finire, dice che ne è consapevole: lo ha conosciuto nei giorni precedenti la violenza e le stava simpatico perché era sempre gentile. Questo non toglie comunque la tua sofferenza, non ti può risarcire in nessun modo. Mi fa tenerezza, però ammiro il suo coraggio di voler far fronte ad una nuova vita con le sue forze. La sua visione del mondo è stata stravolta in questi mesi, non sarà stato facile… Forse è proprio la creatura che stringerà tra le braccia tra pochi giorni a darle le motivazioni. Ma quando chiederà di suo padre, cosa racconterai?

mercoledì 21 luglio 2010

45a SERIAL KILLER

Lasciamo Lee al tempio e ci dirigiamo verso la zona delle celle, con Lorcan che commenta a voce bassa che questi hanno dei problemi. In effetti… Sono preoccupata, le argomentazioni della Rosa gialla e le loro punizioni mi sembrano folli. Ne parliamo tra noi; insomma, se sapessero di me, cosa proporrebbero per farmi “espiare”? E io ho più colpa di Lee, perché quell’affare me lo sono messa in testa da sola! -“Shhhh!” Drev mi zittisce: “Non ti farebbero niente, semplicemente perché non appartieni alla Chiesa di Ilmater”. Lorcan non capisce, ma non ha il tempo di chiedere delucidazioni perché veniamo avvicinati dal chierico a cui avevano rubato la reliquia, che è a capo della fazione favorevole a Lee. Ci saluta con sincero piacere, è cortese anche col bardo quando glielo presentiamo. Drev gli dice che può bruciare i documenti che gli aveva affidato, (??) poi chiediamo di Lee. Lui conferma che la sua stima nel nostro amico resta invariata, ma che a complicare il processo ci sono complessi risvolti politici e di equilibrio tra le fazioni, oltre che una questione di immagine, dato che il caso ha avuto grande risonanza. Sottolineo che comunque la loro sentenza dovrà guardare la sostanza delle cose, a prescindere da tutto il resto. Lui cerca di rassicurarmi, ma è interrotto da un ragazzino che gli consegna un messaggio. Sguardo terrorizzato tra noi tre: bruttissimo presagio! Infatti, il volto del chierico si rabbuia immediatamente. Nooo, di nuovo! Si sente in obbligo di metterci al corrente: da qualche mese ci sono degli omicidi, come dire, sgradevoli, in città. Sgradevoli? Perché, qualche omicidio non lo è? Le autorità trascurano le indagini, dato che le vittime sono tutte prostitute, ragazze che vivono di espedienti o anche di buona famiglia ma straniere e quindi poco inserite nella comunità. –“Del resto – ci fissa in maniera eloquente – anche voi avete sperimentato come funziona la giustizia di Calimport. Le donne morte non sono persone importanti, nessuno paga per sapere la verità”.

In pratica: qualcuno rapisce ragazze belle e giovani, restituendone dopo alcuni giorni i cadaveri avvolti in sete e cosparsi di profumi preziosi. I corpi, accuratamente lavati e ripuliti, recano però i segni di terribili torture e a volte sono parzialmente scuoiati. Sgradevoli… Hanno appena trovato un’altra vittima vicino all’Enclave Thay, lui si sta recando sul posto e chiede se vogliamo accompagnarlo. Sinceramente, non è che abbia una gran voglia di assistere a questo spettacolo, ma possiamo dirti di no? Prudentemente, mi infilo un mantello anonimo e mi copro il capo col cappuccio.

Durante la strada il chierico prosegue con i dettagli: finora ci sono sette morti accertate attribuibili alla stessa mano, ma potrebbero anche essere di più, dato che all’interno dell’Enclave opera la giustizia Thay e non si sa se qualche corpo sia stato deposto anche lì.

A palazzi principeschi che ostentano un lusso sfrenato, si alternano i soliti quartieri miserandi che rigurgitano indigenza e disperazione, coi ragazzini che ci sbirciano di sottecchi, diffidenti, con gli odori nauseanti che ti investono all’improvviso... Jamila non empatizzare, limitati a passare oltre. Come si fa ad abituarsi a questo, come si fa a trovarlo normale…

domenica 18 luglio 2010

44c PAROLA ALLA DIFESA

I rappresentanti ecclesiastici delle quattro fazioni in cui si divide la chiesa di Ilmater prendono a turno la parola. Dicono che le loro divinazioni confermano le parole della ragazza e che Lee effettivamente non era in sé quando ha commesso la violenza. Tutti si preoccupano delle condizioni della giovane e dei patimenti da lei subiti. Riguardo il monaco, le posizioni variano a seconda dei casi: non è stato prudente far prendere i voti a un ragazzo così giovane, quando la sua fede può ancora essere messa in discussione. Non ho mai visto nessuno con una fede più salda della sua! Deve in qualche modo pagare per ciò che ha commesso. Qualcuno vorrebbe farlo sposare, ma forse la ragazza non sarebbe contenta. E vorrei vedere che lo fosse… Bisognerebbe allora trovarle una dote adeguata. Secondo l’esponente della Rosa Gialla, l’ala intransigente, anche se non era in sé Lee avrebbe dovuto accorgersi di quel che stava succedendo e piuttosto che cedere al male avrebbe dovuto togliersi la vita. Deficiente, credi che sotto l’effetto di un incantesimo tu sia libero di agire? Propone di cacciarlo dalla chiesa e di sottoporlo a 1.000 frustate per espiare. Nessuna delle tue frustate sarà dolorosa quanto il rimorso che lo tormenterà. Se sopravvivrà, è perché Ilmater vorrà graziarlo. Il fango che ha gettato sull’ordine è un grave danno per la chiesa, per questo dovrebbe essere allontanato. In più, la sua compromissione con la politica (Che ti guardi? Chi credi che abbia recuperato le ossa del santo, eh?) di uno stato influente non è ben vista. Drev mi sta trattenendo a forza per un braccio, ogni volta che tento di alzarmi in piedi per intervenire mi tira giù. –“Lasciali finire. Jamila, per favore…” Quando tutti hanno espresso il loro parere, viene chiesto a Lee di difendersi. Lui dice che è giusto che sconti una pena per quello che ha commesso, anche se non era in sé quando è successo il fatto. Si è sempre impegnato a combattere il male in qualunque forma lo abbia incontrato, e in questo il nostro aiuto è stato prezioso. È disposto ad accettare la punizione che loro ritengono giusta, ma non a rinunciare ai suoi voti e alla sua fede. Piuttosto, lo privino di nuovo della vista da poco riacquistata. E no! Non ti ci mettere pure tu!

A questo punto Drevlin si alza e scende in mezzo all’uditorio: “Sono stato anch’io schiavo nel Dambrath insieme a lui”. Mentre parla si sfila la casacca, le cicatrici delle torture sono ancora evidenti sul suo corpo. Lorcan mi sussurra: “Hai visto con che facce invidiose lo stanno guardando? Stasera si flagelleranno di gusto…” Drev non parla mai di quello che gli è successo durante la schiavitù... Il mago prosegue: “Se io e il mio compagno siamo riusciti a scappare è stato grazie al sacrificio di Lee. Sappiamo tutti cosa possono escogitare le chieriche di Loviatar per rappresaglia. Ed è chiaro che tutto questo è opera loro.” Si riveste. “Alla ragazza possiamo provvedere noi, trovandole la sistemazione che più preferisce ad Halruaa. Abbiamo la possibilità di prenderci cura di lei e del bambino, rispettando le sue scelte.” Il suo discorso è stato efficace. Concludo l’opera: prendo anch’io la parola alzandomi in piedi. –“Non ho conosciuto nessuno più saldo nel suo credo di Lee. Ilmater ha in lui il servo più fedele. Il suo apporto nella lotta contro il male, in particolare contro la dea oscura, è stato fondamentale, come voi dovreste già sapere. Sono sei mesi che viaggio con lui, sei mesi in cui il suo comportamento è stato ineccepibile, in cui non ha mai vacillato, in cui abbiamo portato a termine compiti importanti. Fate in modo che il vostro giudizio sia veramente giusto e vada oltre l’apparenza delle cose.” C’è silenzio, l’attenzione è concentrata su di me. Bene, speriamo che basti. Purtroppo vedo Lorcan alzarsi: “Insomma, io ho provato a portare Lee a donne più volte ma lui ha sempre opposto strenua resistenza. Non credo proprio che abbia fatto quello che dite…” No! Stai zitto! Lo so che hai buone intenzioni, MA TACI! Drev potrebbe incenerirlo solo concentrandosi un po’ di più… Lui continua: la ragazza è troppo giovane per accollarsi un bambino, potrebbe occuparsene lui, che ha una certa esperienza… Un disastro, tutto vanificato. Se proprio ci tieni, la prossima volta almeno parla per primo!

Il consiglio si ritira e prende la giornata per deliberare; la loro decisione verrà comunicata domani mattina all’alba dopo aver riunito di nuovo il concilio. Lee si reca nel tempio a pregare. Speriamo che Ilmater lo protegga…

sabato 17 luglio 2010

LA FORTUNA E' CIECA, MA...

Visto che la Campagna Sud è in vacanza, per evitare pericolose "crisi d'astinenza" abbiamo deciso di occupare l'estate con delle avventure ambientate su Mystara. Ieri sera abbiamo perfezionato i personaggi e iniziato a giocare. Forse è presto per dirlo, ma sembra che la sfiga colossale ai dadi sia un'esclusiva di Jamila! Poveretta, chissà perché. 

Non so da quanto non mi capitava di prendere con successo a spadate qualcuno!

giovedì 15 luglio 2010

44b LA COLPA DI LEEAH

Fissiamo la partenza per Calimport tra un paio di giorni. Drevlin deve sistemare degli affari personali e intanto recuperiamo oggetti magici, pergamene di teletrasporto e protezioni. Prima di affrontare l’Enclave però risolveremo la questione di Lee.

Il 4 di hammer Drevlin ci teletrasporta alla Cabala. Entriamo a salutare Fiann e Meriad, che come sempre ci offrono il loro appoggio. Le ringraziamo e ci dirigiamo verso la sede della chiesa di Ilmater. È a più di mezza giornata di cammino. È la prima volta che vedo Lee così agitato. Trova piccole scuse per perdere tempo, è distratto. Per una volta, sembra il ragazzo che è in realtà. Quando ormai siamo vicini alla nostra meta, ci chiede se per caso non preferiamo andare a bussare direttamente all’Enclave dei Maghi Rossi. Dev’essere proprio in ansia… speriamo in bene. Davanti alla porta del tempio, gli metto una mano sulla spalla come incoraggiamento. Lui tira un bel respiro e poi entriamo. Siamo immediatamente al centro dell’attenzione; in particolare, percepisco un’evidente ostilità nei confronti di Lee e Lorcan. Per il tiefling è comprensibile, ma che Lee venga guardato in questo modo mi pare strano. Ma che sta succedendo? Ci sono monaci al lavoro nei campi o che attendono ad altre occupazioni. Indossano tutti vesti grigie, ma alcuni portano la cuffia rossa, la maggioranza azzurra. Ormai il sole sta tramontando. Veniamo annunciati e dopo una mezz’ora Lee viene ricevuto privatamente dal patriarca. Non sono tranquilla, non lo è neanche Drev. Lorcan è troppo impegnato a difendersi dalle occhiatacce, chiaramente a disagio. Il colloquio è piuttosto breve, Lee torna dicendo che dovrà affrontare il giudizio domani mattina. Ma giudizio per che? Lui è perplesso, preoccupato. Pare si sia macchiato di una grave colpa in passato, ma non sa quale. Dice di avere l’impressione che sia accaduto qualcosa di brutto mentre era nel Dambrath, ma non riesce a ricordare. Il volto di Drev si scurisce visibilmente. Passiamo anche noi la notte al monastero, non vogliamo lasciarlo solo. Mi offro di usare le mie percezioni per cercare di vedere qualcosa, ma il tentativo non dà frutti. Mi unisco a Lee per la preghiera della sera, poi vado a dormire. Lorcan pare avere dei problemi durante la notte: si è barricato per bene nella sua cella, ma la mattina è nervoso.

Il concilio è convocato all’alba. Soffrire… Andiamo ad assistere. Quando tutti sono presenti, viene introdotta una ragazza più o meno della mia età, in un avanzato stato di gravidanza. Anzi, direi che se le cose vanno per le lunghe potrebbe anche partorire qui. Oh oh… Drev si copre gli occhi con una mano, sconsolato: “È la schiavetta che si è presa un cartone in faccia dal GP durante il nostro tentativo di fuga dal Dambrath…” La ragazza racconta che era appunto schiava nel Dambrath, dove aveva imparato l’arte della danza e del canto; per le sue qualità, per il suo aspetto gradevole e la sua pelle chiara era stata promessa a un importante mago rosso. La sua vita non era brutta, ma un pomeriggio Lee è stato trascinato nella sua stanza e chiuso dentro con lei, e qui le avrebbe usato violenza ripetutamente. Sento il sangue defluirmi dal viso. Lee! Ma è impazzita? Mi aggrappo alla manica di Drev: “Non ci credo! Non è vero, non potrebbe mai fare una cosa simile”. Lorcan ha gli occhi sgranati: “Hai capito il monachello! Ma tu pensa!” Il racconto prosegue: la ragazza non era più “appetibile”, la sua padrona si è molto adirata e l’ha regalata all’uomo cui era stata promessa come cavia per i suoi esperimenti magici, che in quel momento erano volti a causare dolore. Poi ha scoperto di essere incinta. Durante un viaggio un altro servo anziano ha avuto compassione di lei e l’ha aiutata a fuggire, poi attraverso varie peripezie è giunta fino a qui a chiedere giustizia. Non riesco a vedere la faccia di Lee perché ci volta le spalle. –“Drev, non è possibile! Lee non ne sarebbe capace nemmeno da drogato!” –“L’avranno dominato, le chieriche di Loviatar amano fare queste cose…” Sì, sotto dominazione può essere, purtroppo.